mag
11
Il processo attraverso il quale le piante acquisiscono energia per crescere e prosperare è la fotosintesi. “La fotosintesi comporta una settantina di distinte reazioni chimiche, è un fenomeno assolutamente miracoloso”. Le piante verdi sono state chiamate le “fabbriche” della natura: belle, silenziose e anti inquinanti, producono ossigeno, riciclano l’acqua e forniscono nutrimento al mondo. Si sono formate per caso? È credibile che si siano formate per caso?
No, non è credibile; ma elencare tutti questi esempi non ci porta da nessuna parte. La logica creazionista è sempre la stessa. Un dato fenomeno naturale è statisticamente troppo improbabile, complesso, bello e mirabile per essersi originato dal caso.
Il “progetto intelligente” è l’unica alternativa al caso che il creazionista sa immaginare. Dunque deve esserci stato un autore.
Anche la risposta della scienza a questa logica fallace è sempre la stessa. Il progetto non è l’unica alternativa al caso. La selezione naturale è un’alternativa migliore. Anzi, il progetto non è una vera alternativa, perché solleva un problema ancora più grande di quello che risolve: chi ha progettato il progettista? La vera risposta è la selezione naturale, l’unica soluzione concreta che sia mai stata avanzata; e non solo concreta, ma anche di un’eleganza e una potenza meravigliose.
Come mai la selezione naturale risolve il problema dell’improbabilità, laddove il caso e il progetto restano al palo? Perché è un processo cumulativo, che scompone il problema in piccole parti. Ciascuna parte è leggermente, ma non totalmente improbabile. Quando innumerevoli eventi leggermente improbabili si accumulano uno dietro l’altro, il prodotto finale risulta molto, molto improbabile; così improbabile da non poter essersi verificato per caso. Il creazionista si ostina a trattare la genesi dell’improbabilità statistica come un evento unico e straordinario. Non capisce il potere dell’accumulazione.
In “Alla conquista del Monte Improbabile”, ho spiegato la questione con una parabola. Un versante della montagna è ripidissimo e inaccessibile, mentre l’altro è un lieve declivio erboso. Sulla vetta si trovano congegni complessi come l’occhio o il motore flagellare batterico. L’idea assurda che tale complessità possa nascere spontaneamente da sola è simboleggiata dal balzo che si dovrebbe fare per passare direttamente dalla base alla cima. L’evoluzione, invece, agisce sull’altro versante che si arrampica sul lieve declivio. Facile! Il principio dell’ascesa graduale, che si contrappone al balzo impossibile in cui bisognerebbe cimentarsi sul versante scosceso, è molto semplice e stupisce che sia stato proposto solo nel 1859.
I creazionisti che cercano di usare l’argomento dell’improbabilità a loro vantaggio spesso assumono che l’adattamento biologico sia una questione di tutto o niente. Un altro nome dell’errore tutto o niente è la complessità irriducibile. L’occhio vede o non vede. Le ali volano o non volano. Si dà per scontato che non ci siano stadi intermedi. La vita reale guarda ai dolci declivi del Monte Improbabile, mentre i creazionisti guardano solo il picco inaccessibile del versante scosceso.
L’idea di complessità irriducibile non è nuova, ma questa particolare espressione è stata coniata nel 1996 dal creazionista Michael Behe, cui si attribuisce il merito (se merito è il termine giusto) di avere portato il creazionismo in un nuovo settore della biologia, quello della biochimica e della biologia cellulare, da lui ritenute forse un miglior terreno di caccia alle lacune di quanto non si siano dimostrati gli occhi e le ali. Il suo esempio migliore (ma pur sempre cattivo) di lacuna è il motore flagellare batterico.
Il motore flagellare batterico è una meraviglia della natura. È l’unico esempio noto, al di fuori della tecnologia umana, di asse a rotazione libera. Le ruote di animali di grandi dimensioni sarebbero, penso, esempi autentici di complessità irriducibile ed è forse per questo che non esistono. Come potrebbero i nervi e i vasi sanguigni attraversare il mozzo? Il flagello è un propulsore simile ad un filamento, con cui il batterio si scava la strada nell’acqua. Diversamente dal flagello di altri organismi come i protozoi, il flagello batterico non ondeggia come una frusta nè rema come un remo. Ha un vero e proprio asse a rotazione libera che gira in continuazione all’interno di un vero mozzo, propulso da un incredibile quanto microscopico motore molecolare. A livello molecolare, il motore utilizza in pratica lo stesso principio del muscolo, ma a rotazione libera anziché a contrazione intermittente. È stato definito, con felice espressione, un minuscolo motore fuoribordo.
Senza giustificare, spiegare o ampliare il discorso, Behe afferma che il motore flagellare batterico è irriducibilmente complesso. Poiché non fornisce argomenti per suffragare l’asserzione, c’è da sospettare che non abbia sufficiente immaginazione. La chiave per illustrare la complessità irriducibile è, secondo Behe, dimostrare che nessuna delle parti potrebbe avere una sua funzione: tutte dovevano avere quella precisa struttura prima che una qualsiasi di esse potesse servire a qualcosa. In realtà, i biologi molecolari non stentano a trovare parti che funzionano al di fuori dell’ insieme, sia nel caso del motore flagellare sia negli altri pretesti esempi di complessità irriducibile.
Nel caso del motore rotante batterico, Miller richiama alla nostra attenzione un meccanismo chiamato type three secretory system (sistema secretivo di tipo tre) o TTSS. Il TTSS non serve al movimento rotatorio. È uno dei molti sistemi usati dai batteri parassitici per pompare sostanze tossiche nelle pareti cellulari allo scopo di avvelenare l’organismo ospite. Le molecole proteiche da cui è composto il TTSS sono molto simili ai componenti del motore flagellare.
L’evoluzionista capisce che, quando il motore flagellare si evolse, i componenti del TTSS furono requisiti per una funzione nuova, ma non del tutto priva di relazioni con quella precedente. Non stupisce che il TTSS, il quale fa girare le molecole del suo “distributore”, utilizzi una versione rudimentale del principio alla base del motore flagellare, il quale fa girare le molecole dell’asse. Evidentemente, componenti cruciali del motore flagellare erano già esistenti e funzionanti prima che il motore flagellare si evolvesse. Requisire meccanismi esistenti è uno dei metodi con cui una struttura che sembra irriducibilmente complessa può salire sul Monte Improbabile.
Come ha osservato il genetista americano Jerry Coyne nella recensione al libro di Behe: “Una cosa ci ha dimostrato la storia della scienza: che non arriviamo da nessuna parte dando alla nostra ignoranza il nome di Dio”.
Estratto sintetizzato da “L’Illusione di Dio”, di R. Dawkins.
apr
8
Sbattezzo: VITTORIA!
Filed Under Ateismo, Cultura e attualità | Leave a Comment

Quando già avevo pronta la diffida per decorrenza dei termini, stamattina arriva una nuova comunicazione della Curia Arcivescovile circa la mia pratica di sbattezzo. Passati (molto abbondantemente, a dir la verità) i 15 giorni di “riflessione”, si è provveduto ad inoltrare disposizioni al parroco della chiesa dove sono stato battezzato di annotare la mia volontà di uscire per sempre dalla confessione religiosa denominata “Chiesa Cattolica Apostolica Romana”. L’annotazione è avvenuta in data 22 marzo, data da cui anche formalmente non sono più un cattolico. Contestualmente mi è stata comminata la scomunica latae sententiae. Contenti loro, contento io!
