giu
29

Ultima modifica alla già precedentemente presentata antenna USB Pringles “dei poveri”. Il senso di queste modifiche sta primariamente nel ricercare il massimo guadagno possibile con la minima spesa e con i materiali più semplici: cartoncino, stagnola, colla. Nulla di più.
Qualche tempo fa ho osservato alcuni esempi di cantenne “classiche” (quindi col loro dipolo e non con una scheda WLAN USB inserita in un foro praticato ad arte per la lunghezza giusta) la cui ricezione/trasmissione del segnale era stata “rinforzata” attraverso l’applicazione artigianale di tronchi di cono, in materiale radio-riflettente (laminato metallico). Il guadagno supplementare ottenuto era nell’ordine di 2-3dbi e per di più la cantenna aumentava il suo angolo d’apertura, rendendola un pò meno direzionale del solito.
Mi sono messo alla ricerca del razionale di questa idea intuitiva nascosta dietro questi convogliatori e alla fine ho trovato la risposta in un vecchio concentratore solare del 1875, basato sulla fisica dell’ottica senza immagini.

Specchio conico di Mouchot
Nato come un collettore solare, praticamente come un sistema di riscaldamento ecologico, il collettore a specchio conico di Mouchot si occupa di raccogliere raggi solari e/o onde elettromagnetiche e di convogliarle lungo una linea focale centrale, che termina nel vertice del cono col punto di massimo calore raccolto. Già vedendolo ci si rende conto di come un tronco di questo cono sia votato naturalmente a completare una cantenna: il cono di Mouchot raccoglie il segnale, lo convoglia all’imboccatura della cantenna che a sua volta lo guida sul dipolo, sommando l’onda in ingresso con quella di rimbalzo provenente dal fondo del tubo. Semplice e spettacolare. Sapendo cosa cercare, non ho impiegato secoli a trovare un template utilizzabile. Nella costruzione del cono si tenga conto che: D = R1 La linea tratteggiata rappresenta i bordi da accavallare per l’incollaggio (5mm). Chi ha creato il template lo ha fatto sulla base di alcune formule che ha trovato e non ha saputo dire se e come un D2 maggiore (cono più lungo e largo) avesse potuto influire sulla cattura del segnale. La mia opinione è che un cono troppo largo aumenta troppo il rumore di fondo (le onde rimbalzano troppe volte e interferiscono fra loro), mentre uno troppo stretto non libera la cantenna dalla sua specifica direzionalità. La costruzione è banalissima. Una volta stampato il template in dimensioni adeguate, lo si incolla a della carta stagnola (molto più flessibile del fondo dei vassoi usa e getta da forno). A colla asciugata si ritaglia con attenzione la sagoma e la si incolla all’imboccatura dalla Pringles Cantenna, fissandola ulteriormente con del nastro adesivo.
La mia USB Pringles Cantenna variante “Mouchot”, stavolta gusto paprika. La “Mouchot” vista dall’alto… …e frontalmente. Durante il montaggio il mio cono si è un pò ovalizzato, visto che ho fatto un pò di prove alla cieca su un tubo Pringles di riserva, forzandola un pò. Nonostante la leggera deformità, funziona benissimo. Ho fatto una prova con una rete OpenAccess in zona e l’access point, che la Sitecom WL-113 da sola neanche vedeva, fornisce una connessione forte e stabile, tanto da permettermi di usare YouTube in scioltezza, come da foto seguente (è la stessa che apre l’articolo, in formato più grande). Segnale al 70% Ed infine, andando a concludere così l’articolo, ho voluto mettere la Cantenna Mouchot in difficoltà. In seria difficoltà. Anche se nella foto seguente la cantenna è scollegata, ho provato a cercare la rete OpenAccess di cui sopra tenendola in quella esatta posizione. Si, proprio in quella. La “Mouchot” spalle al muro… Risultato? Segnale al 29%. Ventinove percento. Anche se con qualche difficoltà e dei rallentamenti evidenti, sono riuscito ad aprire Repubblica.it e la home page di Microsoft. Chiariamoci, l’access point bersaglio è ad una distanza stimata di circa 40 metri. Fra lui e la cantenna ci sono: le due mura esterne dei due palazzi (più spesse delle mura di separazione interne, ovviamente), due balconi con ringhiere d’acciaio (con effetto parziale di schermo), un muro di separazione interno nel palazzo dove è ospitato l’access point bersaglio e veneziane chiuse al balcone bersaglio. Sto aspettando una scheda USB WLAN esterna da 500mw. Se volessi smettere di essere un galantuomo e per qualche motivo volessi appoggiarmi seriamente alla rete dell’ignaro dirimpettaio, col nuovo dispositivo in arrivo potrei “sparare” sull’AP aperto come con un cannone contro un topolino di campagna. Non avrei bisogno nè di cantenne nè di antennoni omni da 10dbi. Ventisette (27) decibel di “potenza di fuoco” nella scheda trapanerebbero gli ostacoli come carta mozzarella. Ma volete mettere la soddisfazione di stabilire un link funzionante con una pennetta USB da 50mw appena? Fra l’altro, con l’utility della Atheros a disposizione nell’Asus EEE-Pc 900, ho potuto rilevare che l’AP bersaglio, anche se capace di emettere 100mw, è settato alla metà della sua potenza massima: 50mw contro 50mw. Un bel risultato. Ma quello che mi attira del wardriving è la sperimentazione, il gusto di sapere che, in fondo, se po’ fà.
cliccare per ingrandire
D = diametro della cantenna (Pringles = 75mm)
D2 = diametro del tronco di cono (D * 1,7; Pringles = 128mm)
Lg/4 = 1/4 della lunghezza d’onda (Pringles = 112mm + 3mm rientranza fondo)
Lo/4 = altezza del dipolo (Pringles = 31mm)
D2 = R2
giu
28
Mini parabola verticale
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Quella nella foto è la ormai famosissima mini parabola di cartoncino e carta stagnola, il cui template di FreeAntennas.com domina la scena in tutti i siti di wardriving.
La “Mini Parabola” è in realtà un riflettore di approsimazione parabolica, col compito di concentrare il segnale in un fuoco sul cui asse va a posizionarsi l’antenna omnidirezionale o l’adattatore WLAN USB bersaglio.
Il concetto è migliorabile: il riflettore parabolico, così come proposto, non crea un unico fuoco, ma una linea focale che si srotola in senso orizzontale. Si comporta, a conti fatti, più come uno specchio cilindrico che parabolico.

