training autogenoIl training autogeno è una tecnica di autorilassamento capace di trasmettere una benefica quiete interiore, un immediato benessere psico-fisico e la determinazione necessaria per sfruttare al meglio le nostre energie e finalizzare i nostri sforzi. Questo manuale offre un corso breve ed efficace di training autogeno. Un programma quotidiano per “staccare”, rilassarsi, recuperare forza e concentrazione.

Questo libro, con i suoi consigli, si rivolge a persone sane dal punto di vista fisico e psichico. Chi si sta sottoponendo a una terapia farmacologica o si sente malato, dovrà in ogni caso consultarsi con il proprio medico prima di iniziare a praticare il training autogeno. Per amore di completezza, nella sezione “Il training autogeno come terapia” vengono fornite indicazioni sui sintomi e sulle malattie in cui il training autogeno può essere utilizzato dal medico come misura terapeutica. Prerequisito indispensabile per il trattamento delle patologie descritte è l’apprendimento del training autogeno con la guida di un esperto e sotto stretto controllo medico.

Opinione personale:
Il libro presenta la versione semplificata del training autogeno secondo Langen-Mann. Non ha la pretesa e non vuole accostarsi al training autogeno secondo Schutlz: quest’ultimo, infatti, per la sua difficoltà non è indirizzato al lettore comune che cerca principalmente uno strumento per rilassarsi. Esercizi complessi del training secondo Schultz, come quello del plesso solare, possono evocare, se effettuati in modo non corretto, reazioni spiacevoli specialmente a livello di stomaco e percezione della frequenza cardiaca. Io stesso e già solo col training semplificato, riesco a far scendere in pochi minuti la mia frequenza cardiaca a circa 55, al limite cioè della brachicardia. Un libro semplice e gradevole, primariamente non destinato ai professionisti, ma utile per avere una prima infarinatura sul training autogeno. Io lo uso, in caso di stress o stati ansiosi, in combinazione con le Binaural Beats (onde acustiche in risonanza a schema predeterminato) e, se arrivo a proporvi il testo, è perché devo rilevare una certa soddisfazione dall’uso combinato di queste due tecniche empiriche. Non lo userei chiaramente per il trattamento o la preparazione al trattamento di un paziente (almeno non al mio attuale livello di conoscenza della tecnica), ma su di me la versione base sembra funzionare abbastanza bene.

Estratto dell’introduzione:
“La cosa più importante del training autogeno è praticarlo. […] Forse ciò che va detto ora è fondamentalmente solo questo: a) il training autogeno, nella sua forma semplificata, è un metodo pratico di rilassamento utilizzabile in qualunque momento da qualunque persona sana; b) chi già conosce il training autogeno di Schultz, nella forma praticata fino ad oggi, leggendo questo libro potrà avere dei chiarimenti sulla versione semplificata. […] Il training autogeno, come è stato elaborato da J.H. Schultz, è notevolmente più complesso della forma semplificata che desidero proporvi in questo libro. […] Imparare il training autogeno senza guida si è rilevato troppo difficile perché lo si lasciasse fare a chi era digiuno di medicina [...] Capitava che non si producesse il caratteristico effetto di rilassamento, o, peggio ancora, che si manifestassero reazioni paradossali indesiderate. Al posto dell’auspicato rilassamento, insorgevano nervosismo e paura, talvolta addirittura palpitazioni ed emicrania. […] Per questi motivi abbiamo ridotto il programma di J.H. Schultz a pochi esercizi di base, quello della calma, della pesantezza, del calore e del respiro, limitando così anche il rischio di sensazioni somatiche paradossali e di abbandono precoce.”

Titolo: Training autogeno
Autori: Langen Dietrich, Mann Karl
Editore: Red Edizioni
Data di Pubblicazione: 2005
ISBN: 8874473109
ISBN-13: 9788874473106
Pagine: 93

riabilitazione neuropsicologicaIl presente volume segue, a poco più di dieci anni di distanza, la prima edizione curata da Anna Mazzucchi sul medesimo tema. A quel tempo la riabilitazione neuropsicologica era ancora largamente da definirsi sia in termini di premesse teoriche che di conseguenti applicazioni cliniche. Ad oggi il quadro di lavoro in quest’area appare grandemente mutato sia negli orientamenti generali che nelle conoscenze specifiche.