Riporto di seguito la lettera inviatami oggi dal Vice Cancelliere Arcivescovile e ricordo a tutti i lettori che revocare il battesimo ed uscire dalla Chiesa è possibile. Per coerenza, per onestà, per integrità, per protesta, per libero vivere, per critico pensare. Ogni interessato troverà le sue motivazioni.
Ogni altra informazione è a vostra disposizione sulla scheda sullo sbattezzo dell’U.A.A.R. (Unione Atei Agnostici Razionalisti italiani).
Gentile Signore,
In risposta alla Sua richiesta di “non essere più considerato aderente alla confessione religiosa denominata Chiesa Cattolica Apostolica Romana” datata 13 febbraio 2008, indirizzata al Parroco della Parrocchia S. Maria delle Grazie a Capodimonte, in Napoli.
Visto l’art.2 §7 del decreto generale della Conferenza Episcopale Italiana recante Disposizioni per la tutela del diritto alla buona fama e alla riservatezza, del 30 ottobre 1999, Le confermo di avere dato disposizione in data 17 marzo 2008, al parroco di S. Maria delle Grazie a Capodimonte, in Napoli, di apporre sul libro dei battezzati, concernente la volontà di non essere più considerato aderente alla confessione religiosa denominata “Chiesa Cattolica Apostolica Romana “
Il predetto parroco, in data 22 marzo 2008, ha dichiarato di aver effettuato la predetta annotazione, che comporta le conseguenze di ordine giuridico riportate in nota*.
Napoli 4 aprile 2008
Il Vice Cancelliere Arcivescovile
* Conseguenze dì ordine giuridico:
- esclusione dall’incarico di padrino per il Battesimo e la Confermazione (cann.874 § 1; 893§ 1);
- necessità della licenza dell’Ordinario del luogo per l’ammissione al matrimonio canonico (canti. 1071 § 1,5°; 1124);
- privazione delle esequie ecclesiastiche in mancanza di segni di pentimento (con. 11S4§ 1,1°);
- esclusione dai sacramenti e dai sacramentali (cann. 1331 § 1,2; 915);
- scomunica latae sententiae (eun. 1364 § 1).
mar
14
il 5 per mille? UAAR!
Filed Under Ateismo, Cultura e attualità | Leave a Comment
Oggi voglio fare un po’ di promozione. Sapete che siamo in periodo di dichiarazione dei redditi e di conseguenza in periodo di Otto per Mille e Cinque per Mille. Il mio personale consiglio per l’otto per mille è quello di scrivere STATO, visto che comunque anche così facendo alla Chiesa arriverà un lago di soldi, che almeno non rischierà di tracimare troppo come nel caso che lasciate la scelta in bianco.
Per quanto riguarda invece il Cinque per Mille, mi piacerebbe che gli interessati a questo blog lo destinassero all’Unione degli Atei ed Agnostici Razionalisti, l’unico polo organizzato di riferimento in Italia in difesa aperta della laicità dello Stato.
E’ un associazione che non ha sponsor (per non dover poi subire pressioni di vario tipo), ma si autosostiene attraverso le quote associative dei soci e, appunto, il Cinque per Mille. Fra i suoi presidenti onorari si possono leggere nomi quali quelli dell’astronoma Margherita Hack, del matematico Piergiorgio Odifreddi, del vignettista Sergio Staino, dell’ecologo Danilo Mainardi, della sociologa Laura Balbo. Ho già convinto alcuni conoscenti a farlo, è una goccia nel mare, ma una goccia è pur sempre meglio di una morte per sete.
Vi lascio col breve messaggio dell’UAAR sull’argomento e con le istruzioni per contribuire con una firma. Grazie.
Dal sito dell’UAAR:
Dallo scorso anno, l’UAAR è diventata un’associazione di promozione sociale. Ciò significa che è possibile indicarla come destinataria del cinque per mille nella dichiarazione dei redditi, come previsto dalla Legge Finanziaria 2008.
L’Agenzia delle Entrate non ha ancora fornito informazioni definitive a riguardo delle modalità di scelta, e persino in merito alla presentazione delle domande (terzo millennio, terzo mondo?). Alcuni contribuenti che hanno già ricevuto il CUD, oppure sono stati contattati dal loro CAAF per l’appuntamento per la dichiarazione annuale, hanno tuttavia già contattato l’UAAR per chiedere le modalità con cui effettuare la destinazione del cinque per mille.
Per destinare il 5 per mille all’UAAR è sufficiente compilare lo spazio riservato al cinque per mille sulle dichiarazioni dei redditi (CUD, 730, Unico) nel seguente modo:
- apporre la propria firma nel riquadro “Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale, delle associazioni riconosciute che operano nei settori di cui all’art. 10, c.1, lett a), del D.Lgs. n. 460 del 1997 e delle fondazioni nazionali di carattere culturale”;
- riportare il codice fiscale dell’UAAR (92051440284) nello spazio collocato subito sotto la firma.
feb
23
Sbattezzo: la Curia mi scrive
Filed Under Ateismo, Cultura e attualità | Leave a Comment

Vanno avanti i carteggi per lo sbattezzo. Il parrocco della chiesa dove sono stato battezzato ha ricevuto la mia richiesta formale di annotazione della volontà di uscire dalla confessione religiosa denominata Chiesa Cattolica apostolica romana e l’ha girata alla Curia Arcivescovile di Napoli. Il Vice Cancelliere mi ha scritto, dandomi un periodo di “meditazione” di 15 giorni prima di procedere nel dare indicazioni al parroco su come effettuare la notifica. L’importante è il risultato, ma da procedura il parroco non aveva né diritto civile né canonico di girare la mia missiva alla Curia. Doveva di persona procedere direttamente alla notifica e confermarmi via raccomandata A.R. l’esecuzione della stessa.
Posso però comprenderlo, non credo che in una chiesetta di Capodimonte a Napoli (praticamente una roccaforte della credenza popolare) arrivino richieste a pioggia di questo tipo. Banale ignoranza. In punto di diritto non avrebbe da esistere neanche l’invito a fissare un incontro secondo la proposta del Vice Cancelliere, ma in questo caso personalmente compenso la cosa con la frase finale della sua lettera, che mi ha fatto piacere.
Prendo atto che c’è stato il coraggio di definire la mia scelta come passo nel cammino della verità, anche se in una direzione diversa da quella canonica. Chi si contenta, gode. Io più che godermela, gongolo.
Tornerò sull’argomento quando riceverò a metà marzo la notifica dell’annotazione. Riporto il testo della lettera inviatami dalla Curia, ho omesso solo il numero di protocollo e i numeri telefonici per fissare l’eventuale incontro “chiarificatore”.
Gentilissimo Signore,
ho preso atto della Sua richiesta di non essere più considerato aderente alla “confessione religiosa denominata Chiesa Cattolica apostolica romana” con lettera inviata al parroco di “S. Maria delle Grazie a Capodimonte”, da Lui trasmessa il 18.02.2008, e darò disposizioni al parroco del luogo del Battesimo, secondo quanto da Lei richiesto.