Lo specchio cilindrico non ha un solo fuoco, o meglio, ha un suo fuoco ottimale e una linea di fuochi “corollari” che si dispongono come una curva cardioide (in foto).
Ovviamente non stiamo parlando di uno specchio cilindrico puro, ma di qualcosa che somiglia più ad una parabola che ad un cilindro. La linea di fuoco, in questo caso, sembra somigliare più a quella di uno specchio toroidale (in foto), ovvero uno specchio con una lunga linea di fuoco centrale, quasi completamente dritta.

Ribaltando il template di FreeAntennas.com per la mini parabola, possiamo renderla verticale e realizzare un’approsimazione di specchio toroidale, con la nostra antenna omnidirezionale che corre lungo tutta la linea di fuoco, restando esposta al maggior segnale riflesso possibile.
Invece di incrociare la linea di fuoco su un solo breve segmento seguendo il modello per la costruzione in orizzontale, possiamo rendere il nostro riflettore più efficiente “srotolandolo” in verticale.
A tal scopo ho modificato il template il FreeAntennas.com. Vi propongo il risultato della mia modifica (cliccare sul modello per ingrandire).
La costruzione è semplicissima. Il modello va stampato due fogli A4 di cartoncino (il primo foglio per i due fissatori, il secondo per il pannello riflettente). Al retro del pannello riflettente va incollata della carta stagnola, i due fissatori vanno ritagliati e i loro perni inseriti nei punti indicati (i due gruppi da sei fessure). Le crocette sui fissatori sono il punto che bisognerà incidere a croce per far passare l’antenna. Finito. Per indicazioni più approfondite sul montaggio vi rimando al sito di Napoli Wireless. Le prestazioni del riflettore sono elevate. Se costruito bene si guadagnano anche 12-14dBi. I miei due riflettori orizzontali di prova, proposti in foto, (uno su singolo foglio A4, l’altro su due fogli A4 con zoom al 167%) guadagnano rispettivamente 4-5dBi e 7-8dBi e mi sono costati, in materiali, pochi centesimi. Fronte Retro Altro grande vantaggio dei riflettori è che non sono frequenza-specifici. Con lo stesso riflettore usato per amplificare il Wi-Fi potete, cambiando l’antenna, amplificare il segnale del vostro ricevitore USB per il digitale terrestre o la vostra chiavetta USB per la connesione a Internet via UMTS o HDSPA. Eccovi ora la vista fronte-retro del mio nuovo riflettore verticale. L’ho fatto usando invece che la stagnola il fondo di un vassoio d’alluminio per cottura al forno, più robusto e riflettente della stagnola. La parabolina verticale sfiora i 10dbi di guadagno, ma va montata, a causa della sua lunghezza, come minimo su una antenna omni da 7dbi. Le antenne da 5dbi sono troppo corte e non beneficiano della linea di fuoco verticale. Retro Ed infine, per la gioia degli amanti del “fai da te si, ma solo se semplicissimo” le mie tre paraboline in sfilata: Comode, no? 




giu
25
Cantenna Pringles X2
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Seconda parte del progetto: la USB PRINGLES CANTENNA X2
Longer! Better! Smarter!
Vi ho fatto vedere la prima versione della cantenna Pringles con adattatore WLAN USB. La cantenna, anche se già ottima secondo me, ha un limite. La sua lunghezza complessiva non è di 3/4 della lunghezza d’onda a 2.4Ghz (33.5cm), ma circa 10cm più corta. L’efficienza del tubo a fare da waveguide è quindi parziale. La cantenna da il miglior compromesso su dimensioni/prestazioni se è lunga giusto 3/4 della lunghezza d’onda, ma può essere anche più lunga. Quando supera i famigerati 3/4 diventa via via sempre più efficiente a guidare l’onda, ma sempre più direzionale e difficile da puntare. Eccovi la versione da circa 1 onda e spiccioli della cantenna, sempre ultra-low tecnology: alla ricetta originali si aggiungono scotch, colla e un contrappesino.
Tutte le immagini sono thumbnail, cliccare per ingrandire.
MATERIALI DI PARTENZA:

Una Cantenna USB Pringles realizzata seguendo la prima parte del progetto.
Un secondo tubo di Pringles.
Nella foto è a destra, a sinistra la prima cantenna disassemblata, riconoscibile dal foro per l’adattatore Sitecom e dal foro per il cavalletto.
Taglierino, lima, colla a presa ultra-rapida, nastro adesivo, una calamita.
PROCEDURA

Tagliare il fondo dal secondo tubo di Pringles
E’ molto semplice, basta seguire col taglierino il bordo del fondo di alluminio. Mano delicata perchè una volta che il fondo salta è facile piegare il tubo e dire addio alla cantenna. Un paio di giri basteranno, i punti più ostici sono quelli dove i fogli d’alluminio interni al tubo si accavallano. Le imperfezioni si “lavano via” con molta delicatezza con una limetta: ricordate che state operando su cartone, non su lamierato.

Tagliare il bordo su cui si appoggia il tappo di plastica della prima cantenna.
Vale lo stesso discorso di prima: delicatezza. Qui non c’è un fondo che “scarica” la vostra forza e piegare l’entrata del tubo è più facile. Meglio un giro di taglierino in più che una cantenna deformata. Una volta fatto, aiutatevi con una limetta a pulire la rima del taglio.

