Mondo Linux

Io e Windows Vista

linux pinguini tux

Prima esecuzione di Windows Vista, tutto ok.

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Disco C:
Windows
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Si.
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Si… (già in lacrime)
AUTORIZZAZIONE RICHIESTA PER OPERARE SUI FILE, AUTORIZZARE?



Format C:

e va’ a quel paese!

Ora, scherzi a parte, è impressionante notare come ogni volta che la Microsoft si appresta a scrivere un kernel di sistema completamente nuovo, l’ultimo sistema operativo della serie vecchia faccia completamente ribrezzo. E’ già successo con Windows Millenium, quando si stava per migrare tutti sulla linea di kernel che ha poi dato alla luce Windows 2000 e Windows XP. Oggi che si studia il nuovo kernel che sarà alla base di Windows 7 e Windows “Midori” esce Windows Vista.

La peggiore nemica di Microsoft resta se stessa. Non è Linux a lusingare il pubblico, ma è il pubblico che comincia a guardarsi intorno alla ricerca di soluzioni.

E alla fine, se ne ha la volontà, le trova.

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Guida: creare da WinXP una Pendrive con BackTrack3 in modalità Persistent Changes (4)

p2p anonimato

THE ONION NETWORK (TOR) E TORBUTTON

L’installazione di TOR è abbastanza semplice.
Sempre da console dare:

wget http://repository.slacky.eu/slackware-12.1/network/tor/0.2.0.31/tor-0.2.0.31-i486-1sl.tgz
wget http://ftp2.pt.freebsd.org/slackware/addon/slacky/slackware-12.1/libraries/libevent/1.4.4/libevent-1.4.4-i486-1sl.tgz

seguiti da:

installpkg libevent-1.4.4-i486-1sl.tgz
installpkg tor-0.2.0.31-i486-1sl.tgz

Dopodichè lanciare Firefox e andare alla pagina https://addons.mozilla.org/en-US/firefox/addon/2275 e installare TorButton dall’interno di Firefox.

Riavviare Firefox e fare click destro sulla scritta in basso a destra “Tor Disabled”, scegliere Preferences e dalla scheda Proxy Settings togliere la spunta ad Use Privoxy.

Perchè non usare Privoxy? Cito testualmente: “Privoxy è un proxy per i protocolli http e https che ci aiuta a difendere la nostra privacy durante la navigazione. Si tratta di un software estremamente potente che permette una configurazione estremamente accurata delle proprie regole, ma che anche nella sua configurazione più semplice dimostra la sua efficiacia”.

Praticamente si interpone fra noi e Tor, filtrando una serie di dati che potrebbero compromettere l’anonimato nel caso ci agganciassimo ad un cancer-node di TOR (un nodo malevolo, tenuto da chi ha interesse a spiare il traffico in transito).

Dal punto di vista della navigazione pura, e ritenendo molto bassa la possibilità di collegarmi ad un cancer-node, ottengo un risultato simile utilizzando qualche estensione Firefox in più, ma togliendo un programma da installare, configurare e tenere in memoria, che è per l’appunto Privoxy.

In particolare parlo delle estensioni Stealther (https://addons.mozilla.org/en-US/firefox/addon/1306) e SecureBrowse (https://addons.mozilla.org/en-US/firefox/addon/5967).

Una volta installate, si può lanciare TOR da console dando il comando “tor” (senza virgolette) e riducendo ad icona la console. Da Firefox, click sinistro su TorButton e via, siamo nella “cipolla”.

ANTSP2P: il network delle formiche

Per quanto riguarda AntsP2P, dobbiamo prima procurarci l’installer JAVA indipendente dal sistema operativo.

Andiamo sul sito del progetto AntsP2P (http://sourceforge.net/project/showfiles.php?group_id=106782) e clicchiamo sulla voce “antsp2p installers”.

Andiamo a scaricare il file ANtsP2P_Setup_beta1.6.0_p1.0.0.jar

Una volta completato il download, da console avviamo l’installazione dando i comandi:

chmod u+x ANtsP2P_Setup_beta1.6.0_p1.0.0.jar
java -jar ANtsP2P_Setup_beta1.6.0_p1.0.0.jar

Si avvierà l’installer grafico: è importante, quando vi chiederà il vostro ip, dargli l’ip reale del PC in quel momento (potete rilevarlo con siti tipo http://whatsmyip.org). Come cartella di installazione del programma scegliete /usr/local/ants, visto che installare in /root può portare dei problemi.

