Siamo nel 2008, ormai. Se oggi l’appassionato dell’anime Neon Genesis Evangelion va su Google e cerca “Evangelion e Cabala” è quasi sicuro che prima o tardi approderà ad un lavoro in cui si reinterpreta tutta la trama di Evangelion sotto gli occhi della Cabala ebraica, che fu all’epoca ispiratrice per Hideaki Anno.
E’ un lavoro che, sotto varie forme e con alcune varianti, troverete un po’ ovunque. Incredibile a dirsi, lo troverete in parte anche su Wikipedia. Raramente, e per inciso neanche su Wikipedia, troverete citato il nome dell’autore di quel lavoro.
Cioè io. Claudio Gatta.
Personalmente non me ne importa molto, visto che prima di tutto sono informazioni che non hanno mai portato un quattrino a nessuno (credo) e in secondo momento si tratta di un lavoro di un fan sfegatato quale ero io anni e anni fa, destinato ad un pubblico di equali fan e concepito per essere letto “as is”.
La prima stesura del lavoro risale al 1999, parlai pubblicamente della cosa per la prima volta sul newsgroup it.arti.cartoni nello stesso anno. Il documento, nella sua forma estesa, mi fu “commissionato” da Stefano Poggioli, allora curatore dell’Italian Unofficial Evangelion Site, dopo aver letto appunto il mio intervento su IAC.
Allora, la ricerca fu definita di buona qualità anche dalla Dynamic Italia. Un estratto di essa, infatti, doveva essere pubblicato sul volumetto allegato alla videocassetta 0:7 dell’opera. Ne parlai in ICQ con Shito (al secolo Gualtiero Cannarsi, che oggi lavora con la Hobby Media) e Wismerhill (nickname di altro interno di cui non ricordo purtroppo il nome reale): non se ne fece nulla più che altro per la difficoltà intrinseca di proporre un’interpretazione che comunque Anno non aveva mai ufficialmente appoggiato.
Decine e decine di siti hanno copiato e rimaneggiato il tutto (alla faccia della licenza Creative Commons) senza praticamente dirmi mai niente, ma non me ne sono curato poi tanto. La passione al limite della devozione per un’opera è come l’influenza: viene, ti attacca, ti tiene sotto scacco per un po’, si affievolisce e se ne va. Il tempo passa per tutto.
Oggi reputo Evangelion un anime rappresentativo della produzione nipponica degli anni ’90, a cui attribuisco meriti e difetti: fu il primo a rinvigorire i fasti del genere robottoni dopo il crepuscolo degli anni ’80, creò un movimento di fan con dibattiti al limite della teologia (merito o difetto?), sperimentò e vinse alla verifica del pubblico, che divise fra fan adoranti e critici di fantozziana e potemkiana memoria, fu riscaldato (e lo è tutt’oggi) sotto forma di cento minestre per drenare sempre più denari e nonostante ciò ha lasciato tanta gente in attesa di un incontrovertibile finale chiuso.
Cosa resta allora? Leggo ancora oggi il manga relativo di Yoshiyuki Sadamoto nella sua assurda lentezza editoriale (iniziato nel 1997, forse finirà nel 2009 per un totale di 12-13 volumi in tutto). Occasionalmente lo seguo in televisione nei suoi passaggi su MTV e mi piacerebbe vedere i fansub di Rebuild of Evangelion. Ma non ho mai comprato, per esempio, l’End of Evangelion doppiato in italiano.
Ma comprendo che oggi possano esserci in giro fan come all’epoca lo fui io.
E’ difficile oggi trovare la stesura originale di quella ricerca di 10 anni fa. La si trova a frammenti, inglobata in altri articoli o più o meno largamente manomessa. Ho ritrovato il testo nella sua forma che fu originale del 1999, un vecchissimo RTF residuato su alcuni floppy usciti dal limbo durante il ripulisti di un cassettone. Non entrerò mai nel merito dei contenuti, ma vi garantisco che non ne ho cambiato un solo carattere.
A tanti anni di distanza lo pubblico su un mio sito, con connotazione di ufficialità. Sissignori, quella che seguirà nei prossimi articoli è l’unica e ufficiale versione del lavoro “Evangelion e Cabala”, di Claudio Gatta.
Per preservare il lavoro di un’estate di tanti anni fa.
Buona lettura.
Anche l’At Field può essere inquadrato in un’ottica cabalistica, usando un po’ di logica e l’albero della vita: abbiamo visto come dalla sefirà Keter si sprigioni l’energia divina, un flusso di energia vitale che scorre nei canali dell’albero della vita fino ad arrivare ad ogni sefirà. All’interno di ogni sefirà questa energia si distribuisce e frazione ulteriormente. Alla sefirà Chesed o alla sefirà Ghevurà arriva un grosso quantitativo dell’energia divina, motivo per cui gli angeli possono utilizzarla per mantenersi in vita e creare un campo difensivo che li tiene separati dal mondo circostante.
Uno degli elementi più mistici dell’intera serie: la Lancia capace di trapassare gli At field e di impedire la rigenerazione degli Angeli. Abbiamo visto, quindi, come questa Lancia sia l’unica arma in grado di penetrare gli At field degli angeli e degli Eva. Vorrei però far focalizzare l’attenzione su alcuni elementi. Che sia stata trovata nel Polo sud è ormai ben noto, che sia stata Rei a usarla contro Lilith è ancora più chiaro, ma la domanda resta: da dove è venuta? Chi l’ha creata?
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