Ecco un altro file potenzialmente utile per tutti i colleghi e gli studenti di Fisioterapia. E’ l’elenco di tutti i centri di Fisioterapia convenzionati in Italia.

Il documento è abbastanza vecchio, risale infatti al 2001, ma è completo di indirizzi e contatti dei vari centri.

Sono indicizzati 474 centri di riabilitazione, categorizzati per:

01) Codice regione
02) Codice USL
03) Codice struttura riabilitativa
04) Denominazione struttura riabilitativa
05) Indirizzo struttura riabilitativa
06) CAP struttura riabilitativa
07) Nome Comune struttura riabilitativa
08) Sigla provincia struttura riabilitativa
09) Prefisso struttura riabilitativa
10) Telefono struttura riabilitativa
11) Mese apertura struttura riabilitativa
12) Anno apertura struttura riabilitativa
13) Mese chiusura struttura riabilitativa
14) Anno chiusura struttura riabilitativa
15) Tipo struttura riabilitativa

L’elenco è disponibile per il download, di seguito.

Elenco centri di Riabilitazione ed. 2001 (141)

ebm riabilitazione

IMPORTANTE: La presentazione PowerPoint della lezione è sotto licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License. Le immagini in essa contenuta sono sotto Copyright dei rispettivi autori ed utilizzate a fini didattici, secondo le modalità previste dal “Fair-Use” di opere intellettuali.

Autore: Claudio Gatta

Titolo: Introduzione alle Evidenze in Riabilitazione

Diapositive: 73

Introduzione: PowerPoint della lezione da me tenuta oggi (26 maggio 2008) agli studenti del I anno del Corso di Laurea in Fisioterapia presso l’A.O.R.N. Monaldi. La lezione ha avuto come argomento l’introduzione al problema delle evidenze in riabilitazione. Sono state presentate la nascita dell’EBM, con relative definizione di base, l’approccio in autoapprendimento, il problema dei quesiti clinici, il modello PICO, i problemi specifici dell’applicazione dell’EBM alla riabilitazione, la gerarchia delle evidenze/raccomandazioni e i vari tipi di studio scientifico (dalle revisioni sistematiche ai case-report), le fonti di aggiornamento e il problema della disseminazione delle evidenze. La lezione è liberamente scaricabile da questo sito cliccando sul link di seguito.

Segue l’indice dei contenuti.

01) Introduzione
02) Efficacia ed Efficienza
03) Corrente continua (galvanica)
04) Evidence Based Medicine (EBM): presupposti
05) EBM: nascita e definizione
06) La riabilitazione nell’EBM
07) L’autoapprendimento
08) L’approccio EBM
09) Porsi il quesito clinico
10) Il modello PICO
11) Le evidenze in riabilitazione
12) I presunti ostacoli
13) I veri problemi
14) Le fonti di informazione
15) Studi scientifici: denominazioni
16) Gerarchia degli studi e livelli di evidenza
17) Il caso-controllo
18) Lo studio di coorte
19) Il trial clinico randomizzato
20) Lo studio trasversale
21) Il case-report
22) Le revisioni sistematiche
23) La Cochrane Collaboration
24) Linee guida
25) Le banche dati biomediche
26) Limiti dei trattati e delle riviste
27) Limiti dell’EBM: la zona grigia
28) Informazione ai pazienti e disseminazione
29) Conclusioni

Claudio Gatta - Introduzione al problema dell'Evidenza in Riabilitazione (43)

elettrostimolatori

IMPORTANTE: La presentazione PowerPoint della lezione è sotto licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License. Le immagini in essa contenuta sono sotto Copyright dei rispettivi autori ed utilizzate a fini didattici, secondo le modalità previste dal “Fair-Use” di opere intellettuali.

