eeepc winxp hokusai

ALTERNATIVEEE XP Ver. 2.5 “HOKUSAI”

Compatibilità accertata: Asus EeePC serie 70x e 900, dovrebbe risultare compatibile con qualunque EeePC dotato di Celeron ULV.

Questo progetto ha il fine ultimo di fornire un sistema agile e molto compatto, destinato all’utente con grado di esperienza media nell’utilizzo di ambienti Windows e, possibilmente, con grado di esperienza almeno elementare per ambienti Linux a riga di comando. Per questo motivo il sistema operativo è stato epurato di tutte le sue parti non fondamentali, inoltre sono stati scelti software antivirus e antispyware dotati della sola funzione di scansione a richiesta, per preservare le risorse di sistema.

AlternativEee-XP non è mai stato pensato e realizzato a fini di lucro. Non è, e non potrebbe mai essere per sua stessa natura, in vendita. Se in qualche modo vi ritenete particolarmente soddisfatti del progetto e volete gratificarmi con una “regalia” volta a compensare esclusivamente il tempo speso per questo lavoro, potete venirmi a trovare spesso sul mio sito. Ogni click, eventuale, sui banner AdSense mi porterà qualche centesimo, ma non ho intenzione di comprarci casa: mi basterebbe, se potessi esprimere un desiderio, pagare i piccoli canoni annuali dei servizi presenti sul sito o poterne inserire di nuovi.

=> basato su Windows XP Professional SP3 (aggiornato al 07-11-08)
=> pensato e realizzato per occupare appena 1Gb su hard-disk
=> shell Aston in sostituzione della shell Explorer
=> vasta gamma di software integrati scelti bilanciando risorse e prestazioni (più di 50)
=> utilità specifiche per gli Asus EeePC integrate
=> supporto alla connettività Internet via cellulare (*)
=> ridotto uso di Ram: lavora bene già con 1Gb, vola con 2Gb
=> permette l’uso della funzione sospensione anche con 2Gb di RAM
=> più autonomia: registro ottimizzato per usare il meno possibile gli hard disk e tweak status C3
=> più sicurezza: antispyware, antivirus on-demand e software di crittografia sono già a bordo
=> più versatilità: numerosi programmi selezionati offerti a parte nell’ISO (cartella VALUEADD)
=> compressione trasparente NTFS-based LZ-77 attivata
=> gestione dei file duplicati via hard-link, possibilità di usare link simbolici e/o folder junction
=> risolto il problema su Wireless Zero Configuration trovato nella V1
=> conservati gli uninstaller per tutti i programmi, al contrario della V2
=> ripristino dell’immagine su hard disk via Ping Project 2.0.19 da CD bootabile
=> disponibile un USB Boot Installer (basato su SysLinux) per creare una pendrive d’installazione
=> nuova documentazione per l’installazione, la configurazione e l’uso

(*) vedi FAQ.RTF, domanda n°33

ISTRUZIONI PER L’INSTALLAZIONE

01) Masterizzare la ISO su CD/DVD se si preferisce un ripristino via unità ottica.
02) Nel caso si voglia una installazione da Pendrive/SD, decompattare la ISO in una cartella a piacere, leggere con attenzione il documento USB_BOOT.RTF e, con inserita una Pendrive/SD di capacità adeguata (min. 2Gb), lanciare il file USB_BOOT.BAT. Seguire le istruzioni a video per creare la propria unità USB di ripristino.
03) Andare nel Bios del proprio computer e settarlo per accettare l’unità CD/DVD (in caso di ripristino da supporto ottico) o la periferica di archiviazione USB (in caso di ripristino da pendrive/SD) come fonte primaria per il boot, salvare e riavviare.
04) Assicurarsi che l’unica periferica connessa al PC sia o il CD/DVD con Ping o la Pendrive generata dall’USB Boot Installer.
05) La sequenza di istruzioni è pressoché uguale sia per il CD/DVD che per un ripristino via USB.
06) Aspettare che PING completi lo start-up, quando arriva ad una schermata statica dare INVIO per avviare l’interfaccia grafica del programma.
07) Leggere le avvertenze e dare INVIO per andare avanti.
08) Alla domanda “When the job is completed” rispondere “Reboot the system”.
09) Alla domanda “Where do you want to save/restore” rispondere “Local Disk/Partition”.
10) Al menu “Choose the partition to backup” selezionare “### CHOOSE THIS if you want a RESTORATION ###” e dare OK.
11) Se state avviando da CD/DVD vi chiederà di selezionare il disco bersaglio: scegliete “sda1″.
12) Se state avviando da Pendrive/SD vi chiederà prima qualche immagine ripristinare: scegliete “alteeexp”. Dopodichè alla richiesta di selezionare il disco bersaglio scegliete “sda1″.
13) Aspettate il ripristino dell’immagine e al termine, nel caso non lo faccia da solo, riavviate.

Al prossimo avvio, se la procedura è stata seguita in modo corretto, partirà AlternativEee-XP.