Con un pò di colla a presa rapida unire i due tubi. Una volta che ha fatto presa, assicurare fra i loro i tubi con varie spirali di nastro adesivo.
Nel mio caso ho usato la super attack. Non è una vera colla, ma cianoacrilato: praticamente cristallizza e può essere strappata via con una certa facilità dal cartoncino. Per di più è radiotrasparente, non genera parassitismi sulla ricezione del segnale.
Il tubolare della nuova cantenna X2 Vista dell’interno del nuovo tubolare, si nota sul lato sinistro verso il fondo la luce che entra dall’apertura per la chiave WLAN USB. Profilo della cantenna X2 Contrappeso applicato al fondo del tubo, in questo caso una forte calamita visto cheil fondo del tubo di Pringles è scarsamente magnetizzabile. La staffatura per evitare deformità sul punto di incollaggio fra i due segmenti della cantenna. La USB Sitecom-Pringles Cantenna X2 pronta per essere provata. Appena ho qualche minuto disponibile farò qualche test con la sua utilità di configurazione e con Netstumbler e vi farò sapere. La cantenna è ora molto direzionale e infatti mi aspetto delle difficoltà di puntamento ai test. Ho già in mente come risolvere la cosa e guadagnare altro segnale: in mio soccorso verrà il convogliatore ottico a specchio conico di Mouchot, ideato nel 1875. Al solito sarà fatto di materiali poveri, su impalcatura di cartoncino. Ecco il disegno di base: A presto (si spera) per gli aggiornamenti! 
Tenetelo in mano un paio di minuti, accertatevi che il peso del secondo tubo non deformi il punto di incollatura.
Questa volta il fondo appare davvero lontano! Ci credo, sono 40cm buoni di tubo!
Si noti come sia grande la differenza del profilo rispetto alla cantenna X1. Ma Newton non è un giocondo, un tubo così lungo col cavalletto così arretrato necessita di un contrappeso.
Una volta provata e una volta stabilito con precisione in peso di cui ha bisogno per essere bilanciata, sostituirà la calamita bombata con una calamita a disco o con dei piombini piatti da meccanico, di quelli usati per l’equilibratura delle ruote dei motorini.
Direttamente dal mondo della fisioterapia: per evitare un cedimento strutturale sotto il peso del segmento anteriore, ho costruito una sorta di “legamento artificale”, a cavallo dell’ “articolazione”. Si fa stendendo una striscia di scotch di 15cm esattamente di fronte al foro dell’adattatore, ma diviso a metà (7.5cm) fra i due segmenti. Poi si stendono altre 12 striscie di scotch di 15cm partendo da quest’asse centrale, 6 a sinistra e 6 a destra, allargandosi progressivamente e facendo in modo che ogni striscia copra metà, in larghezza, della striscia precendete. Tutte le striscie devono essere parallele. Si conclude fissando il “legamento” con due giri di nastro adesivo a monte e a valle del rinforzo, tendendolo in modo perpendicolare alle strisce longitudinali. Finito.
giu
24
EEE-PC: più autonomia riducendo gli accessi ai dischi SSD
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BREVE PREMESSA:
I dischi SSD conoscono solo due stati: acceso e spento. La frammentazione dei dati non incide minimamente sui consumi o sui tempi d’accesso, per loro stessa natura. Un disco magnetico da 2,5″ consuma circa 0.5W a riposo, 1.5W se usato per leggere dati continui, fino a 4W per leggere dati altamente frammentati. Il tutto dipende da quante testine deve muovere, per quanto tempo e con quanti salti.
Un disco SSD, invece, o è acceso o è spento. Quando è in idle consuma 0.5W, quando è in funzione circa 2.5W in media, a seconda del modello (almeno nei loro test). Un sistema operativo come Windows, con le sue decine e decine di microscritture, di fatto non fa quasi mai entrare in idle i dischi SSD. E l’autonomia se ne va.
Ecco la collezione di tutti i trucchi a me noti per ridurre gli accessi al disco rigido sotto WinXP e, nel nostro caso, conservare quanta più energia possibile nelle nostre batterie.
Cercate di non fare guai, al solito declino ogni responsabilità. Per me stanno funzionando, ma mai dire mai. Fare una copia del registro prima di cominciare è una cosa assolutamente indicata!
Bene, cominciamo…
OPERAZIONI PRELIMINARI
A) Eliminare il file di swap di WinXP
È un file, permanente o temporaneo, creato dal sistema operativo su un disco rigido per soddisfare esigenze di memoria. Quando la memoria RAM risulta interamente utilizzata (in realtà non lo è mai al 100%), allora il sistema operativo utilizza il file di swap per emularne ancora e, in assenza di limitazioni specifiche, lo spazio massimo a disposizione è quello ancora libero sul disco rigido. Eliminandolo si toglie al sistema questa possibilità, ma si risparmia moltissimo sulle letture/scritture dei dischi SSD. Non disattivare lo swap se si hanno solo 512Mb di RAM. In tal caso leggere il trucco n°10.
Start -> Pannello di Controllo -> Sistema -> Scheda Avanzate
Cliccare su Impostazioni sotto il riquadro Prestazioni, scheda Avanzate, cliccare su Cambia sotto il riquadro Memoria Virtuale.
Selezionare uno per volta ogni hard-disk presente nella lista e scegliere “Nessun file di paging”, premere volta per volta su Imposta. Una volta fatto premere Ok e riavviare.
B) Eliminare la funzione Ripristino di sistema
Windows XP ha al suo interno una funzionalità, chiamata “Ripristino configurazione del sistema”, che permette di salvare il computer in situazioni critiche. Windows XP interviene ogni qual volta ci sono modifiche sostanziali all’interno del sistema, facendo una fotografia dello stesso in cui immagazzina il registro, la configurazione hardware e i driver ed eventualmente le librerie di sistema. Ovviamente per ogni foto prende una certa quantità di memoria sull’hard-disk e per fare la foto ha bisogno di leggere e conservare. Sugli SSD degli EEE non c’è tanto spazio per salvare i punti di ripristino ed inoltre crearne uno mangia un po’ di batteria visto che accede in modo intensivo al disco rigido di sistema. Se si è cauti con quello che si fa, lo si può disattivare senza problemi. Se usate una versione di WindowsXP trattata con Nlite è probabile che il Ripristino sia già stato rimosso: è una delle prime cose che si tolgono, di solito.
Risorse del Computer -> Clic destro -> Proprietà -> Scheda “Ripristino configurazione di sistema”
Spuntare la voce “Disattiva Ripristino configurazione di sistema su tutte le unità”. Premere Ok e riavviare.
B1) In alternativa, ridurne la copertura da 90 a 7 giorni.
Start -> Esegui -> Regedit
HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows NT\CurrentVersion\SystemRestore
Chiavi:
RPGlobalInterval, settare a 00015180