Autore: Claudio Gatta

Titolo: Elettrostimolatori: comprensione dei segnali

Diapositive: 49

Introduzione: propongo oggi la presentazione PowerPoint della lezione da me tenuta agli studenti del I anno del Corso di Laurea in Fisioterapia presso l’A.O.R.N. Monaldi. La lezione ha avuto come argomento la comprensione dei segnali in elettroterapia, con accenni all’elettronica degli elettrostimolatori. La lezione presenta i vari tipi di segnale oggi disponibili in elettroterapia, con le relative indicazioni d’uso. La parte pratica della lezione ha previsto il disassemblaggio di un dispositivo palmare per uso sportivo (modello Gold-Hand 502), per rendere partecipi gli studenti della struttura concettuale di base di un elettrostimolatore e per istruire gli stessi alla lettura e interpretazione delle specifiche di un apparecchio per elettroterapia. La lezione è liberamente scaricabile da questo sito cliccando sul link di seguito.

Segue l’indice dei contenuti.

01) Definizioni (anodo/catodo, corrente elettrica e parametri, tempo attivo, frequenza, periodo, treno, reobase, cronassia, accomodamento)
02) Tetanizzazione
03) Corrente continua (galvanica)
04) Corrente rettangolare
05) Corrente alternata
06) Corrente faradica
07) Correnti triangolari, esponenziali, triangolo-esponenziali
08) Assorbimento dei farmaci nella ionoforesi
09) Correnti diadinamiche monofase e difase
10) Correnti diadinamiche corto periodo, lungo periodo, sincopate
11) Correnti interferenziali
12) Teoria del Cancello (Gate Control Theory)
13) Corrente TENS tradizionale ed endorfinica
14) Corrente neofaradica
15) Corrente rettangolare bifasica
16) Corrente triangolare monofasica e bifasica
17) Corrente rettangolare monofasica asimmetrica compensata
18) Corrente di Kotz
19) Mappe dei punti motori e muscoli correlati
20) Parte pratica: disassemblaggio di un elettrostimolatore
21) Elettronica di base degli elettrostimolatori
22) Leggere le specifiche tecniche

Claudio Gatta - Terapia Fisica - Elettrostimolazione (29)

diabeteTESINA IN FARMACOLOGIA

Documento pubblicato sotto Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.

Autore: Claudio Gatta

Titolo: IL DIABETE MELLITO E LA TERAPIA FARMACOLOGICA

Pagine: 18

Il documento è disponibile per il download.

Introduzione (in extenso): Il diabete mellito è una delle malattie metaboliche più diffuse (tra i bambini e gli adolescenti è certamente la più comune: in Italia i portatori della malattia sono circa 20000). Il termine diabete deriva dal greco diabetes e significa passare attraverso. Uno dei segni clinici più distintivi di tale patologia è, infatti, la presenza di zucchero nelle urine, che vi giunge attraverso il rene quando la sua concentrazione nel sangue supera un certo valore. A questo termine è stato aggiunto mellito in quanto le urine, proprio per la presenza di zucchero, sono dolci e, anticamente non c’era altra possibilità diagnostica che assaggiarle!

Oggi il termine è tuttora valido in quanto serve a distinguere questo diabete da un’altra malattia detta diabete insipido, anche se quando si parla semplicemente di diabete s’intende il diabete mellito. Il Diabete Mellito è una condizione caratterizzata da un patologico aumento della concentrazione di glucosio nel sangue. Responsabile di questo fenomeno è un difetto assoluto o relativo di insulina, ormone secreto dalle insule di Langherhans del pancreas ed indispensabile per il metabolismo degli zuccheri.

Nel giugno del 1997, un comitato internazionale di esperti ha rilasciato un comunicato contenente le nuove raccamondazioni per la classificazione e la diagnosi del diabete mellito. Queste nuove raccomandazioni sono il risultato di più di un anno di collaborazione tra esperti della American Diabetes Association e della Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). L’uso dei sistemi di classificazione e dei criteri diagnostici standardizzati facilita un linguaggio comune tra pazienti, medici e gli altri professionisti e scienziati.