DOCUMENTAZIONE DI RIFERIMENTO PRESENTE NELLA ISO

\LEGGIMI.TXT
Questo file.

\INSTALL.RTF
Istruzioni passo-passo per l’installazione.

\USB_BOOT.RTF
Guida all’uso dell’USB Boot Installer.

\DOCS\SOFTWARE.RTF
Elenco commentato software integrati.

\DOCS\INFO.RTF
Informazioni, Credits, Disclaimer Legali.

\DOCS\FAQ.RTF
FAQ – Domande Frequenti. V.1.0.0.

\VALUEADD\VALUEADD.RTF
Elenco commentato software proposto.

VIDEO DIMOSTRATIVO (riferito alla versione ALPHA)

LINK ED2K ALLA SOLA DOCUMENTAZIONE

GUIDA ALL’INSTALLAZIONE
GUIDA ALL’USB BOOT INSTALLER
F.A.Q. – DOMANDE FREQUENTI
INFORMAZIONI, CREDITS, DISCLAIMER LEGALI
ELENCO SOFTWARE INTEGRATO
ELENCO SOFTWARE PROPOSTO

NOME FILE DA CERCARE SULLA RETE ED2K (EMULE) PER ALTERNATIVEEE XP Ver. 2.5 “HOKUSAI”

AlternativEee-XP_v2.5_Hokusai.iso

DISCLAIMER LEGALI

La versione personalizzata del sistema operativo Microsoft Windows XP Professional allegata a questo documento (di seguito AlternativEee-XP), indipendentemente dal mezzo con cui è messa a disposizione, è fornita “come tale”, senza garanzia esplicita o tacita di nessun tipo. AlternativEee-XP è suscettibile di modifica senza necessità di preavviso e non può dar luogo a eventuali diritti d’indennizzo.

Il curatore del progetto alla base di AlternativEee-XP non si assume alcuna responsabilità per qualsiasi conseguenza arrecata da possibili errori presenti nel software o per la perdita di profitti o danni che possono derivarne, né potrà essere ritenuto responsabile della trasmissione di virus informatici attraverso AlternativEee-XP, né responsabile di qualsiasi danno provocato ai computer che utilizzano, hanno utilizzato o utilizzeranno AlternativEee-XP. E’ compito dell’utente adottare tutte le misure necessarie per proteggere i propri dati e/o software dall’infezione di eventuali virus che circolino sulla rete Internet e, in generale, curare la manutenzione di AlternativEee-XP.

Il curatore del progetto alla base di AlternativEee-XP, i suoi collaboratori e i terzi menzionati nei suoi siti, non potranno in nessun caso essere ritenuti responsabili, in caso di un’azione per responsabilità contrattuale, per responsabilità penale oppure per qualsiasi altra azione, per qualsiasi danno diretto o indiretto, incidente o accessorio, o di qualsiasi natura, oppure di eventuali danni, in particolar modo di natura finanziaria o commerciale, derivanti dall’utilizzo di AlternativEee-XP.

Il sistema operativo Microsoft Windows XP Professional, alla base di AlternativEee-XP e tutto in software in seguito installato, è tutelato dalle leggi sul copyright e sugli altri diritti di proprietà intellettuale. E’ autorizzato il download e l’uso estensivo di AlternativEee-XP solo agli utenti in possesso delle licenze d’uso dei software a licenza commerciale in esso inclusi. In caso contrario, è autorizzato il download di AlternativEee-XP agli utenti in possesso almeno della licenza d’uso del sistema operativo Microsoft Windows XP Professional, a patto che gli stessi utenti cancellino il software di cui non hanno licenza d’uso. E’ vietata esplicitamente la vendita di AlternativEee-XP, in quanto progetto non finalizzato al lucro.

L’utente, utilizzando o procurandosi AlternativEee-XP, dichiara di accettare i precetti contenuti in questi disclaimer legali.

batteria

BREVE PREMESSA:

I dischi SSD conoscono solo due stati: acceso e spento. La frammentazione dei dati non incide minimamente sui consumi o sui tempi d’accesso, per loro stessa natura. Un disco magnetico da 2,5″ consuma circa 0.5W a riposo, 1.5W se usato per leggere dati continui, fino a 4W per leggere dati altamente frammentati. Il tutto dipende da quante testine deve muovere, per quanto tempo e con quanti salti.

Un disco SSD, invece, o è acceso o è spento. Quando è in idle consuma 0.5W, quando è in funzione circa 2.5W in media, a seconda del modello (almeno nei loro test). Un sistema operativo come Windows, con le sue decine e decine di microscritture, di fatto non fa quasi mai entrare in idle i dischi SSD. E l’autonomia se ne va.

Ecco la collezione di tutti i trucchi a me noti per ridurre gli accessi al disco rigido sotto WinXP e, nel nostro caso, conservare quanta più energia possibile nelle nostre batterie.