RPLifeInterval, settare a 00093a80
DSMax, settare a 00000096
DiskPercent, settare a 00000002
C) Disattivare la funzione di prefetch per le applicazioni
Windows XP è dotato di una funzione detta prefetching, che basa il proprio funzionamento sul pre-caricamento (in fase di avvio del sistema operativo) dei file che vengono richiamati dai programmi che utilizziamo più frequentemente, allo scopo di velocizzare l’avvio dei suddetti programmi. Tutto ciò implica il fatto che Windows XP studia le nostre abitudini per determinare quali file caricare, impiegando di conseguenza spazio per i file di log e comunque rischiando di caricare anche file superflui. Disattivando la funzione di prefetch, limitatamente alle applicazioni, si possono evitare caricamenti inutili e accessi inutili. Salvaguarderei invece il prefetch del boot, visto che i programmi e i servizi da far partire all’inizio sono più o meno sempre gli stessi e conservandolo si guadagna in prestazioni.
Start -> Esegui -> Regedit
HKEY_LOCAL_MACHINE\SYSTEM\CurrentControlSet\Control\Session Manager\Memory Management\PrefetchParameters
Chiave EnablePrefetcher, impostare il valore a 2.
TRUCCHI PIU’ AVANZATI
1) Disattivare la funzione “Ultimo Accesso”
Ogni singola volta che WinXP accede ad un file, ne marca l’utilizzo variando il segnatempo. Ogni accesso, una scrittura in più. Ogni DLL caricata, ogni eseguibile caricato, ogni file caricato, ogni file scaricato, ogni documento letto, una scrittura in più. Il segnatempo (timestamp) mi è tornato utile una mezza dozzina di volte dall’epoca di Win95 ad oggi, può andare tranquillamente al diavolo.
Start -> Esegui e dare il comando:
FSUTIL behavior set disablelastaccess 1
2) Disattivare la funzione di caching su pagefile del kernel (ovvero: cache del kernel in RAM)
Questa modifica al registro impedirà al kernel di WinXP di essere messo in cache su hard disk, forzandolo a stare in RAM. Questo tweak può essere fatto anche con 1Gb di RAM, ma attenzione poi a non caricare troppi programmi residenti o troppi servizi (niente Systray di un chilometro).
Start-> Esegui -> Regedit
HKEY_LOCAL_MACHINE\SYSTEM\CurrentControlSet\Control\Session Manager\Memory Management
Chiave DisablePagingExecutive, cambiare il valore da 0 a 1.
3) Attivare il mantenimento delle DLL di uso comune in RAM
Non attivare questo trucco se non si hanno 2Gb di Ram. Anche se migliora le prestazioni degli applicativi di uso comune in modo nettissimo e riduce molto gli accessi al disco rigido, questo tweak è un autentico divoratore di RAM. Con sistemi dotati di solo 1GB di RAM porterà a ripetuti impallamenti del sistema, provocati dal crollo verticale della ram utilizzabile non appena si lanciano applicazioni più pesanti o più applicazioni anche in serie.
Cosa fa questo tweak? Obbliga WinXP a trattenere in RAM tutte le DLL relative ai programmi usati recentemente. Esempio: lancio Opera e Word2003, WinXP carica gli eseguibili e le relative DLL in ram e, quando chiudo i programmi, non le rilascia, trattenendole. Se rilancio Opera o Word2003 il sistema non dovrà leggere più il disco per le DLL, visto che le avrà già in RAM e farà partire i due programmi in tempi record. Il rilascio delle DLL avverrà solo in caso di deficit della RAM, ma con 1GB soltanto i rilasci forzati saranno così tanti da impallare tutto. Con 2GB spesso non sarà necessario rilasciare nulla, con benefici evidentissimi. La RAM è come i soldi: è fatta per essere spesa, possibilmente bene. Meglio di così…
Start -> Esegui -> Regedit
HKEY_LOCAL_MACHINE\SYSTEM\CurrentControlSet\Control\Session Manager\Memory Management
Chiave LargeSystemCache, impostarne il valore a 1.
4) Aumentare la risposta del processore alle richieste dei programmi non di background
Non si tratta solo di cambiare le priorità. WinXP di suo vi dà la possibilità di scegliere se privilegiare le applicazioni o i programmi in background. Questo tweak ne estremizza il concetto. Alcuni test hanno mostrato che il miglior rapporto fra cicli di istruzioni dedicati agli applicativi e al background è di 3:1.
Quindi andiamo a dire a WinXP di forzare questo rapporto. Non applicare questo trucco se si usano molti programmi in background (fra cui: server http, ftp, sql, freenet, i2p)o segnarsi il valore originario della chiave per rimodificarla all’occorrenza.
Start -> Esegui-> Regedit
HKEY_LOCAL_MACHINE\SYSTEM\CurrentControlSet\Control\PriorityControl
Chiave Win32PrioritySeparation, impostarne il valore a 26 (esadecimale) o 38 (decimale). Riavviare.
5) Fermare il servizio di Indicizzazione
Normalmente, fra Nlite e XpLite quasi tutti fanno fuori questo servizio. Nel caso fosse sopravvissuto, sappiate che per l’EEE è quasi sempre completamente inutile. Accellera un po’ le ricerche, ma per farlo scansiona e riscansiona di continuo i dischi rigidi, specialmente quando il sistema è in idle (e di fatto così i dischi SSD in idle non vanno mai).
Start -> Pannello di Controllo -> Strumenti di Amministrazione -> Servizi
In alternativa Start -> Esegui -> services.msc
Cercare dalla lista “Servizio di Indicizzazione”, click destro, Proprietà, Tipo di avvio: Disabilitato. Riavviare.
6) Disinstallare il tema sonoro di WindowsXP
Da XPLite cercate la voce “WinXP Default Sound Theme” e disinstallatela. WindowsXP diventerà muto (niente suoni all’avvio e alla chiusura, niente bip agli errori dei programmi, niente clic sul cambio di cartelle, niente di niente). Ovviamente così facendo non disattiverete l’audio, ma soltanto i suoni di Windows. Ogni volta è un WAV che deve essere richiamato da hard-disk, ogni volta un accesso in lettura. E’ la somma che fa il totale, diceva qualcuno.
7) Disabilitare la funzione di monitoraggio delle performance.
Dall’epoca di NT4, i sistemi Windows includono un misuratore di performance di sistema (RAM, Processore, Dischi Rigidi). Tutti i dati raccolti sono scritti di continuo nel registro di sistema. Se non state usando delle utilità per il monitoraggio delle prestazioni (tipo DiskMon, che ho usato per vedere se effettivamente il numero di accessi diminuiva, tant’è che questo è stato l’ultimo tweak che ho applicato sul mio EEE) queste informazioni sono inutili, ma richiedono la messa in atto di una certa quota di attività da parte dei nostri SSD. Attività che possiamo risparmiarci.
Start -> Esegui -> Regedit
HKLM\SOFTWARE\Microsoft\Windows NT\CurrentVersion\Perflib
Creare una nuova chiave DWORD dal nome Disable Performance Counters e darle il valore 1. Riavviare.
Per riabilitare il monitoraggio cancellare la chiave creata e riavviare.
8) Utilizzare un RamDisk per le variabili d’ambiente