Nel frattempo, se lo riterrà opportuno, mi dichiaro disponibile a un incontro per illustrarLe le conseguenze pastorali e giuridiche della Sua scelta*. L’incontro potrà essere fissato telefonicamente allo 081557xxxx-557xxxx.
Nel caso in cui, entro quindici giorni a partire dalla data odierna, non ricevessi alcun riscontro da parte Sua, darò disposizioni al parroco e, successivamente, Le confermerò l’avvenuta annotazione.
Pur rammaricandomi per la Sua decisione, desidero anche manifestarLe sentimenti di fiducia nel cammino di ricerca della verità, che ci accomuna, e distintamente La saluto.
Napoli, 18 febbraio 2008
Il Vice Cancelliere Arcivescovile
Sac. Ciro Esposito
* Conseguenze di ordine giuridico
- esclusione dall’incarico di padrino per il Battesimo e la Confermazione (cann. 874 § 1; 893 § 1)
- necessità della licenza dell’Ordinario del luogo per l’ammissione al matrimonio canonico (cann. 1071 § 1,5°; 1124)
- privazione delle esequie ecclesiastiche in mancanza di segni di pentimento (cann. 1184 § 1, 1°)
- esclusione dai sacramenti e dai sacramentali (cann. 1331 § 1,2°; 915)
- scomunica latae sententiae (can. 1364 § 1)
feb
13
13 Febbraio 2008 – Nuntio vobis gaudium magnum!
Filed Under Ateismo, Cultura e attualità | Leave a Comment

Ho una terza data importante nella mia vita, dopo l’horribilis 31 Ottobre 1989 e la liberazione del 31 Ottobre 2007. E’ il 13 Febbraio 2008.
Oggi mi sono sbattezzato. La raccomandata diretta alla Parrocchia Santa Maria delle Grazie di Capodimonte è partita. E’ fatta. Suono fuori dalla Chiesa. Sono fuori dalla Chiesa!
Sono uscito dall’ufficio postale che il mondo sembrava più colorato. Bellissimo.
Ma in definitiva, cos’è lo sbattezzo? Rappresenta l’atto con cui si cancellano gli effetti civili del battesimo. E’ una scelta di coerenza, di democrazia diretta, di protesta, di autodeterminazione. Priva la Chiesa dei finanziamenti relativi alla presenza del vostro nome sul registro dei fedeli e della possibilità di sventolarvi al vento come “cattolico” nelle loro indagini statistiche.
In Italia la grande maggioranza dei cattolici non è praticante. Un’altra buona fetta è “atea battezzata”. L’Italia non è più, nei fatti, una nazione col 97% di rappresentanza cattolica. Resta tale solo sulle carte vaticane usate per batter annualmente cassa.
Propongo una sintesi delle parti più rappresentative della scheda sullo “sbattezzo” dell’UAAR (Unione Atei Agnostici Razionalisti Italiani, di cui da oggi sono socio ordinario).
Prima di tutto, cos’è il battesimo? Gesù, pur battezzato da Giovanni, stando al Nuovo Testamento personalmente non battezzò mai nessuno, né tanto meno risulta siano mai stati battezzati gli apostoli.
Stando al catechismo della Chiesa cattolica, il battesimo è il mezzo «mediante il quale ci si libera dal peccato e, rigenerati come figli di Dio, si diventa membra di Cristo, ci si incorpora alla Chiesa e resi partecipi della sua missione». Come un bambino di pochi giorni possa essere reso partecipe della missione della Chiesa resta, ovviamente, un mistero della fede.
Gesù decise di farsi battezzare solo quando ebbe compiuto trent’anni. Anche agli albori della cristianità il battesimo veniva impartito agli adulti, e solo dopo un congruo periodo di catecumenato. Successivamente, con l’affermarsi della nuova religione, il rito venne gradatamente anticipato agli infanti (di qui il nome di “pedobattesimo”).
Se un neonato non ha la potestà legale di stipulare alcun atto, non si capisce perché debba compiere una scelta che potrebbe pregiudicarne l’accesso al paradiso. L’ assurdità della cosa le Chiese a istituire la cresima: la Chiesa cattolica ha tuttavia, anche in questo caso, giocato d’astuzia, anticipando progressivamente l’età della cresima, che oggi viene somministrata anche a dieci anni.
La Chiesa cattolica, nel corso della sua storia, ha spesso abusato del battesimo per ottenere “conversioni forzate”. Ancora oggi il diritto canonico stabilisce questa norma: «il bambino di genitori cattolici e persino di non cattolici, in pericolo di morte è battezzato lecitamente anche contro la volontà dei genitori». Tale articolo stabilisce anche che «è dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i propri figli». Attenzione, però: “istruire” non significa affatto “imporre”.
Ed allora, cos’è lo “sbattezzo”? Si tratta dell’ atto che, visto dalla parte della Chiesa, prende il nome di apostasìa. Esistono tuttavia delle differenze: l’apostasia, stando al Codice di diritto canonico, è «il ripudio totale della fede cristiana», e non ha bisogno di essere formalizzato; lo “sbattezzo”, invece, è proprio la formalizzazione, in ottemperanza alla legge italiana, dell’abbandono della Chiesa cattolica (io ho percorso entrambe le vie: atto di apostasia letto ad alta voce a Piazza San Pietro e richiesta formale inviata oggi. Non sia mai detto che il troppo storpia… NdA).
Ne consegue che, per la Chiesa cattolica, chi si proclama ateo e agnostico, anche se non si “sbattezza”, è da considerarsi un’apostata, e pertanto soggetto alla scomunica latae sententiae (can. 1364), un tipo di provvedimento canonico che si applica automaticamente, anche se la Chiesa non è al corrente del “delitto” commesso.
Chiudo con una piccola raccolta di link utili, sempre dal sito dell’UAAR.
La scheda completa sullo “sbattezzo”:
http://www.uaar.it/laicita/sbattezzo/
Il modulo da compilare (in RTF) e inviare alla parrocchia dove si è stati battezzati:
http://www.uaar.it/laicita/sbattezzo/sbattezzo-modulo-per-parroco.rtf
La presentazione in PowerPoint sullo “sbattezzo”:
http://www.uaar.it/laicita/sbattezzo/sbattezzo.pps
(foto: scansione busta A/R della mia lettera di sbattezzo)
gen
31
Invito a cena con sorpresa
Filed Under Ateismo, Cultura e attualità | Leave a Comment
Invitereste l’uomo che sto per descrivere a cena, con la vostra famiglia?
Non correte alla fine dell’articolo, però. Vi rovinereste la sorpresa.
Immaginiamo il contesto di una comunità macchiatasi nella sua interezza di gravi reati. L’illegalità è talmente diffusa e il gruppo è da considerarsi ad un livello di pericolosità sociale tale che il giudice per le indagini preliminari spicca un mandato d’arresto per l’intero paesino. E’ messo però al corrente che gli abitanti opporranno al blitz delle forze dell’ordine una feroce resistenza. Dagli atti d’indagine risulta però che una famiglia ha più volte reso dichiarazioni pubbliche in cui si è dissociata dai reati commessi dalla loro concittadinanza: essendo il giudice un genuino uomo votato alla giustizia, di quelli che preferirebbe vedere mille colpevoli liberi che un innocente incarcerato, incarica due poliziotti di prevelare in gran segreto la famiglia durante la notte prima che al sorgere dell’alba si dia il via alla guerriglia urbana. I due si infiltrano nel paese e si presentano davanti a questo onesto padre di famiglia, comunicando il loro intento. Mentre si sta dando il via ai preparativi per la fuga, però, qualcuno del paese nota questo strano movimento e avvisa i “bravi” della piazza.