Ad installazione finita, avviamo AntsP2P dando da console i comandi:

cd /usr/local/ants
java -jar AntsP2P.jar

[b]NOTA:[/b] con Fastweb AntsP2P non funziona a causa della NAT. L’unica soluzione è quella di attivare una sessione con IP pubblico, oltremodo costosa. Dato che io sono al momento un utente Fastweb non posso verificare che il programma funzioni a dovere.

INVISIBLE INTERNET PROJECT (I2P)

Ultima rete anonima della guida è I2P, a parità di condizioni forse la più veloce oggi esistente (anche se un pò meno robusta di Freenet).

L’installazione è oltremodo semplice.

Dare da console i comandi:

wget http://repository.slacky.eu/slackware-12.1/network/i2p/0.6.2/i2p-0.6.2-noarch-1sim.tgz
installpkg i2p-0.6.2-noarch-1sim.tgz

Per avviare il router I2P dare da console i comandi:

cd /etc/rc.d
chmod +x rc.i2p
./rc.i2p

Se si vuole che il router I2P parta ad ogni avvio della BT3, bisogna aggiungere con KWrite la riga “/etc/rc.d/rc.i2p start” (senza virgolette) nel file “/etc/rc.d/rc.local”.

Una volta avviato il router, lanciare Firefox. Andare nel menù Edit -> Preferences -> Bottone Advanced -> Scheda Network e nel riquadro Connection premere il bottone Settings.

Dalla nuova finestra, nel riquadro “Configure Proxies to access the Internet”, scegliere Manual Proxy Configuration.

Scrivere 127.0.0.1 alla voce HTTP Proxy e 4444 alla voce Port sulla riga corrispondente. Accettare le modifiche.

Inserire l’indirizzo localhost:7657 nella barra degli indirizzi di Firefox per accedere al pannello di controllo del nodo I2P. Da qui avrete accesso alla configurazione e ad I2PShark, il client BitTorrent anonimizzato interno del progetto Invisible Internet. Mettetevi in attesa della prima connessione, ci vorranno vari minuti.

Quando avrete finito di usare I2P è bene rifare il procedimento scegliendo “Direct Connection to the Internet”, per ripristinare la normale e diretta connettività ad Internet.

La rete I2P prevede la possibilità di rimbalzo sul Web “normale”: anche quando il proxy I2P è settato, a parte che sia in esecuzione il router I2P, è possibile dare da Firefox un normale indirizzo web ed aprirlo.

Gli I2P-Sites, al contrario, finiscono tutti con .i2p e necessitano che ci si sia connessi almeno ad un altro nodo I2P, cosa che può richiedere, come ho già detto, anche 5-10 minuti per le prime esecuzioni (fin quando il vostro router locale non avrà creato una “mappa” dei nodi più vicini a cui interfacciarsi all’avvio).

Dopo I2P direi che si può dichiarare conclusa la guida, per ora. Esistono altre reti nascenti “sommerse” o sistemi per il P2P anonimo (ne cito qualcuna: Entropy, Mute, StealthNet).

Secondo la mia personale opinione ed esperienza, con Freenet, Ants, I2P e TOR si ha tutta l’infarinatura base per proseguire da soli nel mondo delle subnet/darknet.

Buon divertimento a tutti!

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Guida: creare da WinXP una Pendrive con BackTrack3 in modalità Persistent Changes (3)

linux tux

AGGIORNARE SLAPT-GET E LA LISTA DEI REPOSITORY

La BT3 Persistent Changes, in teoria e pratica, è già usabile per conto vostro arrivati a questo punto, con supporto ai container di TrueCrypt.

Quello che segue è il percorso per l’installazione di Freenet e di altre reti a flusso dati anonimo.

Prima di tutto dobbiamo aggiornare Slapt-Get: per motivi abietti a me ignoti se si installa l’ultima sub-versione disponibile (e), la BT3 fallirà il checksum di qualsiasi richiesta di aggiornamento che darete via Slapt-Get. Se installate, come abbiamo già fatto creando l’apposito pacchetto LZM, una subversione superata (c) e poi aggiornate alla e, tutto funzionerà normalmente.