Installare il RAM-DISK ossia un disco virtuale la cui memoria viene presa dalla RAM. Tutti i file che vengono copiati al suo interno non sono scritti su nessun disco e, allo spegnimento del PC, saranno persi.
Per fare questa operazione occorre installare Gavotte RamDisk (il migliore fra le utilità RamDisk gratuite), lanciarlo e creare un disco RAM con memoria 64MB (con lettera diversa dai dischi gia installati).
Non utilizzare il RamDisk prima di installare programmi: i file temporanei generati dall’installer vengono di solito decompattati nelle cartelle temporanee. Se riempite il RamDisk avrete un messaggio d’errore da parte del programma di installazione. In tal caso potete portare momentaneamente il RamDisk a 128mb (limite massimo consigliato se avete 1GB di Ram) o 256mb (con 2Gb).
Risorse del computer->Proprietà->Avanzate->Variabili d’ambiente
Impostare a TEMP e TMP, che si trovano sia tra le variabili dell’utente sia in quelle di sistema, cartelle del RamDisk di vostro gradimento. Io uso, ad esempio: X:\UsrTMP, X:\UsrTEMP, X:\SysTMP e X:\SysTEMP.
9) Utilizzare un RamDisk per la cache di Opera, di Firefox, di Internet Explorer.
Vedasi il trucco numero 8. Portare il RamDisk a 128mb o 256mb a seconda della vostra disponibilità di RAM e dalle impostazione dei tre browser assegnare ad una cartella del RamDisk la loro cache, che andrà perduta ad ogni riavvio ma vi farà risparmiare moltissimi accessi al disco rigido (esempio: X:\OperaCache).
10) Se avete 1GB di Ram o meno, utilizzare eBoostr
Se avete 512Mb di Ram molto difficilmente potrete fare a meno dello swap-file. La questione si ripropone, in termini molto meno drammatici, anche se avete 1Gb di Ram. In questi casi vi consiglio di utilizzare eBoostr (http://www.eboostr.com), un programma che porta la tecnologia ReadyBoost di Windows Vista dentro WinXP. ReadyBoost consente di utilizzare la memoria di periferiche esterne (chiavette USB 2.0 ) per estendere la quantità di memoria di sistema da usare per il SuperFetch e l’avvio più veloce di Windows. Una pendrive da 2Gb USB 2.0 assegnata a eBoostr vi permetterà di disattivare lo swap-file e di recuperare qualcosa in energia, visto che le pendrive consumano meno dei dischi SSD. Oggi ne esistono di minuscole, che appena sporgono dalla porta USB e vi tolgono l’impiccio di avere una protuberanza fissa sull’EEE.
11) Disattivare il ritardo di comparsa dei menù
Non c’entra nulla con gli accessi al disco, ma vi darà l’impressione di usare un sistema più veloce. WinXP impone un ritardo di 200ms alla comparsa dei menù quando ci passate su col mouse. Portiamo questo ritardo a 0ms per avere una risposta istantanea.
Start -> Esegui -> Regedit
HKEY_CURRENT_USER\Control Panel\Desktop\
Chiave MenuShowDelay, portarne il valore a 0.
12) Disinstallare l’utilità di Defrag di WinXP.
Con un disco magnetico l’utilità di Defrag ha il suo perché. Tiene i dati contigui, risparmiando salti e corse alla testina del disco. Ne migliora le prestazione e ne riduce i consumi in modo talvolta considerevole. Con i dischi SSD è totalmente inutile: i dati sono archiviati come su una scheda di memoria, la frammentazione degli stessi non ne cambia prestazioni o consumi.
Con XP Lite cercare l’utilità Defrag e disinstallarla. Ciò rimuoverà anche il servizio di deframmentazione in idle, evitando che WinXP, di sua iniziativa e a vostra insaputa, provveda a ottimizzare i dati degli SSD mentre lo state usando, generando un numero tanto più alto di accessi in lettura/scrittura totalmente inutili quanto più i dati sono frammentati.
13) AntiSpyware e Antivirus, occhio!
Tutte queste belle parole restano tali se avete il sistema infestato di Spyware, che rovisteranno di continuo i vostri dischi alla ricerca di dati da inviare a terzi interessati o se il vostro antivirus continuerà a sottoporre ciclicamente a scansione tutti i vostri dati. Se siete un minimo cauti, non ci sarà bisogno di tenere in scansione ciclica gli SSD. Cercate di disattivare dal vostro antivirus le funzioni di scansione automatica e tenetevi solo il Resident Shield per la RAM e la scansione rigorosamente a richiesta. Per gli spyware, usare SpyBot regolarmente è cosa saggia e giusta.
giu
23
USB Pringles Cantenna da 11db
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Wardriving (da Wikipedia): Il wardriving è un’attività che consiste nell’intercettare reti Wi-Fi, in automobile o a piedi con un laptop, solitamente abbinato ad un ricevitore GPS per individuare l’esatta locazione della rete trovata ed eventualmente pubblicarne le coordinate geografiche su un sito web. Per una miglior ricezione vengono usate antenne omnidirezionali. È necessario utilizzare un software specifico, quasi sempre di tipo libero, per diverse piattaforme: NetStumbler (Windows), KisMac (Macintosh), Kismet (GNU/Linux) e Ministumbler (PocketPC). Il wardriving in sé consiste nel trovare Access Point (AP) e registrarne la posizione. Alcune persone, invece, infrangono le scarse misure di sicurezza tipiche di queste reti per accedere ai file personali. Poiché nella maggior parte dei casi le reti wireless sono collegate ad Internet, molte persone si introducono in queste reti solamente per navigare gratis e ad alta velocità. In quest’ultimo caso il wardriving rientra nell’accezione più generica di thiefing. Secondo la normativa italiana è illegale procurarsi l’accesso ad una rete privata senza aver ottenuto un’esplicita autorizzazione.
Dopo questo breve preambolo, oggi vi voglio proporre la mia esperienza con la costruzione di una USB Pringles Cantenna, che fra l’altro mi ha dato grande “soddisfazione” (come l’ultima immagine dell’articolo ben chiarirà).
Prima di tutto: perchè? La cantenna classica, anche se di realizzazione molto semplice, non arriva ai livelli di semplicità disarmanti offerti dal riflettore parabolico in cartoncino e stagnola.
Due collegamenti per capire di cosa sto parlando (da Napoli Wireless):
Mini Parabola
Cantenna Classica
Volendo portare la cantenna agli stessi livelli di semplicità della mini-parabola, ho pensato di sfruttare qualche idea di cui ho letto in giro e di cimentarmi nella costruzione di una USB Cantenna, ovvero di una cantenna in cui il dipolo è composto da una intera chiavetta USB Wi-Fi.
Ovviamente non ho voluto allontanarmi da cartoncino e stagnola, per cui il cilindro candidato risulta essere quello delle patatine Pringles.
Tutte le immagini sono thumbnail, cliccare per ingrandire. Sono state fatte col cellulare, ma per spiegarvi il progettino dovrebbero andar bene.
MATERIALI DI PARTENZA