Non si abbia pietà dell’ubriacato onesto padre di famiglia: si ricordi che egli avrebbe già regalato le virtù delle figlie alla folla urlante.
E vissero tutti felici, meschini e contenti, mentre tutti i loro compaesani, col senno di poi ad essi senz’altro pari in materia di rettitudine morale, furono arrestati dopo una violenta battaglia, con feriti e vittime.
Domanda numero uno: invitereste quest’uomo a cena con la vostra famiglia?
Domanda numero due: avete capito di chi sto parlando?
Risposta numero uno: la sapete solo voi.
Risposta numero due (con sorpresa nel caso non ci foste arrivati): si tratta nientemeno che di Lot, nipote di Abramo. L’unico prescelto per essere salvato dalla distruzione di Sodoma. Ecco i passi incriminati:
“I due angeli arrivarono a Sodoma sul far della sera, mentre Lot stava seduto alla porta di Sodoma. Non appena li ebbe visti, Lot si alzò, andò loro incontro e si prostrò con la faccia a terra. E disse: “Miei signori, venite in casa del vostro servo: vi passerete la notte, vi laverete i piedi e poi, domattina, per tempo, ve ne andrete per la vostra strada”. Quelli risposero: “No, passeremo la notte sulla piazza”. Ma egli insistette tanto che vennero da lui ed entrarono nella sua casa. Egli preparò per loro un banchetto, fece cuocere gli azzimi e così mangiarono. Non si erano ancora coricati, quand’ecco gli uomini della città, cioè gli abitanti di Sodoma, si affollarono intorno alla casa, giovani e vecchi, tutto il popolo al completo. Chiamarono Lot e gli dissero: “Dove sono quegli uomini che sono entrati da te questa notte? Falli uscire da noi, perchè vogliamo sodomizzarli!”. Lot uscì verso di loro sulla porta e, dopo aver chiuso il battente dietro di sè, disse: “No, fratelli miei, non fate del male! Sentite, io ho due figlie che non hanno ancora conosciuto uomo; lasciate che ve le porti fuori e fate loro quel che vi piace, purchè non facciate nulla a questi uomini, perché sono entrati all’ombra del mio tetto […] Poi Lot partì da Zoar e andò ad abitare sulla montagna, insieme con le due figlie, perché temeva di restare in Zoar, e si stabilì in una caverna con le sue due figlie. Ora la maggiore disse alla più piccola: “Il nostro padre e’ vecchio e non c’e’ nessuno in questo territorio per unirsi a noi, secondo l’uso di tutta la terra. Vieni, facciamo bere del vino a nostro padre e poi corichiamoci con lui, così faremo sussistere una discendenza da nostro padre”. Quella notte fecero bere del vino al loro padre e la maggiore andò a coricarsi con il padre; ma egli non se ne accorse, né quando essa si coricò, nè quando essa si alzò. All’indomani la maggiore disse alla più piccola: “Ecco, ieri io mi sono coricata con nostro padre: facciamogli bere del vino anche questa notte e và tu a coricarti con lui; così faremo sussistere una discendenza da nostro padre”. Anche quella notte fecero bere del vino al loro padre e la più piccola andò a coricarsi con lui; ma egli non se ne accorse, né quando essa si coricò, nè quando essa si alzò. Così le due figlie di Lot concepirono dal loro padre.”
E questo il modo in cui la Bibbia e gli adepti dei culti su di essa basati vorrebbero indicarci la morale da seguire? E questo sarebbe il “giusto” scelto per salvarsi? Svendita della discendenza in difesa di un ego maschilistico, incesto, violenza sessuale. Bella morale del cavolo. Ditemi, se qualcuno vi si parasse davanti minacciando voi e i vostri figli cosa fareste? Li consegnereste? O vi battereste alla morte?
E non venitemi a parlare di interpretazione metaforica del brano o della sua non rappresentatività in un testo per il resto pieno di belle parole e di fondate regole: la Bibba è letteralmente zeppa di situazioni meschine come questa. Letteralmente.
La morale ce la creiamo noi, la facciamo evolvere noi. Qualunque sia la sua fonte, non è questo romanzo di nomadi per nomadi di duemila anni fa.
ott
31
Ecco svelato il mistero. Il 31 ottobre di un anno significativo per me (1997-1999-2004-2007-2009) in congiunzione con l’evento che più mi ha cambiato la vita (31 ottobre 1989), ho deciso di fare il passo reale per abbandonare la religione. L’ho fatto in modo eclatante, leggendo ad alta voce un atto preliminare di apostasia al centro di Piazza San Pietro in Vaticano, mentre Papa Benedetto XVI teneva discorso davanti a 40 mila pellegrini. Ho ricevuto una dose bastante per varie generazioni di occhiatacce in cagnesco, ma che soddisfazione. Il perfezionamento in sbattezzo formale ci sarà nei primissimi giorni del 2008, contestualmente all’iscrizione all’ UAAR.
Segue il testo completo del mio Atto Preliminare di Apostasia.
Destinato A Chiunque Abbia la Buona Volontà di Leggere
- Atto Preliminare di Apostasia -
Oggi esprimo, prendendo a testimoni il lettore e la mia coscienza, unica mia guida morale, la volontà di uscire per sempre dall’istituzione umana denominata “Chiesa Cattolica Apostolica Romana”.
Abiuro il suo dio e la divinità di ogni altra religione, riconoscendole come emanazioni dal basso della mente umana ingannata dall’ignoranza e dalla manipolazione dei rispettivi officianti. Rinnego i sacramenti impostimi dalla “Chiesa Cattolica Apostolica Romana”, denuncio dinanzi agli Uomini la coercizione di incapace con cui questa istituzione trae linfa per il suo sostentamento e la sua fallacità quale costrutto umano, ne condanno i dogmi, i riti, l’ipocrita pretesa di arrogarsi la conoscenza della verità ultima e assoluta, l’invadenza intollerabile nella vita pubblica e privata dei cittadini di autonomi e laici Stati Sovrani praticata quale costante linea ideologica e politica.
Rinnego l’esistenza di qualsiasi aldilà, esalto il valore della Vita quale unico patrimonio concessosi non dalla divinità ma da un Umano atto d’Amore. Di fronte all’ineluttabilità e alla naturalità della morte ammetto la nostra esistenza dopo la stessa nell’unica forma di ricordo negli altri e di traccia sulla realtà. Gli sforzi della mia vita hanno mirato, mirano e mireranno non alla conquista di un’illusoria e generica salvezza ma ad una autentica pace interiore conseguenza della costruzione di un positivo ricordo di me e al cambiamento in meglio, in quanto nelle mie possibilità e in accordo alla mia morale, del Mondo.
Abbraccio la corrente di pensiero denominata Ateismo Razionale e i suoi valori, fra cui cito ad exempla: l’affermazione della libertà in ogni sua forma socialmente utile, la tolleranza e il rispetto della diversità, l’uguaglianza fra i popoli, l’amore per la pace e la famiglia in qualsiasi forma essa venga a comporsi, il diritto/dovere al confronto, l’etica a misura umana nella ricerca, il rispetto delle autonomie, l’amicizia, il diritto di critica. Riconosco la superiorità della dialettica razionale contro l’impostazione dogmatica delle confessioni religiose, umiliante della dignità intellettuale umana.