INDICE

Introduzione
Classificazione precedente
Cambiamenti nel sistema di classificazione
Sintomi
Nuovi criteri diagnostici per il Diabete Mellito
Emoglobina glicata
Impatto del nuovo criterio diagnostico
Principali complicanze del Diabete Mellito
I cani di Banting e Best: l’insulina
Terapia Insulinica
Terapia Insulinica: effetti collaterali
I farmaci ipoglicemizzanti orali
Le Sulfoniluree
Le Biguanidi
Altri farmaci ipoglicemizzanti
La crisi ipoglicemica
Conclusioni
Appendice
Bibliografia

Claudio Gatta - Il diabete mellito e la terapia farmacologica (29)

cervelloIn ambito riabilitativo le metodiche di trattamento dei disturbi neuromotori sono numerose e possono essere suddivise due gruppi:

- Sincroniche: sfruttano la reazione stimolo-risposta sfruttando meccanismi riflessi; tra queste Vojta, Bobath, Kabat. Caratteristiche: informazioni non coscientizzate, uso di riflessi associati, progressione prossimo-distale, linguaggio come rinforzo, globalità anatomica;

- Diacroniche: si basano sulla rielaborazione corticale delle afferenze in modo da adattare il movimento all’ipotesi percettiva proposta (ambiente); tra queste la più esemplificativa è la metodologia dell’ETC. Caratteristiche: informazioni coscientizzate, progressione disto-prossimale, elaborazione di ipotesi percettive, linguaggio come segnalazione, globalità funzionale;

Secondo il punto di vista che fa capo alla teoria cognitiva la riabilitazione è un processo di apprendimento in condizioni patologiche, dove per apprendimento s’intende la stabilizzazione selettiva di determinate connessioni sinaptiche ed eliminazione di altre.

Nel paziente emiplegico gli ostacoli che si oppongono al normale processo di apprendimento sono rappresentati dal suo specifico motorio patologico:

• Reazione abnorme allo stiramento (accentuazione del riflesso miotatico fasico)
• Irradiazione (comparsa di contrazioni muscolari involontarie in seguito a sforzo, anche minimo)
• Deficit di reclutamento di unità motorie (ridotta capacità di regolare quantitativamente e qualitativamente il reclutamento di unità motorie)
• Emancipazione di schemi elementari (schemi di movimento sottocorticali che prima erano inibiti dall’attività corticale)

Alle componenti dello specifico motorio si possono associare deficit che richiedono un più complesso trattamento neuropsicologico come l’emisomatoagnosia (conseguenza di estesa lesione della corteccia temporo-parieto-occipitale dx), l’afasia (in caso di lesione dell’emisfero dominante sx), turbe dello stato di coscienza (da stato soporoso a coma) e disturbi cognitivi (deficit di attenzione e memoria).

Vado a proporre un documento in cui viene illustrato, preceduto da una breve introduzione alla metodica, l’utilizzo di tutti i sussidi della metodica ETC (Esercizio Terapeutico Conoscitivo, messo a punto da Carlo Perfetti). Può essere scaricato cliccando sul link di seguito.

I sussidi nella metodica ETC. (60)

scimmiaL’Autrice di questa utilissima guida è la Dott.ssa Stefania Consigliere, del Dipartimento di Scienze Antropologiche dell’Università degli Studi di Genova. Posso condividere con voi solo la revisione dell’agosto 2005.

Il sito Dipartimento da cui dovrebbe essere accessibile (CLICCA QUI) per motivi a me ignoti, pur avendo il link al documento sulla pagina, continua a rifiutare il download. Lo scopo della condivisione è quindi quello di creare un collegamento alternativo per scaricare la guida, che ai tempi della mia tesi fu fondamentale per darmi il bagaglio di minima di strumenti metodologici, liberandomi dalla “Sindrome della Scimmia che Batte a Macchina”, ovvero cominciare a scrivere praticamente a caso, al motto di quel che sarà, sarà.

Se qualcuno riuscisse a procurarsi una revisione successiva a quella proposta, me lo faccia sapere via e-mail o commento.