Quindi diamo i seguenti comandi:

slapt-get –update

Scansionerà nei repository (contenuti nel file /etc/slapt-get/slapt-getrc) la lista dei pacchetti disponibili per la distro e gli upgrade disponibili.

Importante: slapt-get nel suo file di configurazione, per default, tiene solo due repository, quello ufficiale SlackWare e quello del progetto Slapt-Get. Spesso possono essere sovraccarichi o molto lenti.

Si può editare il file /etc/slapt-get/slapt-getrc e aggiungerne altri o utilizzare la soluzione “pappa pronta”: aprire il file, selezionare le due righe che cominciano con SOURCE e sostituirle incollandovi quello che segue fra le due coppie di trattini.


SOURCE=http://ftp.gwdg.de/pub/linux/slackware/slackware-current/
SOURCE=http://www.nymphomatic.org/mirror/linuxpackages/Slackware-12.1/
SOURCE=ftp://ftp.slackware.com/pub/slackware/slackware-12.1/
SOURCE=http://software.jaos.org/slackpacks/12.1/
# Italia / www.slacky.eu
SOURCE=http://www.slacky.eu/repository/slackware-12.1/
SOURCE=http://darkstar.ist.utl.pt/slackware/addon/slacky/slackware-12.1/
SOURCE=http://slacky.uglyplace.org/repository/slackware-12.1/
SOURCE=http://filer-1.filearena.net/pub/slackware/addon/slacky/slackware-12.1/
SOURCE=http://darkstar.ist.utl.pt/slackware/addon/slacky/gnome-slacky-12.1/
SOURCE=http://www.slackware.at/data/slackware-12.1/
SOURCE=http://software.jaos.org/slackpacks/12.1/
SOURCE=http://software.jaos.org/slackpacks/current/
SOURCE=http://ftp.belnet.be/packages/slackware/slackware-current/
# Naist / Japan
#SOURCE=http://ftp.naist.jp/pub/Linux/linuxpackages/Slackware-12.1/
#SOURCE=ftp://ftp.nara.wide.ad.jp/pub/Linux/linuxpackages/Slackware-12.1/
# ReCo-Systems / Hannover Germany
SOURCE=http://linuxpackages.reco-systems.de//Slackware-12.1/
SOURCE=ftp://linuxpackages.reco-systems.de//Slackware-12.1/
# Inode.at / Austria
SOURCE=http://linuxpackages.inode.at/Slackware-12.1/
SOURCE=ftp://linuxpackages.inode.at/Slackware-12.1/
# Rol / Moscow
SOURCE=http://slackware.rol.ru/linuxpackages//Slackware-12.1/
# Open Systems / Romania
SOURCE=http://opensys.linuxpackages.net/Slackware-12.1/
SOURCE=ftp://opensys.linuxpackages.net/pub/Slackware-12.1/
# Chang-Gung University / Taiwan
SOURCE=http://linuxpackages.cgucccc.org/Slackware-12.1/
# Slackware Support / Richmond VA.
SOURCE=http://lp.slackwaresupport.com/Slackware-12.1/
# Unixsol / Sofia Bulgaria
SOURCE=http://mirrors.unixsol.org/linuxpackages/Slackware-12.1/
SOURCE=ftp://mirrors.unixsol.org/linuxpackages//Slackware-12.1/
# University of Utah / Utah
SOURCE=http://linuxpackages.cs.utah.edu//Slackware-12.1/
SOURCE=ftp://mirror.cs.utah.edu/pub/linuxpackages//Slackware-12.1/
# Software Mirror / Colorado
SOURCE=http://www.software-mirror.com/linuxpackages/Slackware-12.1/
# Scarlet.be / Belgium
SOURCE=http://ftp.scarlet.be/pub/linuxpackages/Slackware-12.1/
SOURCE=ftp://ftp.scarlet.be/pub/linuxpackages/Slackware-12.1/
# NYI New York Internet / New York USA
SOURCE=http://www2.linuxpackages.net/packages/Slackware-12.1/
SOURCE=ftp://ftp3.linuxpackages.net/pub/Slackware-12.1/
# Szombathely Linux Association / Hungary
SOURCE=ftp://ftp.slackware.hu/linuxpackages/Slackware-12.1/
# Telecoms / Varna Bulgaria
SOURCE=http://linuxpackages.telecoms.bg/Slackware-12.1/
SOURCE=ftp://linuxpackages.telecoms.bg/Slackware-12.1/
# IEEE Student Branch / Croatia
SOURCE=http://www.nymphomatic.org/mirror/linuxpackages/Slackware-12.1/
SOURCE=ftp://ftp.nymphomatic.org/linuxpackages/Slackware-12.1/
SOURCE=http://de.repos.slackware-current.net/

Direi che ne avete abbastanza anche per i posteri, ora.