Sono perfettamente a conoscenza delle conseguenze, per me ininfluenti se non inesistenti, della mia libera scelta, sostenuto dall’articolo 18 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.
Questo primo atto di apostasia ha come destinatario la Chiesa come astrazione umana, ed è strutturato in modo da rispettare la forma di atto in pectore, mancante di un’identità riconoscibile. Il suo scopo è di infondere in me stesso la consapevolezza che il Mondo, quale concetto astratto, sia a conoscenza della mia autodeterminazione.
Questo atto, da valutarsi come informale, è per chi scrive propedeutico alla prosecuzione di un cammino che si risolverà secondo l’unica Legge degli Uomini ed in particolare dello Stato Italiano; gli atti a cui darò seguito paleseranno inequivocabilmente, e solo allora, la mia identità.
Mi accingo a fare apporre sul registro dei battezzati per me competente la nota esplicita di volontà ad uscire dalla confessione religiosa oggetto della presente, cancellando ogni effetto civile e morale del battesimo e della prima e fortunatamente per me unica comunione, pur restando la storicità dei due avvenimenti.
Ho voluto scegliere una data per me rappresentativa e posta a chiusura di un ciclo di vita e di crescita. La motivazione che mi ha portato a scegliere il 31 Ottobre 2007 è destinata a restare ignota a chi legge, in quanto facente parte della mia storia personale e culturale.
Lascio a chi legge il destino di questa breve missiva: la sua diffusione o la sua distruzione non sono eventi in cui investo interesse. Auguro comunque al lettore ogni bene, ogni soddisfazione e la possibilità di vivere la sua vita in serenità di coscienza e coerenza, diritto a cui, finalmente, oggi accedo anch’Io.
Grazie.
Città del Vaticano, lì 31/10/2007
ott
11
Trentatrè piccoli fatti
Filed Under Ateismo, Cultura e attualità | Leave a Comment
Sarebbe bello se mi ricordassi dove ho letto sta roba che mi sono trovato salvato in un anonimo “Nuovo file di testo.txt” che ho sul desktop. Ho però il sospetto che venga da qualche sito di evangelisti.
1. Tra tutte le invenzioni umane praticate dalla Chiesa Romana e contrarie al Vangelo, le più antiche sono la preghiera per i morti e il segno della Croce. Ambedue furono inventate verso l’anno 310. Furono ufficialmente adottate intorno al 500 dopo Cristo.
2. La venerazione di santi e morti e di angeli, verso l’anno 375.
3. La definizione attribuita al Papa di “santo Padre” non ha alcun riscontro nei vangeli, dove Gesù insegna che tutti siamo fratelli con un unico maestro e un unico Padre. (matteo 23:8) E nel versetto successivo ci viene ricordato: “non chiamate nessuno padre vostro sulla terra, perchè uno solo è il Padre vostro del Cielo. Addirittura, il titolo di “santo Padre” lascia intendere che il papa sia più importante di Dio, semplice “padre”.
4. Il Culto di Maria, madre di Gesù, e l’uso dell’espressione «Madre di Dio» a lei applicato, ebbe origine nel Concilio di Efeso del 431. (ED E’ UN’AUTENTICA BLASFEMIA, del tutto antivangelica)
5. Il Monachismo fu introdotto in occidente da Benedetto da Norcia che costruì il primo monastero a Monte Cassino nel 528. Gesù ordinò ai Suoi discepoli di predicare a tutti i popoli della terra, non di segregarsi in conventi o monasteri (Matteo 10:5-8; 28:19-20; Marco 16:15-20)
6. La dottrina del Purgatorio fu istituita da Gregorio Magno verso l’anno 593.
7. Secondo il Vangelo le preghiere devono essere dirette solo a Dio. Nella chiesa primitiva non ci furono mai preghiere rivolte a Maria o ai Santi. Tale pratica ebbe origine 600 anni dopo Cristo. (Leggi: Matteo 11:28; Luca 1:46; Atti 10:25-26; 14:14-18).
8. Il Papato è di origine pagana. Il titolo di Papa, ossia di vescovo universale, venne per la prima volta dato dall’empio imperatore Foca al vescovo di Roma nell’anno 610. Ciò egli fece per far dispetto al vescovo Ciriaco di Costantinopoli che lo aveva scomunicato per aver egli fatto assassinare il suo predecessore, l’imperatore Maurizio. L’allora vescovo di Roma, Gregorio I, ricusò il titolo, e fu il suo successore, Bonifazio III il primo ad avvalersi del titolo di Papa. Gesù non lasciò nessun capo fra gli apostoli, essendo Egli sempre il capo fra gli apostoli, essendo Egli sempre il capo immortale della Chiesa (Leggi: Luca 22:24-26; Efesini 1:22-23; Colossei 1:18; 1° Corinzi 3:11).
9. Il bacio del piede del Papa cominciò nell’anno 709. Gli imperatori pagani si facevano baciare il piede. Il Vangelo condanna simili pratiche. (Leggi: Atti: 10:25-26; Apocalisse 10:10; 22:9)
10. Il potere temporale papale cominciò nell’anno 750. Quando Pipino, l’usurpatore del trono di Francia, discese in Italia chiamato da Papa Stefano II per far guerra ai Longobardi, li sconfisse e dette la città e i dintorni di Roma al Papa. Gesù assolutamente proibì ciò, ed Egli stesso rifiutò di essere fatto re. (Leggi: Matteo 4:8-9; 20:25-26 e Giovanni 18:36).
11. L’adorazione della croce, delle immagini e delle reliquie fu adottata ufficialmente nel 788. Ciò fu per ordine dell’imperatrice Irene di Costantinopoli, che prima fece cavare gli occhi al proprio figlio Costantino IV, e poi convocò un concilio della Chiesa per richiesta di Adriano I, vescovo di Roma in quel tempo. Nella Bibbia tale pratica è chiamata idolatria ed è severamente condannata. (Leggi: Esodo: 20:4-6; Deuteronomio 27:15; Salmo 115; Geremia 10:1-5).
12. La venerazione di San Giuseppe ebbe inizio nell’anno 890.
13. La canonizzazione dei santi avvenne per la prima volta ad opera di Papa Giovanni XV nell’anno 995. La Bibbia chiama santi tutti i credenti e i veri seguaci di Cristo (Leggi: Romani: 1:7; 1° Corinzi 1-2; ecc.)
14. La Messa come sacrificio fu sviluppata gradualmente e la frequenza ad essa resa obbligatoria nell’undicesimo secolo. Il Vangelo insegna che il sacrificio di Cristo fu offerto una sola volta per tutte, e non dev’essere ripetuto, ma solo commemorato nella Santa Cena (Leggi: Ebrei 7-27; 9:26-28; 10:10-14).