Al solito, potete scaricare il documento in formato PDF di seguito.

Introduzione (in extenso): Queste note servono di supporto a chi si trovi per la prima volta a fare una tesi, o una tesina, di laurea. Il presupposto da cui partono è che il lavoro di ricerca e di scrittura che una tesi presuppone può essere, se fatto con criterio, un’esperienza estremamente ricca e, nei casi più fortunati, anche una buona occasione di crescita soggettiva.

Si tratta di una maturazione è cognitiva e disciplinare, senz’altro, ma spesso anche emotiva: le ricerche fatte bene, infatti, comportano sempre anche la trasformazione del ricercatore che, nel misurarsi con nuovi dati, nuove teorie e nuovi modi di vedere e di leggere il mondo è chiamato a fare una scelta, a prendere parte, a pronunciarsi – e a spiegare il perché delle proprie scelte.

A testimonianza di ciò sta il fatto che, molto spesso, il periodo in cui si fa ricerca per la stesura della tesi corrisponde è puntellato da una serie di crisi: attimi di panico, isteria, lacrime, monomania. Niente di grave, naturalmente e, soprattutto, niente di patologico: sono solo gli effetti della trasformazione in corso, l’esito di un processo che, se ben condotto, dovrebbe finalmente trasformare uno studente in un ricercatore. (Fatelo presente anche a genitori preoccupati e amici perplessi: non siete impazziti, state solo facendo ricerca.)

Ovviamente, non esistono regole valide per tutti e da un certo punto di vista ciascuno è storia a sé. Nondimeno, ci sono alcune fasi «tipiche», che molti incontrano, e diversi dubbi ricorrenti, che si presentano durante il lavoro di ricerca e di stesura dell’elaborato. Come Dante che si avventura agli inferi, la prima cosa di cui avete bisogno è una guida esperta del terreno: questo è, né più né meno, il ruolo del vostro relatore, e niente lo può sostituire. Per questa ragione, la prima raccomandazione da fare è questa: non esitate mai a chiedere consiglio a chi vi siete scelto come guida: fatevi risolvere tutti i dubbi, non esitate a manifestare le perplessità, non fatevi scrupolo di porre tutte le domande che vi girano per la testa. Anche quelle che vi sembrano stupide, perché il vecchio adagio è sempre valido: nessuno nasce imparato.

Se poi, dopo esservi fatti spiegare tutto il possibile sui paralogismi in Kant o sulla vita sociale degli opilionidi, non ve la sentite di chiamarla/o anche per chiedere come mettere le virgole, queste note fanno per voi. Si tratta consigli tutto sommato banali, che tuttavia possono essere utili per non perdere delle mezze giornate attorno a questioni di forma.

Stefania Consigliere - Note su come scrivere una tesi di laurea (19)

legge 626

Visto che è un ricorrente tema d’attualità, propongo oggi un interessante documento introduttivo degli aspetti principali del D.L. 626/94 sulla sicurezza sul lavoro, in forma non tecnica e discorsiva e con particolare riguardo al comparto Sanità, alla portata anche di coloro che non avessero pratica col “legalese”. Il documento nella sua forma completa è liberamente scaricabile in fondo all’articolo.

Sommario
Il Decreto legislativo n.626 del 19 settembre 1994 (pubblicato sul Supplemento ordinario della Gazzetta Ufficiale il 12 novembre 1994) recepisce in Italia otto direttive della CEE finalizzate a promuovere la salute e la sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro. Il Decreto modifica lo scenario normativo che è alla base di tutta l’attività di prevenzione negli ambienti di lavoro. Attualmente si assiste ad un trasferimento di autonomia, fiducia e responsabilità ai datori di lavoro. La filosofia della prevenzione è dunque cambiata e ora spetta alle aziende la responsabilità di individuare e valutare i rischi per la salute e la sicurezza, ma soprattutto di programmare e di gestire le misure di prevenzione, di coinvolgere i lavoratori nel processo valutativo, di informarli e formarli, di assicurare una adeguata sorveglianza medica dove è necessario.