Cercate di non fare guai, al solito declino ogni responsabilità. Per me stanno funzionando, ma mai dire mai. Fare una copia del registro prima di cominciare è una cosa assolutamente indicata!
Bene, cominciamo…

OPERAZIONI PRELIMINARI

A) Eliminare il file di swap di WinXP

È un file, permanente o temporaneo, creato dal sistema operativo su un disco rigido per soddisfare esigenze di memoria. Quando la memoria RAM risulta interamente utilizzata (in realtà non lo è mai al 100%), allora il sistema operativo utilizza il file di swap per emularne ancora e, in assenza di limitazioni specifiche, lo spazio massimo a disposizione è quello ancora libero sul disco rigido. Eliminandolo si toglie al sistema questa possibilità, ma si risparmia moltissimo sulle letture/scritture dei dischi SSD. Non disattivare lo swap se si hanno solo 512Mb di RAM. In tal caso leggere il trucco n°10.

Start -> Pannello di Controllo -> Sistema -> Scheda Avanzate

Cliccare su Impostazioni sotto il riquadro Prestazioni, scheda Avanzate, cliccare su Cambia sotto il riquadro Memoria Virtuale.

Selezionare uno per volta ogni hard-disk presente nella lista e scegliere “Nessun file di paging”, premere volta per volta su Imposta. Una volta fatto premere Ok e riavviare.

B) Eliminare la funzione Ripristino di sistema

Windows XP ha al suo interno una funzionalità, chiamata “Ripristino configurazione del sistema”, che permette di salvare il computer in situazioni critiche. Windows XP interviene ogni qual volta ci sono modifiche sostanziali all’interno del sistema, facendo una fotografia dello stesso in cui immagazzina il registro, la configurazione hardware e i driver ed eventualmente le librerie di sistema. Ovviamente per ogni foto prende una certa quantità di memoria sull’hard-disk e per fare la foto ha bisogno di leggere e conservare. Sugli SSD degli EEE non c’è tanto spazio per salvare i punti di ripristino ed inoltre crearne uno mangia un po’ di batteria visto che accede in modo intensivo al disco rigido di sistema. Se si è cauti con quello che si fa, lo si può disattivare senza problemi. Se usate una versione di WindowsXP trattata con Nlite è probabile che il Ripristino sia già stato rimosso: è una delle prime cose che si tolgono, di solito.

Risorse del Computer -> Clic destro -> Proprietà -> Scheda “Ripristino configurazione di sistema”

Spuntare la voce “Disattiva Ripristino configurazione di sistema su tutte le unità”. Premere Ok e riavviare.

B1) In alternativa, ridurne la copertura da 90 a 7 giorni.

Start -> Esegui -> Regedit

HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows NT\CurrentVersion\SystemRestore

Chiavi:
RPGlobalInterval, settare a 00015180
RPLifeInterval, settare a 00093a80
DSMax, settare a 00000096
DiskPercent, settare a 00000002

 

C) Disattivare la funzione di prefetch per le applicazioni

Windows XP è dotato di una funzione detta prefetching, che basa il proprio funzionamento sul pre-caricamento (in fase di avvio del sistema operativo) dei file che vengono richiamati dai programmi che utilizziamo più frequentemente, allo scopo di velocizzare l’avvio dei suddetti programmi. Tutto ciò implica il fatto che Windows XP studia le nostre abitudini per determinare quali file caricare, impiegando di conseguenza spazio per i file di log e comunque rischiando di caricare anche file superflui. Disattivando la funzione di prefetch, limitatamente alle applicazioni, si possono evitare caricamenti inutili e accessi inutili. Salvaguarderei invece il prefetch del boot, visto che i programmi e i servizi da far partire all’inizio sono più o meno sempre gli stessi e conservandolo si guadagna in prestazioni.

Start -> Esegui -> Regedit

HKEY_LOCAL_MACHINE\SYSTEM\CurrentControlSet\Control\Session Manager\Memory Management\PrefetchParameters

Chiave EnablePrefetcher, impostare il valore a 2.

TRUCCHI PIU’ AVANZATI

1) Disattivare la funzione “Ultimo Accesso”

Ogni singola volta che WinXP accede ad un file, ne marca l’utilizzo variando il segnatempo. Ogni accesso, una scrittura in più. Ogni DLL caricata, ogni eseguibile caricato, ogni file caricato, ogni file scaricato, ogni documento letto, una scrittura in più. Il segnatempo (timestamp) mi è tornato utile una mezza dozzina di volte dall’epoca di Win95 ad oggi, può andare tranquillamente al diavolo.

Start -> Esegui e dare il comando:
FSUTIL behavior set disablelastaccess 1

2) Disattivare la funzione di caching su pagefile del kernel (ovvero: cache del kernel in RAM)

Questa modifica al registro impedirà al kernel di WinXP di essere messo in cache su hard disk, forzandolo a stare in RAM. Questo tweak può essere fatto anche con 1Gb di RAM, ma attenzione poi a non caricare troppi programmi residenti o troppi servizi (niente Systray di un chilometro).