Di tale vasta evoluzione questo volume è, sotto molti aspetti, chiara espressione. La presenza di soli autori italiani (al contrario della prima edizione dove prevalevano quelli stranieri) è evidentemente indice della grande crescita e diffusione della cultura e della pratica in questo campo verificatesi anche in Italia. Inoltre, le linee operative in tema di riabilitazione del linguaggio, della memoria, della percezione spaziale e di altre funzionalità sono profondamente mutate e cresciute, per cui, ad esempio, ai disturbi del linguaggio sono stati dedicati numerosi capitoli e largo spazio è stato concesso alla riabilitazione dei disturbi spaziali e della memoria.

Particolare attenzione è stata riservata anche alla traumatologica cranica perché i peculiari postumi cognitivi dei traumi cranici non possono essere trattati secondo i principi operativi validi per altre patologie cerebro lesive. Infine, sono state incluse anche le demenze; appare infatti sempre più evidente che anche per questi pazienti non poco si può ottenere, se si mettono in atto provvedimenti intesi a rendere i loro comportamenti il più possibile autonomi.

La natura multidisciplinare dell’equipe terapeutica fa di questo volume un utile strumento per neurologi, psicologi, fisiatri e riabilitatori in senso generale.

Opinione personale:
Credo sia il miglior testo disponibile in italiano di riabilitazione neuropsicologica, oltre che a illustrare in modo assolutamente esauriente la maggior parte dei disturbi neuropsicologici conosciuti, contiene la spiegazione di un gran numero di tecniche specifiche per la loro riabilitazione.

Il volume tratta dei fondamenti neurobiologici della riabilitazione cognitiva e della storia della riabilitazione dell’afasia, del trattamento dei deficit fonologici e dell’articolazione, dei deficit lessicali e morfosintattici, dei disturbi della comunicazione, della afasie gravi, dei disturbi di lettura, scrittura e calcolo, dei disturbi dell’attenzione, della memoria, della riabilitazione delle aprassie, dei disturbi spaziali, dei disturbi del comportamento e infine dell’attivazione cognitiva del paziente demente.

Cito infine alcune fra le numerose tecniche e approcci presentati: Attention Process Training (ATP), Reduced Syntax Therapy (ReST), Te.Ra.Di.C., Memory Training, Reality Orientation Therapy (ROT), Validation Therapy, terapia della reminescenza, terapia di Integrazione Emotivo-Affettiva (EIT). Lo conobbi durante il corso di laurea triennale, non l’ho mai accantonato. Fondamentale.

Titolo: La riabilitazione neuropsicologica. Premesse teoriche e applicazioni cliniche
Curato da: Mazzucchi A.
Editore: Elsevier Masson
Data di Pubblicazione: 2006 (2nda edizione)
ISBN: 8821428990
ISBN-13: 9788821428999
Pagine: 444
Prezzo: euro 53,00

atlanteQuesto libro presenta la metodica dell’anatomia palpatoria (Ispezione Manuale di Superficie – IMS) di collo, tronco e arto superiore. L’IMS consente, tramite l’osservazione e la palpazione, di identificare le strutture anatomiche (ossa, legamenti, tendini, masse muscolari, elementi vascolo-nervosi). Ciascuna struttura viene illustrata mediante fotografie corredate di un testo che ne descrive la tecnica di identificazione. L’opera è organizzata in forma di atlante, con 390 fotografie che riguardano collo, tronco e sacro, spalla, braccio, gomito, avambraccio, polso e mano, suddivisi ciascuno in osteologia, miologia, artrologia, nervi e vasi. La particolare organizzazione didattica e visiva del testo lo rende di facile consultazione sia per il professionista sia per lo studente.