INDICE DEI PARAGRAFI DEL DOCUMENTO:

01) Cos’è il decreto legislativo 626 del 19 settembre 1994
02) A chi si applica la legge?
03) Di quali aspetti si occupa la nuova legge?
04) Il nuovo sistema aziendale per la sicurezza
05) Come funziona il nuovo sistema di sicurezza
06) Cosa si deve fare per garantire un ambiente di lavoro sicuro?
07) La valutazione dei rischi nell’ambiente di lavoro
08) Valutazione dei rischi: un sistema utile all’impresa
09) Cosa deve contenere il “Documento”?
10) Servizio di prevenzione e protezione
11) Quando deve esistere un servizio aziendale di prevenzione e protezione?
12) Il “Medico Competente”
13) La sorveglianza sanitaria
14) Ci sono novità anche negli obblighi dei lavoratori?
15) Cosa deve sapere il lavoratore?
16) In cosa consiste la formazione dei lavoratori?
17) Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza
18) Le emergenze
19) Altri adempimenti
20) L’organo di vigilanza: cenni storici
21) Cosa succede in caso di violazione delle norme?
22) Principali scadenze
23) Passi per l’attuazione

Cos'è il Decreto Legislativo 626 del 19 settembre 1994 (17)

tesi camarda federico

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Autore: Federico Camarda (in foto, durante un trattamento)

Titolo: LA RIEDUCAZIONE MOTORIA CON ESERCIZIO TERAPEUTICO CONOSCITIVO NEI PAZIENTI AFFETTI DA SCLEROSI MULTIPLA

Pagine: 71

Introduzione (in extenso): La Sclerosi Multipla è una malattia cronica e progressiva del Sistema Nervoso Centrale, con esito spesso ineluttabilmente invalidante, che colpisce abitualmente i giovani fra i 20 e i 40 anni.

La ricerca scientifica ha consentito di conoscere meglio il meccanismo di soppressione della mielina, di capire in dettaglio il funzionamento del sistema immunitario e quindi di individuare delle più valide possibilità terapeutiche.

La terapia riabilitativa è da sempre proposta come presidio utile e dovuto al paziente con sclerosi multipla. É infatti universalmente indicata come capace di migliorare la qualità della vita del paziente promuovendone l’autonomia. É altresì doveroso affermare, che tale indicazione terapeutica, proposta senza ulteriori e più mediate precisazioni, presenta il rischio di accreditare un repertorio molto vasto di interventi, alcuni dei quali, per la loro genericità sicuramente inefficaci.

Proporre un trattamento infruttuoso è ancora più grave in ragione della presenza del sintomo “fatica”, che obbliga ad un intervento quanto più oculato possibile, onde evitare frustrazioni nonché una inutile dispersione di preziose risorse.

Con questo mio lavoro mi propongo di inquadrare la patologia in una prospettiva diversa, alla luce delle più attuali conoscenze maturate in ambito riabilitativo. In questi anni si è realizzato un percorso di rinnovamento, che ha messo a punto nuove metodologie di avanguardia come l’ “Esercizio Terapeutico Conoscitivo” indispensabile ausilio nell’affrontare quella sfida che la sclerosi multipla rappresenta.

In passato riabilitare un disabile cronico significava forzare il suo stato di malato, perchè fosse quanto più possibile conforme alla “normalità”, svalutando la diversa identità maturata nello stato di malattia.

Oggi riabilitare un disabile cronico vuol dire innanzitutto impostare una rieducazione volta allo sviluppo di competenze, ad una valorizzazione delle risorse e ad un incremento delle capacità adattive del soggetto.

L’essere umano è perfetto nelle sue imperfezioni e ha in se la chiave per aprire qualsiasi porta, la tenacia, la voglia di non arrendersi, la fiducia, e l’amore per la vita, che nessuna malattia deve mai portare via.