Start-> Esegui -> Regedit

HKEY_LOCAL_MACHINE\SYSTEM\CurrentControlSet\Control\Session Manager\Memory Management

Chiave DisablePagingExecutive, cambiare il valore da 0 a 1.

3) Attivare il mantenimento delle DLL di uso comune in RAM

Non attivare questo trucco se non si hanno 2Gb di Ram. Anche se migliora le prestazioni degli applicativi di uso comune in modo nettissimo e riduce molto gli accessi al disco rigido, questo tweak è un autentico divoratore di RAM. Con sistemi dotati di solo 1GB di RAM porterà a ripetuti impallamenti del sistema, provocati dal crollo verticale della ram utilizzabile non appena si lanciano applicazioni più pesanti o più applicazioni anche in serie.

Cosa fa questo tweak? Obbliga WinXP a trattenere in RAM tutte le DLL relative ai programmi usati recentemente. Esempio: lancio Opera e Word2003, WinXP carica gli eseguibili e le relative DLL in ram e, quando chiudo i programmi, non le rilascia, trattenendole. Se rilancio Opera o Word2003 il sistema non dovrà leggere più il disco per le DLL, visto che le avrà già in RAM e farà partire i due programmi in tempi record. Il rilascio delle DLL avverrà solo in caso di deficit della RAM, ma con 1GB soltanto i rilasci forzati saranno così tanti da impallare tutto. Con 2GB spesso non sarà necessario rilasciare nulla, con benefici evidentissimi. La RAM è come i soldi: è fatta per essere spesa, possibilmente bene. Meglio di così…

Start -> Esegui -> Regedit

HKEY_LOCAL_MACHINE\SYSTEM\CurrentControlSet\Control\Session Manager\Memory Management

Chiave LargeSystemCache, impostarne il valore a 1.

4) Aumentare la risposta del processore alle richieste dei programmi non di background

Non si tratta solo di cambiare le priorità. WinXP di suo vi dà la possibilità di scegliere se privilegiare le applicazioni o i programmi in background. Questo tweak ne estremizza il concetto. Alcuni test hanno mostrato che il miglior rapporto fra cicli di istruzioni dedicati agli applicativi e al background è di 3:1.
Quindi andiamo a dire a WinXP di forzare questo rapporto. Non applicare questo trucco se si usano molti programmi in background (fra cui: server http, ftp, sql, freenet, i2p)o segnarsi il valore originario della chiave per rimodificarla all’occorrenza.

Start -> Esegui-> Regedit

HKEY_LOCAL_MACHINE\SYSTEM\CurrentControlSet\Control\PriorityControl

Chiave Win32PrioritySeparation, impostarne il valore a 26 (esadecimale) o 38 (decimale). Riavviare.

5) Fermare il servizio di Indicizzazione

Normalmente, fra Nlite e XpLite quasi tutti fanno fuori questo servizio. Nel caso fosse sopravvissuto, sappiate che per l’EEE è quasi sempre completamente inutile. Accellera un po’ le ricerche, ma per farlo scansiona e riscansiona di continuo i dischi rigidi, specialmente quando il sistema è in idle (e di fatto così i dischi SSD in idle non vanno mai).

Start -> Pannello di Controllo -> Strumenti di Amministrazione -> Servizi
In alternativa Start -> Esegui -> services.msc

Cercare dalla lista “Servizio di Indicizzazione”, click destro, Proprietà, Tipo di avvio: Disabilitato. Riavviare.

6) Disinstallare il tema sonoro di WindowsXP

Da XPLite cercate la voce “WinXP Default Sound Theme” e disinstallatela. WindowsXP diventerà muto (niente suoni all’avvio e alla chiusura, niente bip agli errori dei programmi, niente clic sul cambio di cartelle, niente di niente). Ovviamente così facendo non disattiverete l’audio, ma soltanto i suoni di Windows. Ogni volta è un WAV che deve essere richiamato da hard-disk, ogni volta un accesso in lettura. E’ la somma che fa il totale, diceva qualcuno.

7) Disabilitare la funzione di monitoraggio delle performance.

Dall’epoca di NT4, i sistemi Windows includono un misuratore di performance di sistema (RAM, Processore, Dischi Rigidi). Tutti i dati raccolti sono scritti di continuo nel registro di sistema. Se non state usando delle utilità per il monitoraggio delle prestazioni (tipo DiskMon, che ho usato per vedere se effettivamente il numero di accessi diminuiva, tant’è che questo è stato l’ultimo tweak che ho applicato sul mio EEE) queste informazioni sono inutili, ma richiedono la messa in atto di una certa quota di attività da parte dei nostri SSD. Attività che possiamo risparmiarci.

Start -> Esegui -> Regedit

HKLM\SOFTWARE\Microsoft\Windows NT\CurrentVersion\Perflib

Creare una nuova chiave DWORD dal nome Disable Performance Counters e darle il valore 1. Riavviare.

