ott
31
Ecco svelato il mistero. Il 31 ottobre di un anno significativo per me (1997-1999-2004-2007-2009) in congiunzione con l’evento che più mi ha cambiato la vita (31 ottobre 1989), ho deciso di fare il passo reale per abbandonare la religione. L’ho fatto in modo eclatante, leggendo ad alta voce un atto preliminare di apostasia al centro di Piazza San Pietro in Vaticano, mentre Papa Benedetto XVI teneva discorso davanti a 40 mila pellegrini. Ho ricevuto una dose bastante per varie generazioni di occhiatacce in cagnesco, ma che soddisfazione. Il perfezionamento in sbattezzo formale ci sarà nei primissimi giorni del 2008, contestualmente all’iscrizione all’ UAAR.
Segue il testo completo del mio Atto Preliminare di Apostasia.
Destinato A Chiunque Abbia la Buona Volontà di Leggere
- Atto Preliminare di Apostasia -
Oggi esprimo, prendendo a testimoni il lettore e la mia coscienza, unica mia guida morale, la volontà di uscire per sempre dall’istituzione umana denominata “Chiesa Cattolica Apostolica Romana”.
Abiuro il suo dio e la divinità di ogni altra religione, riconoscendole come emanazioni dal basso della mente umana ingannata dall’ignoranza e dalla manipolazione dei rispettivi officianti. Rinnego i sacramenti impostimi dalla “Chiesa Cattolica Apostolica Romana”, denuncio dinanzi agli Uomini la coercizione di incapace con cui questa istituzione trae linfa per il suo sostentamento e la sua fallacità quale costrutto umano, ne condanno i dogmi, i riti, l’ipocrita pretesa di arrogarsi la conoscenza della verità ultima e assoluta, l’invadenza intollerabile nella vita pubblica e privata dei cittadini di autonomi e laici Stati Sovrani praticata quale costante linea ideologica e politica.
Rinnego l’esistenza di qualsiasi aldilà, esalto il valore della Vita quale unico patrimonio concessosi non dalla divinità ma da un Umano atto d’Amore. Di fronte all’ineluttabilità e alla naturalità della morte ammetto la nostra esistenza dopo la stessa nell’unica forma di ricordo negli altri e di traccia sulla realtà. Gli sforzi della mia vita hanno mirato, mirano e mireranno non alla conquista di un’illusoria e generica salvezza ma ad una autentica pace interiore conseguenza della costruzione di un positivo ricordo di me e al cambiamento in meglio, in quanto nelle mie possibilità e in accordo alla mia morale, del Mondo.
Abbraccio la corrente di pensiero denominata Ateismo Razionale e i suoi valori, fra cui cito ad exempla: l’affermazione della libertà in ogni sua forma socialmente utile, la tolleranza e il rispetto della diversità, l’uguaglianza fra i popoli, l’amore per la pace e la famiglia in qualsiasi forma essa venga a comporsi, il diritto/dovere al confronto, l’etica a misura umana nella ricerca, il rispetto delle autonomie, l’amicizia, il diritto di critica. Riconosco la superiorità della dialettica razionale contro l’impostazione dogmatica delle confessioni religiose, umiliante della dignità intellettuale umana.
Sono perfettamente a conoscenza delle conseguenze, per me ininfluenti se non inesistenti, della mia libera scelta, sostenuto dall’articolo 18 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.
Questo primo atto di apostasia ha come destinatario la Chiesa come astrazione umana, ed è strutturato in modo da rispettare la forma di atto in pectore, mancante di un’identità riconoscibile. Il suo scopo è di infondere in me stesso la consapevolezza che il Mondo, quale concetto astratto, sia a conoscenza della mia autodeterminazione.
Questo atto, da valutarsi come informale, è per chi scrive propedeutico alla prosecuzione di un cammino che si risolverà secondo l’unica Legge degli Uomini ed in particolare dello Stato Italiano; gli atti a cui darò seguito paleseranno inequivocabilmente, e solo allora, la mia identità.
Mi accingo a fare apporre sul registro dei battezzati per me competente la nota esplicita di volontà ad uscire dalla confessione religiosa oggetto della presente, cancellando ogni effetto civile e morale del battesimo e della prima e fortunatamente per me unica comunione, pur restando la storicità dei due avvenimenti.
Ho voluto scegliere una data per me rappresentativa e posta a chiusura di un ciclo di vita e di crescita. La motivazione che mi ha portato a scegliere il 31 Ottobre 2007 è destinata a restare ignota a chi legge, in quanto facente parte della mia storia personale e culturale.
Lascio a chi legge il destino di questa breve missiva: la sua diffusione o la sua distruzione non sono eventi in cui investo interesse. Auguro comunque al lettore ogni bene, ogni soddisfazione e la possibilità di vivere la sua vita in serenità di coscienza e coerenza, diritto a cui, finalmente, oggi accedo anch’Io.
Grazie.
Città del Vaticano, lì 31/10/2007