La tesi è disponibile per il download, di seguito.
Federico Camarda - La rieducazione motoria con esercizio terapeutico conoscitivo nei pazienti affetti da sclerosi multipla (72)

anca

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Autore: L’Autore, pur acconsentendo alla pubblicazione della tesi sul sito, ha deciso di restare anonimo.

Titolo: RIABILITAZIONE PRECOCE POST-OPERATORIA DEL PROTESIZZATO D’ANCA

Pagine: 81

Introduzione (sunto automatico 75%):

In Italia si è registrato, durante l’ultimo decennio, un aumento significativo del numero di interventi di artroprotesi d’anca che, secondo le schede di dimissione ospedaliera del ministero della Salute, si aggirano intorno agli 80.000 interventi l’anno. Il fatto che l’intervento di sostituzione protesica d’anca costituisca una soluzione sempre più diffusa è imputabile sia alle moderne tecniche chirurgiche e bioingegneristiche, sia alla condizione demografica nazionale. L’altro importante motivo del frequente ricorso alla soluzione chirurgica è dovuto agli altissimi livelli di efficienza raggiunti dagli impianti protesici e dalle moderne metodiche chirurgiche che consentono di ottenere in economia la remissione della sintomatologia dolorosa e creano il presupposto fondamentale sul quale elaborare il programma riabilitativo, determinando il radicale miglioramento della qualità della vita.

La mia personale esperienza, maturata presso il reparto di Ortopedia dell’Azienda Ospedaliera Vincenzo Monaldi, si pone sulla stessa linea dei dati appena enunciati. L’intervento riabilitativo post-operatorio richiede costantemente un trattamento che sia personalizzato per ciascun paziente e che sia frutto dell’integrazione multidisciplinare da parte di vari specialisti; il modo migliore per soddisfare questa esigenza di approcciarsi al paziente in maniera “globale” e non “settoriale”, come troppo spesso accade, è rappresentato dalla compilazione della cartella riabilitativa.Quest’ultima deve rappresentare uno strumento in grado di tracciare un profilo del paziente dal punto di vista riabilitativo, chiarendo le strategie dell’intervento riabilitativo e fornendo una univoca dimostrazione di efficienza, intesa come la capacità di raggiungere l’outcome previsto nel modo più rapido ed economico possibile, attraverso l’evidenza scientifica.

Inoltre, è innegabile che tale cartella possa in qualche misura contribuire a valorizzare l’attività del riabilitatore alla luce delle necessità emerse dalle LINEE GUIDA NAZIONALI PER LA RIABILITAZIONE (D.M. 7/5/1998). Il buon esito degli interventi diretti al paziente protesizzato viene valutato in termini di raggiungimento della migliore qualità della vita sul piano fisico, funzionale e sociale, e con la minor restrizione possibile delle proprie scelte operative; tutto ciò viene identificato col termine di Outcome Globale ed è la risultante dell’insieme degli outcome specifici alle varie figure professionali costituenti l’equipe riabilitativa. Il progetto riabilitativo, elaborato dall’equipe, definisce gli obiettivi (immediati, a breve e lungo termine), i tempi previsti, le misure di esito (metodi di verifica degli interventi), le aspettative e le priorità del paziente, dei suoi familiari e del team riabilitativo; il programma riabilitativo stabilisce le aree di intervento specifiche, gli obiettivi, i tempi, le modalità e le verifiche relative alla specifica disciplina che, in sinergia con le altre, contribuisce al trattamento globale del paziente.

La tesi e la relativa presentazione PowerPoint sono disponibili per il download.
Anonimo - Riabilitazione precoce post-operatoria del protesizzato d'anca (48)
Riabilitazione precoce post-operatoria del protesizzato d'anca (PPT) (47)

tesi roberto gatta

IMPORTANTE: La tesi e la relativa presentazione PowerPoint sono pubblicate su questo sito con l’autorizzazione dell’Autore. La tesi e la relativa presentazione PowerPoint sono sotto licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.