Per riabilitare il monitoraggio cancellare la chiave creata e riavviare.

8) Utilizzare un RamDisk per le variabili d’ambiente

Installare il RAM-DISK ossia un disco virtuale la cui memoria viene presa dalla RAM. Tutti i file che vengono copiati al suo interno non sono scritti su nessun disco e, allo spegnimento del PC, saranno persi.

Per fare questa operazione occorre installare Gavotte RamDisk (il migliore fra le utilità RamDisk gratuite), lanciarlo e creare un disco RAM con memoria 64MB (con lettera diversa dai dischi gia installati).

Non utilizzare il RamDisk prima di installare programmi: i file temporanei generati dall’installer vengono di solito decompattati nelle cartelle temporanee. Se riempite il RamDisk avrete un messaggio d’errore da parte del programma di installazione. In tal caso potete portare momentaneamente il RamDisk a 128mb (limite massimo consigliato se avete 1GB di Ram) o 256mb (con 2Gb).

Risorse del computer->Proprietà->Avanzate->Variabili d’ambiente
Impostare a TEMP e TMP, che si trovano sia tra le variabili dell’utente sia in quelle di sistema, cartelle del RamDisk di vostro gradimento. Io uso, ad esempio: X:\UsrTMP, X:\UsrTEMP, X:\SysTMP e X:\SysTEMP.

9) Utilizzare un RamDisk per la cache di Opera, di Firefox, di Internet Explorer.

Vedasi il trucco numero 8. Portare il RamDisk a 128mb o 256mb a seconda della vostra disponibilità di RAM e dalle impostazione dei tre browser assegnare ad una cartella del RamDisk la loro cache, che andrà perduta ad ogni riavvio ma vi farà risparmiare moltissimi accessi al disco rigido (esempio: X:\OperaCache).

10) Se avete 1GB di Ram o meno, utilizzare eBoostr

Se avete 512Mb di Ram molto difficilmente potrete fare a meno dello swap-file. La questione si ripropone, in termini molto meno drammatici, anche se avete 1Gb di Ram. In questi casi vi consiglio di utilizzare eBoostr (http://www.eboostr.com), un programma che porta la tecnologia ReadyBoost di Windows Vista dentro WinXP. ReadyBoost consente di utilizzare la memoria di periferiche esterne (chiavette USB 2.0 ) per estendere la quantità di memoria di sistema da usare per il SuperFetch e l’avvio più veloce di Windows. Una pendrive da 2Gb USB 2.0 assegnata a eBoostr vi permetterà di disattivare lo swap-file e di recuperare qualcosa in energia, visto che le pendrive consumano meno dei dischi SSD. Oggi ne esistono di minuscole, che appena sporgono dalla porta USB e vi tolgono l’impiccio di avere una protuberanza fissa sull’EEE.

11) Disattivare il ritardo di comparsa dei menù

Non c’entra nulla con gli accessi al disco, ma vi darà l’impressione di usare un sistema più veloce. WinXP impone un ritardo di 200ms alla comparsa dei menù quando ci passate su col mouse. Portiamo questo ritardo a 0ms per avere una risposta istantanea.

Start -> Esegui -> Regedit

HKEY_CURRENT_USER\Control Panel\Desktop\

Chiave MenuShowDelay, portarne il valore a 0.

12) Disinstallare l’utilità di Defrag di WinXP.

Con un disco magnetico l’utilità di Defrag ha il suo perché. Tiene i dati contigui, risparmiando salti e corse alla testina del disco. Ne migliora le prestazione e ne riduce i consumi in modo talvolta considerevole. Con i dischi SSD è totalmente inutile: i dati sono archiviati come su una scheda di memoria, la frammentazione degli stessi non ne cambia prestazioni o consumi.
Con XP Lite cercare l’utilità Defrag e disinstallarla. Ciò rimuoverà anche il servizio di deframmentazione in idle, evitando che WinXP, di sua iniziativa e a vostra insaputa, provveda a ottimizzare i dati degli SSD mentre lo state usando, generando un numero tanto più alto di accessi in lettura/scrittura totalmente inutili quanto più i dati sono frammentati.

13) AntiSpyware e Antivirus, occhio!

Tutte queste belle parole restano tali se avete il sistema infestato di Spyware, che rovisteranno di continuo i vostri dischi alla ricerca di dati da inviare a terzi interessati o se il vostro antivirus continuerà a sottoporre ciclicamente a scansione tutti i vostri dati. Se siete un minimo cauti, non ci sarà bisogno di tenere in scansione ciclica gli SSD. Cercate di disattivare dal vostro antivirus le funzioni di scansione automatica e tenetevi solo il Resident Shield per la RAM e la scansione rigorosamente a richiesta. Per gli spyware, usare SpyBot regolarmente è cosa saggia e giusta.