15. Il celibato dei preti fu decretato da Papa Gregorio VII nell’anno 1079. Il Vangelo invece insegna che i ministri di Dio possono avere moglie e figli, San Pietro era ammogliato, Paolo prescrisse che i vescovi devono avere famiglia. (Leggi: 1° Timoteo 3:2, 5, 12; Matteo 8:14-15)
16. La Corona del Rosario fu introdotta da Pietro l’eremita nell’anno 1090. Questa fu copiata dai Maomettani. Il contare le preghiere è pratica pagana ed è severamente condannata da Cristo (Leggi: Matteo 6:5-13)
17. La Inquisizione per gli eretici fu istituita dal Concilio di Verona nell’anno 1184. Gesù condanna la violenza e non forza nessuno ad accettare la Sua religione.
18. Le Indulgenze (con le quali si rimetteva la punizione per i peccati) vennero concesse per la prima volta nell’anno 850 da Papa Leone IV a coloro che salivano la «Scala Santa» sulle loro ginocchia. Le vendita di esse iniziò nell’anno 1190 e continuò fino all’epoca della Riforma 850 e 1190. San Pietro rifiutò danaro da Simon Mago che credeva di poter acquistare il dono di Dio con l’oro (Atti 8:20). La religione cristiana secondo l’insegnamento dell’Evangelo è contro un simile traffico e fu appunto la protesta contro tale traffico che provocò la Riforma Protestante del XVI secolo.
19. Il dogma della Transustanziazione fu decretato da Papa Innocenzo III nell’anno 1215. Con questa dottrina il prete pretende di creare Gesù Cristo ogni giorno e poi mangiarLo in presenza del popolo durante la Messa. Il Vangelo condanna simili assurdità. Nella Santa Cena c’è solo la presenza spirituale di Cristo (Leggi: Luca 19-20; Giovanni 6:63; 1° Corinzi 11:26).
20. L’adorazione dell’ostia fu sancita da Papa Onorio III nell’anno 1120. Così la Chiesa Romana adora un Dio fatto nelle mani di uomini. Tale pratica è il colmo dell’’idolatria ed è assolutamente contraria allo spirito del Vangelo (Leggi: Giovanni 4:23-24)
21. Lo scapolare fu inventato da Simone Stock, monaco carmelitano inglese, nell’anno 1287.
22. Il battesimo per aspersione fu reso legale dal Concilio di Ravenna nell’anno 1311. Il battesimo secondo il Nuovo Testamento è per immersione in acqua, da amministrarsi ai soli credenti (Matteo 3:6, 7, 16; 28:18-20; Marco 16:16; Atti 8:36-39 ed altri passi)
23. La Chiesa Romana proibì il calice ai fedeli nella comunione, al Concilio di Costanza, nell’anno 1414. Il Vangelo ci comanda di celebrare la comunione col pane e col vino (Leggi: Matteo 26:27; 1° Corinzi 11:25-27)
24. I Sette Sacramenti vennero per la prima volta così elencati da Pietro Lombardo nell’anno 1160 dopo Cristo ma la dottrina dei Sette Sacramenti divenne ufficiale con Concilio di Firenze, nell’anno 1439. L’Evangelo dice che Cristo istituì due soli sacramenti, il Battesimo e la Santa Cena (Leggi: Matteo 28:19-20; 26:26-28)
25. L’Ave Maria, preghiera indirizzata a Maria, venne ordinata tale nella sua prima parte, che è tolta dalla Bibbia, da Oddo, vescovo di Parigi nel 1196 A.D. e la sua seconda parte come «preghiera della chiesa» venne completata da Papa Pio V nell’anno 1568. La Bibbia ci esorta in molti passi a pregare Iddio soltanto. Il pregare altri è considerato idolatria. Maria non disse mai di indirizzare a lei le nostre preghiere.
26. Il Concilio di Trento dichiarò che la Tradizione deve essere ritenuta di eguale autorità che la Bibbia, nell’anno 1545. Per tradizione s’intendono insegnamenti umani. I Farisei credevano lo stesso e Gesù li rimproverò acerbamente, poiché con la tradizione degli uomini si annulla la Parola di Dio (Leggi: Marco 7:7-13; Colossei 2:8; Apocalisse 22:18)
27. Il Credo Cattolico di Pio IV fu imposto nel 1560. I veri cristiani si attengono solo al Vangelo e al Credo degli Apostoli, che è di 1500 anni più antico del Credo dei Cattolici.
28. La devozione del «Sacro Cuore» fu adottata ufficialmente nel 1765.
29. L’immacolata concezione di Maria fu proclamata dogma da Papa Pio IX nell’anno 1854. Il Vangelo invece dice che tutti gli uomini, eccetto Cristo, sono peccatori, e Maria stessa ebbe bisogno del Salvatore (Leggi: Luca 1:30; 46-47; Romani 3:23; 5:12; Salmo 51:5)
30. Nell’anno 1870 dopo Cristo, Papa Pio IX stabilì il dogma della Infallibilità Papale. Questo è il colmo della bestemmia e il segno dell’apostasia e dell’anticristo predetto da S. Paolo (Leggi: 2° Tess. 2:2-12; Apocalisse 13:5-8-18). La Bibbia dice che non v’è nessun uomo giusto sulla terra che non pecchi. (Leggi: Romani 3:4-23; 2° Tess. 2:3-4; Apocalisse 17:3-9; 13:18).
31. Pio X nel 1907 condannò assieme al «Modernismo» tutte le scoperte della scienza che non piacciono al Papa. (Lo stesso aveva fatto Pio IX nel Sillabo del 1864).
32. Nel 1931 lo stesso Pio XI ha confermato la dottrina che Maria è «Madre di Dio». Dottrina che fu per la prima volta inventata dal Concilio di Efeso nel 431. Questa è una eresia contraria alle stesse parole di Maria. (Leggi: Luca 1:46-49).
33. Nell’anno 1950 l’ultimo dogma, l’Assunzione della Vergine Maria, proclamato da Papa Pio XII.
ott
7
Le virgolette
Filed Under Ateismo, Cultura e attualità | Leave a Comment
Leggete questo testo (tratto da: “La civiltà cattolica, 18/10/1997)……
«La crisi che in questa fine di millennio sta attraversando il cristianesimo nel mondo occidentale – e di riflesso in tutto il pianeta – ha un doppio aspetto. Da una parte, per molti uomini del nostro tempo, il cristianesimo sembra aver perduto ogni senso e quindi ogni interesse: molti lo ignorano del tutto e non si curano di conoscerlo o di farsene almeno un’idea; altri lo ritengono una cosa del passato, di cui non vale la pena occuparsi; altri si sentono assolutamente estranei a esso, in quanto realtà religiosa che pretende di incidere sulla vita umana, in particolare sulla vita morale, e perciò non soltanto rifiutano tale pretesa, ma la combattono aspramente. Tutte queste persone sono “fuori” dal cristianesimo: questo è “assente” dalla loro vita senza che tale assenza sia avvertita o faccia problema.