Un tubo di Pringles.
Per l’esempio e per alcuni riferimenti successivi ho usato quelle gusto “SourCream & Onion” (tubo verde).

Un adattatore Wi-Fi USB
Per l’esempio ho usato una chiave USB WLAN Sitecom WL-113 rev.2 (chipset Ralink RT73).
Un cacciavite, un taglierino, una prolunga USB, un cavalletto (opzionale), un trapano a mano o elettrico (opzionale)
ISTRUZIONI PER IL MONTAGGIO
Aprite il vostro adattatore WLAN USB
Non è indispensabile, ma aprendolo ci si fa un’idea precisa di dove sia l’antenna e del punto che dovrà andare “a fuoco” L’antenna dovrà entrare nel tubo di Pringles per 31mm esatti, con margine d’errore fra i 29 e i 33mm.

Nella foto, ho segnato alcuni punti:
Rosso: punto d’origine dell’antenna, se mettete a fuoco quello la cantenna farà faville;
Blu: punti di massa dell’antenna, indicati per facilitarvi l’individuazione del rosso;
Giallo: decorso dell’antenna, un buon punto opzionale di fuoco;
Verde: switch dell’antenna, un chippettino minuscolo oltre il cui se cade il fuoco la cantenna sarà totalmente inutile;
Rosa: schermatura RF del chipset, è una pista di rame che potreste credere sia l’antenna;
Bianco: linea immaginaria che delimita i 31mm partendo dal punto rosso.

Rimontate la schedina
All’altezza dei 31mm, sulla linea bianca immaginaria di cui sopra, marchiate il guschio dell’adattatore con una linea di pennarello indelebile. Sarà il vostro riferimento esterno per l’inserimento/regolazione della cantenna.

Il tubo di Pringles col foro pronto ad ospitare la Sitecom WL-113
Dove fare il buco? Dovete misurare, dal fondo, 11.2cm esatti (ringrazio per i riferimenti Wireless Modding).
Suggerimento rapido “pappa pronta”: se usate il tubo verde, cercate il codice a barre. Salendo con lo sguardo, incrocerete la lista degli ingredienti in varie lingue. Dovete tagliare all’apice della scritta “lokpulver, smaksfortsterker”, ovvero alla seconda riga di ingredienti in olandese sotto il logo Pringles (dove c’è la & di “SourCream & Onion”). Fatto il taglio col taglierino, largo quanto basta per il vostro adattatore, cominciate ad allargarlo facendo tagli di una riga su e giù (in modo da non perdere il centro) o a “spanarlo” con la punta del cacciavite. Attenzione: siate delicati! Non dovete deformare il tubo, altrimenti niente cantenna!

Inserite con delicatezza l’adattatore WLAN USB nel foro fino alla tacca di riconoscimento dei 31mm. Dettaglio dell’interno del tubo, con l’adattatore che fa capolino L’adattatore penetra per più di 31mm nel mio caso, arrivando quasi a 40mm. Non è un problema, perchè so che la punta dell’adattatore è vuota e la plastica è radiotrasparente. In più so, grazie alla tacca di regolazione, che l’antenna è giusta nel fuoco a 31mm spaccati. La faccia dell’adattatore, ovvero la saldatura che corrisponde all’attacco dell’antenna, è rivolta verso l’uscita della cantenna. Così la cantenna è già usabile, volendola tenere in mano. Ma ecco una simpatica e godereccia alternativa. La cantenna su cavalletto! Ulteriore dettaglio col cavalletto a 2,5-3cm dall’inserzione dell’adattatore USB Un saluto a tutti i lettori dal mio EEE-PC 900 con la sua USB Sitecom-Pringles Cantenna TEST DI GUADAGNO Provata sia con NetStumbler che col suo software. Ricordo che la cantenna è una antenna direzionale, va “presa la mira” e va scelta la direzione che si vuole esplorare. Dati del suo software: una connessione Alice già molto forte (86%) è passata al 100%, una connessione OpenAccess è andata dal 25% al 65%, una WEP dal 10% al 45%. L’adattatore, da solo, rilevava 3 AP. Nella cantenna e nel punto più favorevole ne ha visti 8, con forchetta di intensità del segnale dal 20% al 100%. Il test non è stato fatto outdoor ma dalla mia camera, per motivi squisitamente di caldo e afa. Dati NetStumbler: La Sitecom WL-113 v2 deve avere qualche problema con NetStumbler. Mi trova i canali, il rumore di fondo, il segnale, genera i grafici, fa di tutto. Ma ha difficoltà a mostrarmi gli SSID, regolarmente visualizzati con l’utilità della schedina. Ad ogni modo, ho preso nota dei MAC e delle direzioni. La OpenAccess ha guadagnato 11-12db (da -82db a -70db), la Alice “forte” è arrivata a -62db e in generale ho visto un guadagno medio di 10-11db su tutti gli AP che riuscivo a vedere senza cantenna. Come già detto, fino ad un massimo di 5 AP sono apparsi dal nulla puntando bene l’antenna, in totale e sommando le varie direzioni ho trovato 13 AP (di cui uno OpenAccess, due WEP, uno WPA-AES e tutti gli altri WPA di Alice o Fastweb). Ripeto: senza cantenna visti appena 3 AP. Che dire? Sono talmente soddisfatto che marchio senza esitazione questa esperienza col bollino A voi le applicazioni!
Vi consiglio di farlo con la prolunga USB già collegata, così non rischiate di perdere la taratura al momento di attarcarcela successivamente.