10400mah

(in foto: un Asus EEE-PC mod. 900 con batteria estesa da 10400mah inserita, si noti il rialzo rispetto al profilo originale dell’ultraportatile)

Volevo esporvi, anche alla luce dei test che abbiamo fatto io e kellone (utente del forum italiano sull’EEE-PC, indirizzo http://forum.eeepc.it), alcune grosse riserve sulle batterie cinesi da 10400mah (quelle di LycFeng, per capirci).

Ho letto in giro e spulciando fra i feedback di LycFeng, l’unico venditore cinese che al momento tratta questa famigerata batteria estesa, che la batteria in questione assicura circa 5 ore di autonomia, con utenti soddisfattissimi dell’acquisto per la durata raggiunta.

Al di là di alcuni casi in cui la batteria è arrivata morta (con i conseguenti problemi insiti nel rimandare un collo in Cina), ho delle riflessioni da fare:

1) Con la batteria da 5800maH è già possibile sfiorare le 5 ore, che diventano 4 piene in condizioni reali di utilizzo. La batteria usata senza ottimizzazione alcuna dovrebbe durare qualcosina meno di 3 ore: ho letto test che parlano di 2h 49m in condizioni variate di utilizzo (ufficio, multimedia, internet, periferiche collegate). Da 10400mah mi aspetterei circa 6 ore “basali”, il primo conto che non torna.

2) Utilizzando le ottimizzazioni che ho applicato e che vi assicuro non è che abbia inventato io, si dovrebbero poter strappare le 9 ore se i 10400mah fossero nominali. Avere 9 ore di autonomia più che una notizia sarebbe un evento mediatico, con gente pronta a flagellarsi sui forum di mezzo mondo. E invece nessun rapporto di durate eccezzionali.

3) Al contrario, pare si sia arrivati alle 6 ore con alcune batterie da 7800mah Li-Po, sempre merce cinese in attesa della batteria Asus 6 celle 7800mah che andrà col modello 901, con lo stesso fattore di forma (speriamo) di quelle del 700, del 701 e del 900. Ancora una volta, i conti non tornano. La curva ipotetica di progressione dell’autonomia non ne esce neanche approssimativamente lineare.

4) Perchè solo LycFeng? Sappiamo bene che in Cina vige il motto “Fatta una, fatta mille”. Nessuno, al di là di questo rivenditore, si è ancora azzardato a tirar fuori altre 10400mah e nessuno in nessuna parte del mondo, nonostante la domanda potenzialmente “drammatica” ha fatto passi per importarle. Se mi dicessero “Guarda, ti do una batteria che ti alza il 900 di 1,5cm ma ti porta a 9 ore” ringrazierei adorante e la comprerei pure a 90 euro.

5) L’unico “rapporto” (me la prendo molto molto allargata, la definizione) di 9 ore di autonomia raggiunta riguarda certi pazzi che in laboratorio hanno alimentato il 900 con pacchi di stilo NiMh (dico: NiMh!!!) in modalità 6serie6parallelo (avete letto bene: 36 stilo, roba da ricovero psichiatrico), ottenendo una erogazione di 7.2v (anche di più a batterie cariche, hanno preso un rischio enorme, al limite della tolleranza elettrica dei circuti di alimentazione) e circa 10000mah di capacità. Quindi le cose sono due: se po fà o non se po fà. E se si può perchè ancora nessuno ci è riuscito con la 10400mah?

Mie conclusioni: come tante altre batterie cinesi, putroppo, questa 10400mah lo è probabilmente solo di facciata. Credo non si discosti moltissimo, a livello di prestazioni, dalla futura 7800mah nominale marcata Asus, ma non ho ancora visto nessuno aprirla per confermare queste illazioni. Il problema non è tanto la capacità in senso assoluto, quanto secondo me la velocità con cui perde voltaggio, finendo per essere rilevata scarica quando avrebbe ancora qualcosa da dare. E’ un problema comune se le celle non sono di ottima qualità. Inoltre, a regimi di capacità così spinti, si rischia anche che la sua vita in termini di cicli di ricarica sia molto più ridotta o ancora, che presenti un’autoscarica più marcata di altre batterie.

Io diffido, e voi?

ntregopt

Altra segnalazione per i possessori di EEE-PC con sistema operativo Microsoft Windows XP. La seguente informazione credo si applichi principalmente a chi usa il sistema operativo in forma largamente ottimizzata e tweakata, per rispondere alla ridotta capacità di memorizzazione dei “portatilini”.

Usando NTRegOpt (popolare software gratuito di compressione e ottimizzazione del registro di sistema) su un sistema XP pesantemente “trattato” (Nlite, Xplite, rimozione/spostamento di cartelle di sistema, creazione di ramdisk per le variabili di ambiente, kernel in ram, tweak con PowerToys e altro ancora) il risultato NON sarà l’ottimizzazione del registro, ma una ESTESA DISTRUZIONE DELLO STESSO, con:

A) perdita della capacità di avviarsi di quasi ogni applicativo con richiesta di DLL condivise
B) pesantissimo rallentamento del sistema
C) crash a ripetizione dei servizi
D) Frequentissimo Bluee Screen of Death (BSOD) durante il logon

La corruzione interessa principalmente i settori del registro in cui sono contenute le chiavi che riguardano: variabili di ambiente, cartelle di sistema, associazioni, autorun, dll condivise, gestione servizi, albero HKey_Local_System praticamente polverizzato.