D’altra parte, c’è una crisi che è “interna” al cristianesimo, in quanto fatto propriamente religioso, che per i cattolici ha la sua espressione visibile nella Chiesa: taluni – un tempo cristiani – confessano di non credere più e di aver abbandonato da molto tempo ogni pratica religiosa (in particolare, di non partecipare quasi mai alla Messa domenicale); altri cristiani non sanno se credono o no: ad ogni modo hanno gravi dubbi sulle verità fondamentali del cristianesimo o si dichiarano agnostici nei riguardi di esse; altri accettano alcuni punti della fede e della morale cristiana, ma ne rigettano altri: così, senza tener conto di quanto insegna la Chiesa, fanno una “scelta” nelle verità da credere e nelle norme morali da osservare, secondo i propri gusti e le proprie esigenze individualistiche; altri sono fortemente critici circa alcune decisioni attuali della Chiesa (rifiuto di ammettere all’Eucaristia i divorziati che hanno contratto un nuovo matrimonio; mantenimento del celibato sacerdotale; contrarietà al sacerdozio femminile); altri ancora si sentono attratti da forme nuove di religiosità, che essi ritengono più vive, più capaci del cristianesimo di far nascere in essi forti emozioni religiose e di dare loro quel calore umano e quel senso di fraternità di cui talvolta mancano le assemblee eucaristiche domenicali, individualistiche, fredde e distaccate; altri infine si convertono all’islam, perché lo ritengono una religione più semplice, oppure diventano “praticanti” buddisti o indù sotto la guida di lama tibetani e di guru indiani».
Ora, non voglio neanche avvicinarmi al contenuto del brano.
Voglio parlare delle “virgolette”.
In un testo di divulgazione, filosofico o giornalistico i doppi apici vengono usati in due modi: riportare fedelmente asserzioni di un terzo o funzione di accordo con in lettore, nel senso che viene virgolettata una parola con l’intenzione di comunicare che quella parola non è giusta, ma si avvicina soltanto, in apparenza e significato, a quel concetto che si vorrebbe esprimere.
Si possono usare in senso sminuitivo, critico, goliardico. Il ricevente non ha modo, se non il contesto, di indovinare quale senso ha usato lo scrittore. Presupponendo nel testo citato un canale comune e un target selezionato di lettori si può oggettivamente parlare di un senso riduttivo della virgolettatura usata.
Rileggete: il testo sarebbe una onesta e imparziale veduta critica delle cose e dei fatti se non fosse per le virgolette.
Piazzate abilmente, comunicano una estraneità di quei concetti al gruppo ateo o che si allontana comunque dalla chiesa cristiana, oltre che a sviarne il contenuto letterale. E’ una mossa di grande disonestà intellettuale, quasi quanto quella di citare con sicurezza numeri per dogmatizzarne dati certi e incontrastabili (di questo altro affare parlerò qualche altro giorno).
Ora vi riporto ogni parola virgolettata e come è stata (molto bene) sminuita in questo brano, sprecandone le buone potenzialità comunicative e rendendolo fazioso, di parte, schierato.
“fuori” e “assente”: riflettono lo stesso concetto. Chi scrive NEGA la possibilità che si possa uscire dalla Chiesa e che la religione possa uscire dalla vita di un libero cittadino. Dichiaratevi pure Atei, ma noi vi considereremo sempre impastati dalla nostra rete di ragno fatta di precetti, di scherno sociale, di dogmi. Non ci potete sfuggire. (Credono loro).
Più seriamente, la virgolettatura a quelle parole distrugge il loro significato sociale rendendola solo apparenza. Chi si dichiara fuori diventa solo materiale da convertire a ogni costo, decadendo quasi dalla posizione di essere umano. Il rispetto della scelta non è neanche ipotizzato.
“interno”: chi scrive elude l’esistenza di un non cristianesimo. Interno è solo senso figurato, tutto il mondo è per nostra forma mentis cristiano. O se ne è reso già conto o i nostri missionari prima o poi compiranno l’assorbimento. Il Grande Fratello mi fa meno paura.
“scelta”: l’apoteosi dell’ipocrisia a stampo ecclesiastico. Virgolettare scelta significa distruggerla, prima di non rispettarla. In questi doppi apici è racchiusa tutta la mentalità ultraconservatrice delle istituzioni religiose. La “scelta” d’apparenza è fatta solo per ingenuità e contrasta con la Verità di cui solo i Cristiani sono unti, quindi non è scelta ma errore. La possibilità che le foglie dell’albero della verità crescano anche su altri rami non è contemplata e vista come aberrazione. Chi sceglie è uno stupido, meglio che la chiesa scelga per lui. I principi scelti, le regole, seppur correttissime, morali scelte in libertà non sono validate dalla Fede, quindi sono quanto meno discutibili. Ecco il succo: la Verità, per definizione oggettiva, vuole essere soggettivata ed imposta; la discussione e il confronto banditi e derubati della loro dignità per mezzo del dogma.
Odio la religione, dal profondo. Odio chi la rappresenta, sto cominciando a provare risentimento anche per chi la difende. E’ un nuovo stadio del mio anticlericalismo?
“praticanti”: chi scrive schernisce. Inutile praticare, siete solo dei bambini senza testa che giocano a fare Dio. Siete piccoli e scemi mentre noi siamo grandi e abbiamo sempre ragione. Non importa a cosa vi convertiate, cercheremo di insidiarvi ad ogni modo. Seriamente, la libertà di religione è un abominio inconcepibile nella testa del clero culturale, da cui derivano anche il restrittivismo nella libertà di pensiero, di parola e di azione.
Risultato: non c’è LIBERTA’ nel vostro “Dio”. Tenetevelo.
Il concetto di Rispetto in questo brano finisce direttamente sotto i tacchi.
Con le virgolette.
ago
17
E’ giusto premettere che sono un ateo razionalista anticlericale, lo sono da quando avevo 12 anni e lo sono sempre più oggi che ne ho 23. Mi è stato imposto il battesimo, una barbarie di un sistema sociale tradizionale, e ho subito la prima comunione come tutti i bambini di 10 anni lontani dall’età non dico neanche della ragione, ma della critica delle cose. E devo premettere che sono fiero di essere scampato agli “obblighi” cresimali, dopo una aspra battaglia in casa con mia madre, battaglia che pur è zucchero al confronto con quella che vivo attualmente per ottenere ciò che andrò a scrivere a breve.
Esiste in Italia e in Europa una organizzazione no-profit, l’ UAAR, acronimo di Unione Atei Agnostici Razionalisti, con un Comitato di Presidenza degno di ogni rispetto, fra cui sono a me cari Margherita Hack e Sergio Staino (la nota astronoma e il creatore di “Bobo”). E’ un’organizzazione di cui i media si disinteressano completamente, sebbene sia un faro per la comunità crescente di Atei in Italia, e che sta portando avanti una serie di battaglie in nome della laicità dello Stato Italiano e della liberta’ di non volere una religione.
Oggi voglio promuovere la battaglia per lo sbattezzo, ovvero della battaglia per poter uscire definitivamente dalla Chiesa Cattolica Apostolica Romana. Promuovere la battaglia, insomma, per potersi finalmente sentire non più cattolici non solo nel pensare e nel vivere, ma anche nella documentazione e nei fatti storici.
Se siete arrivati fin qui forse avete interesse all’argomento.
E’ possibile essere sbattezzati ed è anche giusto, se volete essere coerenti col vostro credo (ai religiosi all’ascolto: un ateo crede e ha fede con fervore anche maggiore di molti “credenti”… crede e ha fede nel sistema sociale, nel quieto vivere, nel rispetto e nella tolleranza, nella solidarietà, nell’uomo come fautore del proprio destino. Non credere in un ente metafisico rende i nostri principi secondari ai vostri?).