Se avete a disposizione un qualsiasi cavalletto (il mio è di una telecamerina palmare Aiptek), potete fare col trapano a mano o col trapano elettrico un piccolo forello fra i 2.5cm e i 3cm di distanza massima dal foro grande per l’adattatore e agganciarci il cavalletto (al più usando un pò di silicone per tenerlo fermo: il silicone è comodo perchè all’occorrenza lo si strappa via con facilità). Se vi tenete entro i 3cm l’eventuale (se non lunga oltre i 3-4mm) vite del cavalletto non vi darà problemi, trovandosi nella zona d’ombra dello schermo RF del chipset. Non perderete segnale e vi troverete una cantenna molto “fashion”.
Soluzione “pappa pronta”: il foro l’ho praticato, nel mio caso, tenendomi in asse con la fu scritta “lokpulver” di cui sopra e trapanando dove si incrocia scendendo verso il basso il profilo della patatina.

giu
8
EEE-PC: riflessioni sulla batteria da 10400mah
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(in foto: un Asus EEE-PC mod. 900 con batteria estesa da 10400mah inserita, si noti il rialzo rispetto al profilo originale dell’ultraportatile)
Volevo esporvi, anche alla luce dei test che abbiamo fatto io e kellone (utente del forum italiano sull’EEE-PC, indirizzo http://forum.eeepc.it), alcune grosse riserve sulle batterie cinesi da 10400mah (quelle di LycFeng, per capirci).
Ho letto in giro e spulciando fra i feedback di LycFeng, l’unico venditore cinese che al momento tratta questa famigerata batteria estesa, che la batteria in questione assicura circa 5 ore di autonomia, con utenti soddisfattissimi dell’acquisto per la durata raggiunta.
Al di là di alcuni casi in cui la batteria è arrivata morta (con i conseguenti problemi insiti nel rimandare un collo in Cina), ho delle riflessioni da fare:
1) Con la batteria da 5800maH è già possibile sfiorare le 5 ore, che diventano 4 piene in condizioni reali di utilizzo. La batteria usata senza ottimizzazione alcuna dovrebbe durare qualcosina meno di 3 ore: ho letto test che parlano di 2h 49m in condizioni variate di utilizzo (ufficio, multimedia, internet, periferiche collegate). Da 10400mah mi aspetterei circa 6 ore “basali”, il primo conto che non torna.
2) Utilizzando le ottimizzazioni che ho applicato e che vi assicuro non è che abbia inventato io, si dovrebbero poter strappare le 9 ore se i 10400mah fossero nominali. Avere 9 ore di autonomia più che una notizia sarebbe un evento mediatico, con gente pronta a flagellarsi sui forum di mezzo mondo. E invece nessun rapporto di durate eccezzionali.
3) Al contrario, pare si sia arrivati alle 6 ore con alcune batterie da 7800mah Li-Po, sempre merce cinese in attesa della batteria Asus 6 celle 7800mah che andrà col modello 901, con lo stesso fattore di forma (speriamo) di quelle del 700, del 701 e del 900. Ancora una volta, i conti non tornano. La curva ipotetica di progressione dell’autonomia non ne esce neanche approssimativamente lineare.
4) Perchè solo LycFeng? Sappiamo bene che in Cina vige il motto “Fatta una, fatta mille”. Nessuno, al di là di questo rivenditore, si è ancora azzardato a tirar fuori altre 10400mah e nessuno in nessuna parte del mondo, nonostante la domanda potenzialmente “drammatica” ha fatto passi per importarle. Se mi dicessero “Guarda, ti do una batteria che ti alza il 900 di 1,5cm ma ti porta a 9 ore” ringrazierei adorante e la comprerei pure a 90 euro.
5) L’unico “rapporto” (me la prendo molto molto allargata, la definizione) di 9 ore di autonomia raggiunta riguarda certi pazzi che in laboratorio hanno alimentato il 900 con pacchi di stilo NiMh (dico: NiMh!!!) in modalità 6serie6parallelo (avete letto bene: 36 stilo, roba da ricovero psichiatrico), ottenendo una erogazione di 7.2v (anche di più a batterie cariche, hanno preso un rischio enorme, al limite della tolleranza elettrica dei circuti di alimentazione) e circa 10000mah di capacità. Quindi le cose sono due: se po fà o non se po fà. E se si può perchè ancora nessuno ci è riuscito con la 10400mah?
Mie conclusioni: come tante altre batterie cinesi, putroppo, questa 10400mah lo è probabilmente solo di facciata. Credo non si discosti moltissimo, a livello di prestazioni, dalla futura 7800mah nominale marcata Asus, ma non ho ancora visto nessuno aprirla per confermare queste illazioni. Il problema non è tanto la capacità in senso assoluto, quanto secondo me la velocità con cui perde voltaggio, finendo per essere rilevata scarica quando avrebbe ancora qualcosa da dare. E’ un problema comune se le celle non sono di ottima qualità. Inoltre, a regimi di capacità così spinti, si rischia anche che la sua vita in termini di cicli di ricarica sia molto più ridotta o ancora, che presenti un’autoscarica più marcata di altre batterie.
Io diffido, e voi?
giu
7
EEE-PC + NtRegOpt + WinXP (lite) = FORMAT
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Altra segnalazione per i possessori di EEE-PC con sistema operativo Microsoft Windows XP. La seguente informazione credo si applichi principalmente a chi usa il sistema operativo in forma largamente ottimizzata e tweakata, per rispondere alla ridotta capacità di memorizzazione dei “portatilini”.
Usando NTRegOpt (popolare software gratuito di compressione e ottimizzazione del registro di sistema) su un sistema XP pesantemente “trattato” (Nlite, Xplite, rimozione/spostamento di cartelle di sistema, creazione di ramdisk per le variabili di ambiente, kernel in ram, tweak con PowerToys e altro ancora) il risultato NON sarà l’ottimizzazione del registro, ma una ESTESA DISTRUZIONE DELLO STESSO, con:
A) perdita della capacità di avviarsi di quasi ogni applicativo con richiesta di DLL condivise
B) pesantissimo rallentamento del sistema
C) crash a ripetizione dei servizi
D) Frequentissimo Bluee Screen of Death (BSOD) durante il logon
La corruzione interessa principalmente i settori del registro in cui sono contenute le chiavi che riguardano: variabili di ambiente, cartelle di sistema, associazioni, autorun, dll condivise, gestione servizi, albero HKey_Local_System praticamente polverizzato.
Dato che 9 versioni pesantemente moddate su 10 di WinXp che circolano sui nostri EEE hanno disattivato il ripristino configurazione di sistema per motivi di spazio, il risultato sarà uno solo: formattazione.
RegCleaner e CCLeaner lavorano senza problemi.
Il problema di NTRegOpt è che oltre ad ottimizzare il registro, lo comprime, accorpando le chiavi per categorie. I vantaggi su un XP “normale” sono evidenti, boot più rapido, meno ram utilizzata e così via.
Il fatto è che il suo motore di correzione degli errori deve andare a toccare punti che non dovrebbero essere toccati nel caso di modifiche così spinte all’OS. Parlo appunto e per esempio, delle destinazioni delle variabili d’ambiente e altre cose.
Fonte: esperienza personale (sigh), più di prima mano di così.
giu
1
EEE-PC: servizi di Windows XP disattivabili
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Nei piccoli gioiellini di casa Asus la gestione delle risorse ed in particolare della memoria, sia per quanto riguarda il disco a stato solido di sistema (2GB nei modelli 700 Surf, 4Gb nei modelli 700,701 e 900) che per quanto riguarda la RAM (512Mb sui modelli serie 700, 1Gb sulla serie 900) è molto importante per poter godere appieno delle potenzialità di questi ultraportatili (ribattezzati spesso e in modo vezzeggiativo “portatilini”).
Se il sistema Linux Xandros sembra riuscire a sopravvivere con la dotazione di bordo, non altrettanto si può dire di Windows XP, che mette sotto stress i “portatilini” di casa Asus sia per consumo in memoria fissa che per quello in memoria volatile.
Riuscire a risparmiare RAM significa poter potenzialmente disattivare lo swap-file, installare più programmi, ottenere maggiore reattività dal sistema e addirittura incrementare l’autonomia (risparmiando inutili accesso al disco fisso).
A tal fine risulta utile la disattivazione dei servizi non strettamente necessari caricati dal sistema operativo Microsoft. Dopo un primo approccio personale alla macchina, Vi lascio l’elenco dei servizi di WindowsXP che sono disattivabili in sicurezza al fine di risparmiare risorse.
Io sono riuscito a scendere, lavorando oltre che sui servizi sulla struttura stessa di WindowsXP con Nlite e XPLite e selezionando gli applicativi per il loro uso di RAM, a 220 megabyte di consumo complessivo, tenendo conto che ho eliminato lo swap-file e che uso un ramdisk per le variabili d’ambiente dell’OS.
Per accedere all’elenco dei servizi andare su:
Pannello di Controllo ->
Strumenti di amministrazione ->
Servizi (vedi immagine)
NOTA: alcuni di questi servizi potreste non trovarveli, dipende da se e quanto siete andati in profondità nel pretrattamento con Nlite o con la rifinitura con XPLite o con gli aggiornamenti. Alcuni di questi servizi sono impostati come ad avvio manuale da parte di Windows, in tal caso non li menziono in quanto sono già normalente “spenti”, con avvio riservato solo al momento in cui (e se) effettivamente servono.
ACCESSO PERIFERICA HUMAN INTERFACE
ACCESSO RETE
ACCESSO SECONDARIO
ALLARMI
APPLICAZIONE DI SISTEMA COM+ – impostatelo su manuale
ARCHIVI RIMOVIBILI – disabilitato se non avete unità esterne zip o jaz
ARCHIVIAZIONE PROTETTA – disabilitato se non vi serve la funzione Completamento Automatico
BROWSER DI COMPUTER – disabilitato se operate in piccole reti locali
CLIPBOOK
COMPATIBILITA’ DI CAMBIO RAPIDO UTENTE
GESTIONE DISCHI LOGICI
HELPER NETBIOS DI TCP/IP
HELPER SMART CARD
MANUTENZIONE COLLEGAMENTI DISTRIBUITI CLIENT
MESSENGER
NOTIFICA EVENTI DI SISTEMA
NUMERO DI SERIE DEL SUPPORTO PORTATILE
ORA DI WINDOWS – la sapete impostare l’ora col Televideo, no?
REGISTRO DI SISTEMA REMOTO
RILEVAMENTO HARDWARE SHELL – disabilitarlo può provocare qualche errore nell’identificazione di un’unità disco removibile (magari il sistema vi verrà a dire che è un cd), ma le funzioni della periferica sono preservate, quindi per me si traduce come Ram risparmiata: in ogni caso decidete voi…
SERVIZI IPSEC – non disabilitatelo se dovete fare un login su domini NT in azienda
SERVIZI TERMINAL
Servizio COM di masterizzazione CD IMAPI – non abbiamo masterizzatore sull’EEE e comunque se si usa un software di terze parti non serve
SERVIZIO DI INDICIZZAZIONE
SERVIZIO DI SEGNALAZIONE ERRORI
SERVIZIO RIPRISTINO CONFIGURAZIONE DI SISTEMA – attenzione, disabilitandolo disattiverete anche le funzioni di ripristino di WinXp
SISTEMA DI EVENTI COM+ – settatelo su manuale
SMART CARD
SPOOLER DI STAMPA – se non dovete stampare disabilitatelo – attenzione: eliminerà anche la possibilità di usare stampanti virtuali PDF tipo quello di PrimoPDF e simili – riattivatelo alla bisogna
TELNET – disattiva il server Telnet, il client resta utilizzabile
TEMI – 10Mb ram liberati se rinunciate all’interfaccia plasticosa di WinXp e vi contentate di quella base tipo Win98
UTILITA’ DI PIANIFICAZIONE
WEBCLIENT – disabilitatelo se non dovete fare login su un dominio NT
Spero di essere stato utile.





