Ecco un altro file potenzialmente utile per tutti i colleghi e gli studenti di Fisioterapia. E’ l’elenco di tutti i centri di Fisioterapia convenzionati in Italia.

Il documento è abbastanza vecchio, risale infatti al 2001, ma è completo di indirizzi e contatti dei vari centri.

Sono indicizzati 474 centri di riabilitazione, categorizzati per:

01) Codice regione
02) Codice USL
03) Codice struttura riabilitativa
04) Denominazione struttura riabilitativa
05) Indirizzo struttura riabilitativa
06) CAP struttura riabilitativa
07) Nome Comune struttura riabilitativa
08) Sigla provincia struttura riabilitativa
09) Prefisso struttura riabilitativa
10) Telefono struttura riabilitativa
11) Mese apertura struttura riabilitativa
12) Anno apertura struttura riabilitativa
13) Mese chiusura struttura riabilitativa
14) Anno chiusura struttura riabilitativa
15) Tipo struttura riabilitativa

L’elenco è disponibile per il download, di seguito.

Elenco centri di Riabilitazione ed. 2001 (141)

salvagenteSeconda puntata salvagente dedicata ai consigli metodologici su come scrivere una tesi di laurea. Dopo il documento proposto nello scorso articolo, vado a condividere un altro vademecum.

Anche questo articolo è stato ritrovato nei meandri secolari del mio disco rigido esterno, purtroppo l’indirizzo della fonte esatta è andato perduto.

Stando alle note a piè di pagina dovrebbe provenire dagli archivi della biblioteca “Mario Rostoni” dell’Università “Carlo Cattaneo” di Castellanza (Varese). Il documento è revisionato al 18 febbraio 2002, ne sono entrato in possesso nel marzo 2006.

Il file può essere scaricato di seguito.

Ne riporto l’introduzione e, successivamente, l’indice, sperando che possa tornarvi utile.

“Questo documento fornisce alcune informazioni utili per lo svolgimento di una tesi di laurea. L’esposizione prescinde, per quanto possibile, dal riferimento ad un particolare ambito disciplinare. Precipua attenzione viene data alla fase di redazione, fornendo peraltro qualche cenno alle fasi di impostazione e di ricerca, quando ciò risulti utile ai fini di una piena comprensione del discorso. Tali informazioni valgono per qualunque tipo di tesi; è auspicabile che esse siano note ad ogni studente prima ancora della scelta dell’argomento di tesi. E’ pure opportuno che lo studente conosca le norme sancite dal regolamento didattico delle tesi di laurea.”

INDICE

1. Il significato della tesi di laurea
2. Il progetto di tesi
3. L’organizzazione della tesi
3.1. Introduzione
3.2. Capitoli centrali
3.3. Conclusioni
3.4. Note
3.5. Bibliografia
3.6. Riassunto
4. La stesura della tesi di laurea
4.1. Alcuni consigli pratici
4.2. Gli adempimenti formali
5. Decalogo di comportamento
6. Indicazioni bibliografiche per ulteriori approfondimenti

Guida alla redazione della tesi di laurea (24)

scimmiaL’Autrice di questa utilissima guida è la Dott.ssa Stefania Consigliere, del Dipartimento di Scienze Antropologiche dell’Università degli Studi di Genova. Posso condividere con voi solo la revisione dell’agosto 2005.

Il sito Dipartimento da cui dovrebbe essere accessibile (CLICCA QUI) per motivi a me ignoti, pur avendo il link al documento sulla pagina, continua a rifiutare il download. Lo scopo della condivisione è quindi quello di creare un collegamento alternativo per scaricare la guida, che ai tempi della mia tesi fu fondamentale per darmi il bagaglio di minima di strumenti metodologici, liberandomi dalla “Sindrome della Scimmia che Batte a Macchina”, ovvero cominciare a scrivere praticamente a caso, al motto di quel che sarà, sarà.

Se qualcuno riuscisse a procurarsi una revisione successiva a quella proposta, me lo faccia sapere via e-mail o commento.

Al solito, potete scaricare il documento in formato PDF di seguito.

Introduzione (in extenso): Queste note servono di supporto a chi si trovi per la prima volta a fare una tesi, o una tesina, di laurea. Il presupposto da cui partono è che il lavoro di ricerca e di scrittura che una tesi presuppone può essere, se fatto con criterio, un’esperienza estremamente ricca e, nei casi più fortunati, anche una buona occasione di crescita soggettiva.