Ma, lo sappiamo, viviamo in una rete complessa di relazioni sociali e ci confrontiamo con tante persone, alcune non proprio onorevoli per ampiezza di vedute.
Scrivo la mia storia con lo sbattezzo, le difese della famiglia, le incomprensioni e i contrasti.
Tutto comincia intorno ai miei 12 anni: Napoli, famiglia con padre cristiano così per modo di dire, madre fervente cattolica praticante, altri 2 fratelli più piccoli di me.
Mi presento un bel giorno da mammà: “Ma’, senti, c’è una cosa…io a Dio non ci credo, non ho motivi per crederci. La stessa idea che si possa credere che esiste mi da fastidio. Non mettere speranze per la mia cresima, non mi cresimo e non voglio sentirne più di Chiesa.”
La guerra. Astonished, stunned. L’inglese a volte rende meglio dell’italiano…
Prima il rifiuto secco all’idea che ciò potesse accadere. Un figlio ateo. A 12 anni. La peste bubbonica vissuta come un raffreddore, al confronto.
Si parla, a lungo, anche per ore: perchè? cosa mai era accaduto? o meglio…CHI MI AVEVA MESSO IN TESTA QUELLE COSE, che è peggio ancora perchè umilia la capacità di pensare e criticare di un ragazzino, una capacità magari ancora immatura ma già autonoma. La volontà di volermi portare a parlare col parroco di paese, presto. Forse il cancro si poteva ancora estirpare. Il rifiuto di mio padre alla “terapia”: il coraggio del rispetto.
Poi la fase di metabolizzazione e una lenta rassegnazione. Eppure per qualche anno quando si parlava della cosa c’era sempre un puntino malcelato di risentimento.
Ma la prima battaglia l’avevo vinta io.
O no? In fondo mia madre s’era creata un’ancora. Crollasse il mondo, restavo cattolico. M’avevano battezzato, ovvero m’avevano fatto fare un bagnetto fuori programma in acqua fredda e forse non limpidissima quando appena distinguevo la luce dal buio. Questo era per me il battesimo. Ma per mammà resta la prova tangibile che sono cattolico, che mi hanno dato qualcosa che se chiedo dov’è nessuno sa cos’è. Un legame forse, forse un momento investito di una enorme carica sociale…e poi spirituale.
Solo che a 20 anni decido che è momento di scrollarmi da dosso anche l’etichetta di cattolico di nome e non di fatto che mio padre si porta appresso con gloriosa indifferenza. Dice lui “Se qualcosa non esiste, avversandola forse non ammetti che esiste? Io la ignoro.”
Nel frattempo avevo ottenuto una mia personale vittoria: Concorso Distrettuale di Composizione Scritta/Grafica XXIV Distretto Napoli. Etichetta del Concorso: Tertio Millennio Adveniente: Uomo e Fede. Un invito a nozze, un compitone da 13 pagine scritte di getto in 6 ore e neanche ricopiate in bella copia (la brutta era perfetta, andava benissimo). Medaglia d’argento, con un compito che mi sarebbe valsa la pira nel periodo dell’Inquisizione. Mia madre invitata alla consegna della medaglia. Permettetemi, ci ho goduto ferocemente. Forse a quella cerimonia ho compreso, ho capito e ho deciso che dovevo uscire dalla chiesa, qualunque essa fosse. Perle di saggezza in un universo monadistico, gocce nel mare in un mondo sociale.
E si, potevo ignorarla tutta la faccenda, come dice il vecchio. MA! Cavolo, vivo in un mondo sociale! E’ l’etichetta che avverso! La brillante soluzione e’ papà non faceva al caso mio.
E gira gira su Google…”uscire dalla chiesa”, “cancellarsi dalla chiesa” “religione cattolica abiurare” e non so quanti altri…
Poi si accende la lampadina sul sito dell’UAAR: sbattezzo. Mmm soluzione radicale, ma adatta. Certo c’è da penare a livello burocratico, fra vescovato e parroci le resistenze sono molte…ma volendo si può fare. Si! Ho la scappatoia. Mi devo tenere il fatto storico del battesimo, e’ vero: bhe di bagnetti ne avrò fatti tanti da piccolo, uno più uno meno.
Tu quoque, Brute, fili mi?
La faccia di Cesare credo potesse sovrapporsi a quella di mammà. Pugnalata alle spalle. Ventun anni. Altro che ateo! Questo addirittura vuole sbattezzarsi!
Quest’ultimo capitolo e’ ancora sospeso. La battaglia finale la sapevo dura e dura l’ho trovata. Sono due anni che si lotta: ma lo sbattezzo ancora non lo concepisce.
Le sue difese (a prescindere dallo spero incosciente ricatto affettivo che ha posto…è sicuramente incosciente, non posso neanche immaginare la messa in atto volontaria di un abominio simile): prima di tutto rinunciare al battesimo significa tagliare quel qualcosa. Poi sembra un gesto irrispettoso verso l’atto che lei ha scelto (leggi: imposto) per me. Neanche scegliessi di morire o smettessi di esserle figlio o di volergli il bene di questo mondo. E giustamente noto quanto sia rispettoso verso la mia dignità e verso il mio amor proprio NON procedere alla cosa (velata ironia).
Questa è la cosa che devo farle capire e che ognuno dovrebbe far capire alla famiglia contraria: io resto, sto qua, sono quello di ieri con le stesse gioie e dolori di sempre…e vi voglio bene come sempre. Ma rispettatemi, comprendetemi. Non sto bene a pensare di essere nei fatti ancora un cattolico, non sono contento a pensarmi così.
Ha passato i 50 anni ed è di origini semplici, con una radicata tradizione popolare. Quel cattolicesimo appena velato da una pennellata di tarantismo, di esoterismo. Quel mix unico partenopeo a cui forse è ancora più difficile scappare, perchè lo respiri e ne mangi tutti i giorni. Quando mi confronto con lei non posso fare a meno di considerare queste cose, sarebbe ingiusto e sleale.
Fatti foste per viver come uomini, non come bestie immonde.
E’ come se perdessi l’anima, a sbattezzarmi. Scatola vuota senza spirito, senza quella scintilla di inspiegabile che ci fa unici.
Forse dovrò, a breve, decidermi a giocare un pò più soft. Stesso risultato, termini diversi.
Abbiamo scritto e letto che non si può cancellare il fatto storico del battesimo. Forse potrò usare questo elemento a mio favore, interpretando la faccenda nel suo aspetto linearizzato: volontà di uscire dalla chiesa.
D’altronde se non voglio aspettare la morte di un mio genitore per esprimere al mondo la forza delle mie convinzioni, devo fare questo. Spiegare che in definitiva io faccio registrare di non voler esser cattolico, ma che in caso di pentimento (sic!) l’amorosa chiesa (sic!) è pronta ad accogliermi di nuovo. Il figliol prodigo insegna, no? La parola battesimo farò bene a non pronunciarla neanche. Il battesimo le resta, il fatto le resta ed è giusto così. Ma resta anche la mia volontà.
E’ una pianificazione ancora acerba, ma forse vincente (ndA: è risultata vincente, ma solo nel 2008).
E’ giusto sbattezzarsi? Si, quanto essere onesti con se stessi. Ma preparatevi, il gioco può essere duro, fare e farvi male.
Ma alla fine sono sicuro che ne varrà la pena.
Articolo originale del 2004.