Opinione personale:
Cos’è che di sicuro non fa un Fisioterapista? Aprire la gente. Non ha bisturi a disposizione. Con questo pensiero in testa mi misi alla ricerca, un paio d’anni fa, di qualche testo che mostrasse come identificare almeno le strutture anatomiche di superficie mediante la sola ispezione tattile. La ricerca portò buoni frutti: mi imbattei nella descrizione della IMS, da li a trovare un testo che ne parlasse il passo fu breve e fortunato. Mi avvicinai a questo libro spinto più dalla curiosità e dall’interesse che avevo (ed ho) per l’arto superiore in particolare. Grande fu la sorpresa e la soddisfazione di trovare un testo semplice, con precisa ed ampia documentazione fotografica, organizzato per di più con la logica di un atlante. E’ un testo che tengo sempre a portata di mano per una rapida consultazione, consente di effettuare test muscolari con precisione e affidabilità, di osservare “dal vivo” i vettori di forza sviluppati dalla muscolatura e regolare di conseguenza il proprio operato; consente inoltre di mettere a fuoco punti di repere osteo-articolari per ogni situazione, di individuare e arrivare con facilità alle strutture tendinee, di tenere sotto controllo il percorso di vasi e nervi (e all’occorrenza eseguire qualche test di provocazione pressoria). Molto bella in particolare la parte del libro che affronta l’anatomia palpatoria della mano. L’IMS non rappresenta ovviamente una tecnica in sé, ma rappresenta secondo me un bagaglio che permette una applicazione più precisa e consapevole di molte metodiche riabilitative. Un substrato topografico ottimale per ogni scopo. Va a fare coppia col libro gemello relativo all’arto inferiore.

I dati del libro sono riferiti all’edizione del 2007.

Titolo: Atlante di anatomia palpatoria di collo, tronco e arto superiore. Ispezione manuale di superficie
Autore: Tixa Serge
Curato da: Buccarella O.
Traduttori: Richiusa E., Gaietta D.
Editore: Elsevier Masson
Data di Pubblicazione: 2007
ISBN: 8821430189
ISBN-13: 9788821430183
Pagine: 228
Prezzo: 50,00 €

rapporto ictusIl “Secondo rapporto sull’ictus”, che viene pubblicato a distanza di due anni dal primo rapporto, testimonia l’impegno di ricerca e clinico dell’Istituto Auxologico Italiano nella lotta contro le malattie cerebrovascolari e le loro conseguenze disabilitanti, motorie e cognitive. Il “Secondo rapporto sull’ictus” è focalizzato sulle problematiche della disabilità post-evento acuto e sulle procedure di riabilitazione dirette al recupero delle funzioni perdute o compromesse. Ogni anno in Italia si verificano circa 200.000 episodi di ictus e come conseguenza circa 60.000 pazienti devono vivere con una disabilità che limita fortemente la possibilità di svolgere le normali attività quotidiane. Questi pazienti disabili si aggiungono a quelli che sono sopravvissuti a un ictus negli anni precedenti. Complessivamente in Italia si contano quindi oltre 900.000 persone colpite da ictus, di cui circa 300.000 con una disabilità che ne riduce l’autonomia.
Il testo, partendo da una visione epidemiologica del problema in Italia, si concentra soprattutto sulla disabilità residua (problema con ovvie implicazioni personali, familiari e sociali) e sui molteplici mezzi oggi disponibili per combatterla o allievarla. I capitoli sui vari aspetti della disabilità sono scritti dai maggiori esperti italiani e stranieri della disciplina e sono destinati a far conoscere lo stato dell’arto della ricerca, le ricadute sui pazienti e la sensibilizzazione dell’opinione pubblica. Il libro esplora una frontiera dove disabilità, riabilitazione e ricerca confluiscono in uno sforzo scientifico che si fa di giorno in giorno più coerente.