Autore: Roberto Gatta

Titolo: La Riabilitazione Pre e Post-Operatoria in Chirurgia Toracica

Pagine: 105

Introduzione (sunto automatico 50%):

La fisioterapia nel trattamento delle affezioni dell’apparato respiratorio è un problema che ha sollevato interesse specialmente in Inghilterra ed in Svezia, di pari passo con i progressi della chirurgia toracica e con l’evoluzione delle conoscenze della fisiopatologia respiratoria. Le prime osservazioni sui risultati positivi della ginnastica respiratoria risalgono alle esperienze del Brompton Hospital di Londra: da qui si diffusero successivamente, seppure con notevole lentezza.

D’altra parte le possibilità terapeutiche della ginnastica respiratoria nel periodo pre e postoperatorio e nel trattamento medico delle varie affezioni dell’apparato respiratorio sono legate alle acquisizioni della fisiopatologia respiratoria, acquisizioni che hanno permesso a questa disciplina di allontanarsi sempre più dall’empirismo per imboccare la strada di una vera e propria “scienza riabilitativa”.

La conoscenza esatta delle turbe della funzione respiratoria ai vari livelli è indispensabile per poter stabilire le indicazioni e le controindicazioni della fisioterapia respiratoria. Le finalità della fisioterapia respiratoria sono la cura delle affezioni primitive del torace e dell’apparato respiratorio e la profilassi del danno secondario. A tal fine sono stati utilizzati, oltre ai mezzi che fanno parte del¬la chinesiterapia generale (ginnastica medica, massaggio) altri che sono specifici di questa branca (disostruzione delle vie aeree, ventilazione meccanica). La ventilazione meccanica si renderà indispensabile solo laddove le strutture periferiche della ventilazione risulteranno incapaci a mantenere una ventilazione sufficiente. L’allenamento allo sforzo rappresenta infine il momento culminante del trattamento riabilitativo respiratorio, contribuendo a realizzare lo scopo ultimo della riabilitazione, che si prefigge il recupero del disabile respiratorio nella sua capacità fisica, sociale e spesso economica e lavorativa.

Non può essere dimenticato quanta importanza ha nel trattamento fisioterapico la partecipazione attiva e la collaborazione del malato alla sua rieducazione respiratoria e la necessità perciò della sua preparazione psicologica, necessaria a prevenire o estinguere lo stato d’ansia, così frequente nell’insufficiente respiratorio e nel malato che deve essere sottoposto ad interventi chirurgici sul polmone e sul cuore. Per quanto riguarda le indicazioni chirurgiche della fisioterapia respiratoria, queste interessano la chirurgia del torace in generale e quindi gli interventi di exeresi polmonare, di cardiochirurgia, di chirurgia del diaframma e dell’esofago (sia come pratica preoperatoria profilattica che come rieducazione funzionale postoperatoria, in quanto mezzo valido a prevenire e curare le complicanze).

Questo concetto risulta da tempo superato: già nel lontano 1974 la Pulmonary Rehabilitation Committee of the American College of Chest Physicians conia il nuovo termine Riabilitazione Polmonare definendo quest’ultima come “un’arte della pratica medica in cui un programma individualizzato e multidisciplinare è formulato attraverso un’accurata diagnosi; la terapia, il supporto emozionale ed educazionale stabilizzano o fanno regredire la fisio e psicopatologia della malattia polmonare e tentano di riportare il paziente alla più alta capacità funzionale possibile consentita dal suo handicap respiratorio e dalla sua situazione di vita complessiva”. Questa definizione conferma ed estende la precedente aggiungendo l’importante aspetto educazionale al fine di promuovere la gestione della malattia da parte del paziente e della sua famiglia e sottolinea la necessità di fornire al paziente strumenti che lo rendano indipendente nella cura.

La tesi e la relativa presentazione PowerPoint sono disponibili per il download.
Roberto Gatta - La Riabilitazione Pre e Post-Operatoria in Chirurgia Toracica (48)
Roberto Gatta - La Riabilitazione Pre e Post-Operatoria in Chirurgia Toracica (PPT) (31)