Si tratta di una maturazione è cognitiva e disciplinare, senz’altro, ma spesso anche emotiva: le ricerche fatte bene, infatti, comportano sempre anche la trasformazione del ricercatore che, nel misurarsi con nuovi dati, nuove teorie e nuovi modi di vedere e di leggere il mondo è chiamato a fare una scelta, a prendere parte, a pronunciarsi – e a spiegare il perché delle proprie scelte.

A testimonianza di ciò sta il fatto che, molto spesso, il periodo in cui si fa ricerca per la stesura della tesi corrisponde è puntellato da una serie di crisi: attimi di panico, isteria, lacrime, monomania. Niente di grave, naturalmente e, soprattutto, niente di patologico: sono solo gli effetti della trasformazione in corso, l’esito di un processo che, se ben condotto, dovrebbe finalmente trasformare uno studente in un ricercatore. (Fatelo presente anche a genitori preoccupati e amici perplessi: non siete impazziti, state solo facendo ricerca.)

Ovviamente, non esistono regole valide per tutti e da un certo punto di vista ciascuno è storia a sé. Nondimeno, ci sono alcune fasi «tipiche», che molti incontrano, e diversi dubbi ricorrenti, che si presentano durante il lavoro di ricerca e di stesura dell’elaborato. Come Dante che si avventura agli inferi, la prima cosa di cui avete bisogno è una guida esperta del terreno: questo è, né più né meno, il ruolo del vostro relatore, e niente lo può sostituire. Per questa ragione, la prima raccomandazione da fare è questa: non esitate mai a chiedere consiglio a chi vi siete scelto come guida: fatevi risolvere tutti i dubbi, non esitate a manifestare le perplessità, non fatevi scrupolo di porre tutte le domande che vi girano per la testa. Anche quelle che vi sembrano stupide, perché il vecchio adagio è sempre valido: nessuno nasce imparato.

Se poi, dopo esservi fatti spiegare tutto il possibile sui paralogismi in Kant o sulla vita sociale degli opilionidi, non ve la sentite di chiamarla/o anche per chiedere come mettere le virgole, queste note fanno per voi. Si tratta consigli tutto sommato banali, che tuttavia possono essere utili per non perdere delle mezze giornate attorno a questioni di forma.

Stefania Consigliere - Note su come scrivere una tesi di laurea (19)

legge 626

Visto che è un ricorrente tema d’attualità, propongo oggi un interessante documento introduttivo degli aspetti principali del D.L. 626/94 sulla sicurezza sul lavoro, in forma non tecnica e discorsiva e con particolare riguardo al comparto Sanità, alla portata anche di coloro che non avessero pratica col “legalese”. Il documento nella sua forma completa è liberamente scaricabile in fondo all’articolo.

Sommario
Il Decreto legislativo n.626 del 19 settembre 1994 (pubblicato sul Supplemento ordinario della Gazzetta Ufficiale il 12 novembre 1994) recepisce in Italia otto direttive della CEE finalizzate a promuovere la salute e la sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro. Il Decreto modifica lo scenario normativo che è alla base di tutta l’attività di prevenzione negli ambienti di lavoro. Attualmente si assiste ad un trasferimento di autonomia, fiducia e responsabilità ai datori di lavoro. La filosofia della prevenzione è dunque cambiata e ora spetta alle aziende la responsabilità di individuare e valutare i rischi per la salute e la sicurezza, ma soprattutto di programmare e di gestire le misure di prevenzione, di coinvolgere i lavoratori nel processo valutativo, di informarli e formarli, di assicurare una adeguata sorveglianza medica dove è necessario.

INDICE DEI PARAGRAFI DEL DOCUMENTO:

01) Cos’è il decreto legislativo 626 del 19 settembre 1994
02) A chi si applica la legge?
03) Di quali aspetti si occupa la nuova legge?
04) Il nuovo sistema aziendale per la sicurezza
05) Come funziona il nuovo sistema di sicurezza
06) Cosa si deve fare per garantire un ambiente di lavoro sicuro?
07) La valutazione dei rischi nell’ambiente di lavoro
08) Valutazione dei rischi: un sistema utile all’impresa
09) Cosa deve contenere il “Documento”?
10) Servizio di prevenzione e protezione
11) Quando deve esistere un servizio aziendale di prevenzione e protezione?
12) Il “Medico Competente”
13) La sorveglianza sanitaria
14) Ci sono novità anche negli obblighi dei lavoratori?
15) Cosa deve sapere il lavoratore?
16) In cosa consiste la formazione dei lavoratori?
17) Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza
18) Le emergenze
19) Altri adempimenti
20) L’organo di vigilanza: cenni storici
21) Cosa succede in caso di violazione delle norme?
22) Principali scadenze
23) Passi per l’attuazione

Cos'è il Decreto Legislativo 626 del 19 settembre 1994 (17)