Opinione personale:
Un acquisto di cui sono entusiasta ancora oggi. Una monografia eccellente che ha lo straordinario pregio di non fossilizzarsi sull’aspetto puramente medico della patologia ictale. Oltre a nozioni di neuroplasticità d’avanguardia, che è sempre bene conoscere anche come base per impostare il ragionamento riabilitativo, contiene una generosa sezione dedicata alla riabilitazione e alle strategie di recupero, tagliando di traverso i vari orientamenti riabilitativi, sia di scuola europea che americana. Per la componente riabilitativa in senso stretto gli argomenti trattati sono: esercizio motorio terapeutico nella emiparesi postictale, disfagia e ictus, l’esercizio cognitivo dal linguaggio alla riabilitazione, riabilitazione cognitiva dell’eminegligenza spaziale, l’aprassia degli arti fra disabilità e strategie riabilitative, definire e misurare il percorso riabilitativo secondo modello regionale. Davvero un ottimo testo, che va naturalmente a fare coppia con l’ultima versione disponibile delle linee guida italiane di prevenzione e trattamento dell’ictus cerebrale SPREAD. Consigliato a tutti i colleghi e anche agli studenti di Fisioterapia e Scienze della Riabilitazione.

Titolo: Secondo rapporto sull’ictus. Disabilità, riabilitazione, ricerca
Curato da: Istituto auxologico italiano
Editore: Elsevier Masson
Data di Pubblicazione: 2005
ISBN: 8821428176
ISBN-13: 9788821428173
Pagine: XXI-304
Prezzo: 35,00 €

assistenza paziente ictusL’ictus cerebrale è una patologia frequente, rappresenta la terza causa di morte in Italia e la prima causa di disabilità nella popolazione adulta nei paesi Occidentali. Oggi sono disponibili nuovi trattamenti efficaci sia per ridurre la mortalità che per migliorare la prognosi funzionale, ma rivestono carattere sperimentale e possono essere trattati pochi pazienti; la stragrande maggioranza di pazienti riceve terapie “tradizionali”. Anche un’adeguata assistenza nella fase acuta, secondo le più aggiornate linee-guida, può migliorare sensibilmente la prognosi; essa può essere rivolta ad gran numero di pazienti e quindi i benefici si estendono virtualmente a tutti i soggetti colpiti. E’ necessario assistere adeguatamente i pazienti con la collaborazione interdisciplinare ed interprofessionale e adeguate risorse di personale, soprattutto infermieristico o addetto all’assistenza, con parametri di tipo sub intensivo. Le unità di terapia dedicate (Stroke Unit) permettono di organizzare al meglio l’assistenza. Questo volume raccoglie parte del materiale didattico e dei protocolli operativi elaborati nell’ Unità di Medicina Interna dell’Ospedale di Pescia (Pistoia), dove sono state approfondite queste tematiche con esperienze formative e di aggiornamento fra medici (internisti, neurologi, fisiatri), infermieri, fisioterapisti, dietisti e assistenti sociali.

Opinione personale:
Un simpatico volumetto che affronta nell’ordine: la valutazione e il monitoraggio neurologico, il trattamento generale, di supporto e la prevenzione delle complicanze, la valutazione della disfagia, l’uso del sondino naso-gastrico, la PEG e la valutazione dello stato nutrizionale, elementi di raccolta dati e modulistica, la riabilitazione post-ictus (divisa in: Riabilitazione post-stroke in fase acuta, posizionamento, spostamenti, trasferimenti, ruolo dell’infermiere nel posizionamento, educazione sanitaria, scale di esito funzionale). La parte riabilitativa occupa una ventina di pagine, in cui vengono affrontati in modo sintetico secondo l’orientamento corrente argomenti quali: prevenzione del danno secondario e terziario, posizionamento del paziente a letto in ottica anti-decubito e di prevenzione dell’instaurarsi di pattern patologici, formulazione di una scheda personale di mobilizzazione, spostamento del paziente. Le scale d’interesse riabilitativo presentate per la valutazione sono: scala di Rankin modificata, scala FIM, indice di Barthel. Utile per una rapida consultazione di tutti gli aspetti principali legati alla gestione del paziente con ictus cerebrale acuto.

Titolo: Assistenza al paziente con ictus cerebrale acuto
Autore: Raffaele Laureano
Editore: Centro Scientifico
Data di Pubblicazione: 2004
Collana: Medicina Interna
ISBN: 887640645X
ISBN-13: 9788876406454
Pagine: 132
Prezzo: 14,50 €