Nell’agosto 2007, il professor Randy Pausch ha saputo che il cancro contro il quale combatteva era incurabile e che gli restavano pochi mesi di vita. Ha scelto di lasciare subito il suo lavoro all’università per stare vicino alla moglie Jai e ai loro bambini. Prima, però, il 18 settembre 2007, ha tenuto davanti a 400 studenti e colleghi la sua “ultima lezione”, intitolata “Realizzare davvero i sogni dell’infanzia”. Con ironia, fermezza e coraggio, ha ripercorso le tappe della sua esperienza, e il suo discorso è una testimonianza toccante e profonda di una vita resa straordinaria dall’intensità con la quale è stata vissuta. Da quel giorno, milioni di persone hanno visto su internet l’ultima lezione di Randy Pausch. Oggi quel testo, ampliato e arricchito, diventa un libro capace di parlare al cuore di ciascuno individuo. Pausch non vuole rivelare il senso della vita; più modestamente, mostra perché vale la pena vivere.
Opinione personale:
Come purtroppo era prevedibile, Randy Pausch se ne è andato. Il professore della Carnegie Mellon è deceduto a causa del suo tumore pancreatico il 25 luglio 2008. Avevo già dedicato un articolo a Randy un po’ di tempo fa, quando ebbi l’intuizione che il professore era entrato nella vera e propria fase terminale della sua malattia.. Durante i suoi ultimi mesi, Randy ha fatto in tempo a lasciarci una testimonianza, la sua “ultima lezione”. Questo libro, scritto dallo stesso dottor Pausch, cerca di spiegare i retroscena della “lezione” e di approfondirne i temi principali. Un inno alla vita e alla speranza, verso la realizzazione dei propri sogni da bambino. Il sottotitolo dell’edizione italiana del testo, “la vita spiegata da un uomo che muore”, coglie nel segno. Cosa vuole lasciare al mondo un padre di famiglia che sa che non riuscirà veder crescere i propri figli, che sa che la moglie dovrà lottare da sola nella vita? Il segreto del libro, come d’altronde quello dell’”ultima lezione”, sta nei destinatari: il libro non è stato mai pensato o scritto per noi lettori comuni, ma per i tre figli di Randy. E’ la sintesi di tutto quello che il loro papà avrebbe voluto dirgli e insegnargli durante la loro infanzia, la loro adolescenza, la loro maturità. Un privilegio che il fato non ha voluto concedergli. Ci sono laghi d’inchiostro dedicati al come vivere, questo è uno dei rarissimi ed autentici esempi di lezioni sul come morire. Incredibilmente toccante e commovente, da avere a tutti i costi in biblioteca.
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Titolo: L’ ultima lezione. La vita spiegata da un uomo che muore
Autori: Pausch Randy, Zaslow Jeffrey
Editore: Rizzoli
Data di Pubblicazione: 2008
ISBN: 8817023140
ISBN-13: 9788817023146
Pagine: 231
Letto: agosto 2008
Esiste il libero arbitrio o è tutto predestinato? Qual è l’essenza dell’universo? Qual è il fine ultimo, lo scopo dell’umanità e perché l’uomo è stato creato? Se il mondo è destinato a finire con il Big Crunch, che senso ha vivere? Sulle scale del Museo egizio del Cairo, Tomás Noronha viene avvicinato da una splendida sconosciuta. Il suo nome è Ariana Pakravan, è iraniana ed è in possesso della copia di un documento inedito, un antico manoscritto dal contenuto enigmatico. Questo incontro condurrà Tomás Noronha nei misteri della crisi nucleare iraniana e lo porterà, attraverso l’incontro con i più importanti scienziati e pensatori del tempo, ad investigare su uno dei più grandi misteri dell’umanità: la prova scientifica dell’esistenza di Dio. Una storia d’amore e di tradimenti, un intrigo, una persecuzione implacabile, ma soprattutto una ricerca spirituale che ci porta alla rivelazione più stupefacente di tutti i tempi lasciandoci a bocca aperta davanti all’ultimo, definitivo e insondabile segreto del mondo.
Una delle pagine più infami della storia del Terzo Reich è quella della Shoah e dei campi di sterminio; ma all’interno di questo immane orrore ce n’è uno che sembra superare qualsiasi limite della ragione: i medici che nei Lager seviziarono e torturarono sino alla morte creature inermi con l’atroce pretesto di “effettuare ricerche scientifiche”. Josef Mengele è il più noto di questi criminali, ma in questo libro ne incontreremo tanti altri, piccoli uomini in grigio, che non arretrarono di fronte ad alcuna infamia. Ma “I medici nazisti” non è solo questo. Lifton ci guida alla scoperta di quei perversi meccanismi che trasformarono in mostri persone che, in circostanze normali, non avrebbero strappato un’ala a una mosca.
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