Dato che 9 versioni pesantemente moddate su 10 di WinXp che circolano sui nostri EEE hanno disattivato il ripristino configurazione di sistema per motivi di spazio, il risultato sarà uno solo: formattazione.

RegCleaner e CCLeaner lavorano senza problemi.

Il problema di NTRegOpt è che oltre ad ottimizzare il registro, lo comprime, accorpando le chiavi per categorie. I vantaggi su un XP “normale” sono evidenti, boot più rapido, meno ram utilizzata e così via.

Il fatto è che il suo motore di correzione degli errori deve andare a toccare punti che non dovrebbero essere toccati nel caso di modifiche così spinte all’OS. Parlo appunto e per esempio, delle destinazioni delle variabili d’ambiente e altre cose.

Fonte: esperienza personale (sigh), più di prima mano di così.

servizi winxp

Nei piccoli gioiellini di casa Asus la gestione delle risorse ed in particolare della memoria, sia per quanto riguarda il disco a stato solido di sistema (2GB nei modelli 700 Surf, 4Gb nei modelli 700,701 e 900) che per quanto riguarda la RAM (512Mb sui modelli serie 700, 1Gb sulla serie 900) è molto importante per poter godere appieno delle potenzialità di questi ultraportatili (ribattezzati spesso e in modo vezzeggiativo “portatilini”).

Se il sistema Linux Xandros sembra riuscire a sopravvivere con la dotazione di bordo, non altrettanto si può dire di Windows XP, che mette sotto stress i “portatilini” di casa Asus sia per consumo in memoria fissa che per quello in memoria volatile.

Riuscire a risparmiare RAM significa poter potenzialmente disattivare lo swap-file, installare più programmi, ottenere maggiore reattività dal sistema e addirittura incrementare l’autonomia (risparmiando inutili accesso al disco fisso).

A tal fine risulta utile la disattivazione dei servizi non strettamente necessari caricati dal sistema operativo Microsoft. Dopo un primo approccio personale alla macchina, Vi lascio l’elenco dei servizi di WindowsXP che sono disattivabili in sicurezza al fine di risparmiare risorse.

Io sono riuscito a scendere, lavorando oltre che sui servizi sulla struttura stessa di WindowsXP con Nlite e XPLite e selezionando gli applicativi per il loro uso di RAM, a 220 megabyte di consumo complessivo, tenendo conto che ho eliminato lo swap-file e che uso un ramdisk per le variabili d’ambiente dell’OS.

Per accedere all’elenco dei servizi andare su:
Pannello di Controllo ->
Strumenti di amministrazione ->
Servizi (vedi immagine)

NOTA: alcuni di questi servizi potreste non trovarveli, dipende da se e quanto siete andati in profondità nel pretrattamento con Nlite o con la rifinitura con XPLite o con gli aggiornamenti. Alcuni di questi servizi sono impostati come ad avvio manuale da parte di Windows, in tal caso non li menziono in quanto sono già normalente “spenti”, con avvio riservato solo al momento in cui (e se) effettivamente servono.

 

ACCESSO PERIFERICA HUMAN INTERFACE
ACCESSO RETE
ACCESSO SECONDARIO
ALLARMI
APPLICAZIONE DI SISTEMA COM+ – impostatelo su manuale
ARCHIVI RIMOVIBILI – disabilitato se non avete unità esterne zip o jaz
ARCHIVIAZIONE PROTETTA – disabilitato se non vi serve la funzione Completamento Automatico
BROWSER DI COMPUTER – disabilitato se operate in piccole reti locali
CLIPBOOK
COMPATIBILITA’ DI CAMBIO RAPIDO UTENTE
GESTIONE DISCHI LOGICI
HELPER NETBIOS DI TCP/IP
HELPER SMART CARD
MANUTENZIONE COLLEGAMENTI DISTRIBUITI CLIENT
MESSENGER
NOTIFICA EVENTI DI SISTEMA
NUMERO DI SERIE DEL SUPPORTO PORTATILE
ORA DI WINDOWS – la sapete impostare l’ora col Televideo, no?
REGISTRO DI SISTEMA REMOTO
RILEVAMENTO HARDWARE SHELL – disabilitarlo può provocare qualche errore nell’identificazione di un’unità disco removibile (magari il sistema vi verrà a dire che è un cd), ma le funzioni della periferica sono preservate, quindi per me si traduce come Ram risparmiata: in ogni caso decidete voi…
SERVIZI IPSEC – non disabilitatelo se dovete fare un login su domini NT in azienda
SERVIZI TERMINAL
Servizio COM di masterizzazione CD IMAPI – non abbiamo masterizzatore sull’EEE e comunque se si usa un software di terze parti non serve
SERVIZIO DI INDICIZZAZIONE
SERVIZIO DI SEGNALAZIONE ERRORI
SERVIZIO RIPRISTINO CONFIGURAZIONE DI SISTEMA – attenzione, disabilitandolo disattiverete anche le funzioni di ripristino di WinXp
SISTEMA DI EVENTI COM+ – settatelo su manuale
SMART CARD
SPOOLER DI STAMPA – se non dovete stampare disabilitatelo – attenzione: eliminerà anche la possibilità di usare stampanti virtuali PDF tipo quello di PrimoPDF e simili – riattivatelo alla bisogna
TELNET – disattiva il server Telnet, il client resta utilizzabile
TEMI – 10Mb ram liberati se rinunciate all’interfaccia plasticosa di WinXp e vi contentate di quella base tipo Win98
UTILITA’ DI PIANIFICAZIONE
WEBCLIENT – disabilitatelo se non dovete fare login su un dominio NT