Appena finito, ad ogni modo, dare:

slapt-get –upgrade

Vi chiederà di aggiornare Slapt-Get. Fatelo.

INSTALLARE JAVA E FREENET

Ora è il momento di del Java Runtime Environment. Si serie sulla BT3 c’è la versione 6 update 1, sufficiente per installare Freenet, ma putroppo suscettibile di alcuni attacchi alla sicurezza. E’ necessario avere a disposizione la versione 6 update 7 (o, fra non molto, la versione 6 update 10, ora arrivata alla candidate release). Prepariamo, sul modello precedentemente illustrato, il pacchetto LZM corrispondente, dando alla console i comandi:

wget http://slackware.osuosl.org/slackware-current/slackware/l/jre-6u7-i586-1.tgz jre-6u7-i586-1.lzm
tgz2lzm jre-6u7-i586-1.tgz jre-6u7-i586-1.lzm

e copiamo il nuovo pacchetto LZM nella cartella /BT3/modules della partizione FAT32 della pendrive.

Riavviamo e torniamo in modalità PChanges.

Lanciamo la console e andiamo a rimuovere JRE 6u1 (il vecchio ambiente Java che ora non ci serve più) col comando:

slapt-get –remove jre-6u1-i586-1

E ora, Freenet!

Prima di tutto, l’installer Java di Freenet non funziona se siete utente root. Dato che lo siamo, dovremo creare un utente dedicato a Freenet.

Diamo il comando “adduser”: come Login name scegliamo freenet (tutto minuscolo), diamo un numero a nostra scelta come Used ID (es. 1234), confermiamo l’initial group (users) dando INVIO, diamo come gruppi addizionali, separati da virgola e senza virgolette “adm,bin,daemon,disk,floppy,root,sys,wheel”, confermiamo /home/freenet come home e /bin/bash come shell, non diamo nessuna data di scadenza (INVIO).

Ancora INVIO e creiamo l’utente, diamo solo come nome completo Freenet Account e saltiamo il resto dando INVIO a ripetizione. Assegniamo una password (anche semplice, tanto siamo root normalmente ed abbiamo il dominio assoluto sui nostri utenti) e finiamo la procedura.

Passiamo sull’utente freenet. Pulsante K -> Switch User -> Star New Session -> Login e Password.

Ci apparirà il Wizard di KDE: io ho messo layout tastiera Italiano, lingua sistema Inglese, effetti grafici al minimo e aspetto Plastic (KDE Default).

Lanciamo una console e installiamo freenet dando i comandi:

wget http://downloads.freenetproject.org/alpha/installer/new_installer.jar
java -jar new_installer.jar (quest’ultimo lancerà l’installer grafico on-line)

Facciamo una installazione completa (sottolineo completa, in particolare serve il plugin per l’autostart per avere Freenet come un demone) e ad installazione finita chiudiamo la sessione di lavoro, tornando sull’utente root.

Una volta fatto, lanciamo Firefox e diamo come indirizzo 127.0.0.1:8888, dopo qualche secondo ci apparirà la home page del nostro nodo, dove potremo passare alla configurazione.

Non è lo scopo di questa guida illustrare la configurazione di un nodo freenet, Google saprà rispondervi in modo esauriente. Ad ogni modo, tenetevi nei 4Gb di datastorage (mai meno di 2Gb, però) e abilitate la modalità OpenNet. Mettetevi in attesa, ci vorranno dei minuti prima che comincino a
d arrivare dati. La cartella del vostro nodo Freenet sarà /home/freenet/Freenet. Non è necessario utilizzarla obbligatoriamente anche per Frost, Thaw e FMS (alcuni fra i più noti applicativi interni di Freenet).

(continua)

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