Spero di essere stato utile.

eeepc ssd

(nella foto: i moduli dei dischi SSD dell’Asus EEE-PC mod. 900)

Vi presento due trucchi per WindowsXP per liberare fino ad 1Gb di memoria sull’hard disk di sistema (quello da 4Gb, ad alte prestazioni) degli Asus EEE-PC. L’informazione è valida sia per i modelli della serie 700 che per quelli della serie 900.

Sotto C:\Windows esiste la cartella ServicePackFiles. E’ un mostro enorme divora-memoria, e serve un pò si e un pò no.

Serve a Windows quando deve ripescarsi qualche file come se avesse il cd inserito della service pack. Cd che ovviamente voi non avete, avendo al più il file di installazione dell’ultima service pack. In caso di file corrotti, danneggiati o di qualche ripristino di qualche versione vecchia di un file, WinXP riprende quel che gli serve da li, altrimenti vi chiede il fantomatico (mio caso) “CD di Installazione di Windows XP Service Pack 3″.

Il CD in questione è realizzabile solo e solamente masterizzando la ISO della SP3 messa a disposizione da Microsoft a questo indirizzo.

Spostando l’intera cartella su una scheda di memoria di poche lire e poca memoria (io ho usato una vecchia MMC-Plus della Trascend da 512mb) potete recuperare mezzo giga circa in un solo colpo secco, avendo poi cura di conservare e/o portare con se la schedina in caso di problemi. Se WinXP vi chiede il fantomatico CD di cui sopra per qualche operazione, gli infilate dentro la scheda e lo fate vivere felice.

 

Per farlo:

a) Copiare la cartella C:\WINDOWS\SERVICEPACKFILES su una scheda di capienza adeguata (F:\)

b) Start-> Esegui -> Regedit

c) Percorso: HKEY_LOCAL_MACHINE\Software\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Setup

d) Modificare i valori delle chiavi ServicePackCachePath e ServicePackSourcePath cambiandoli in F:\SERVICEPACKFILES

e) Chiudere RegEdit e riavviare

f) Una volta ripartito WinXP, sfilare la scheda di memoria e riavviare ancora (controllo per sicurezza)

g) Se WinXP riparte di nuovo senza porre problemi, cancellare C:\WINDOWS\SERVICEPACKFILES e custodire con cura la scheda di memoria che ora contiene quelle informazioni potenzialmente vitali.

Col 900 invece della scheda di memoria si può usare l’altro disco rigido, col 700 è un buon modo di recuperare mezzo giga dai 4 disponibili.

Non è utile cancellare direttamente la cartella o spostarla su scheda di memoria senza applicare quelle modifiche di registro: se WindowsXP ne avrà bisogno, infatti, vi chiederà i file mancanti UNO PER UNO, con notevolissima perdita di tempo e pazienza.

Da pochi megabyte fino ad oltre mezzo gigabyte è invece il quantitativo di memoria recuperabile svuotando la cartella C:\WINDOWS\SoftwareDistribution.

SoftwareDistribution è una cartella che cambia moltissimo di dimensione a seconda dell’utente.

Conserva praticamente copia di tutti gli aggiornamenti mai fatti al sistema operativo. Partendo da una versione di Windows integrata con SP3 via Nlite, ovviamente la cartella diventa molto piccola (nel mio caso appena 49Mb), se si installano quintali di aggiornamenti diventa anche lei un mostro mangia-risorse (riportata un’occupazione anche di 790Mb).

In questo caso esiste l’aggravante che non c’è nemmeno il pericolo reale che Windows richieda quei files in futuro.

Per cancellarla in sicurezza bisogna arrestare il servizio Aggiornamenti Automatici, che tiene sotto controllo la cartella in oggetto. Una volta cancellata si può riavviare a mano il servizio.

Queste due procedure combinate, se già importantissime da fare sul modello 900, diventano addirittura vitali sui meno capienti modelli 700, dove permettono di liberare talvolta anche un intero gigabyte sui quattro disponibili.

Il che non è male, direi.