feb
13
L’ A.T. Field
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Anche l’At Field può essere inquadrato in un’ottica cabalistica, usando un po’ di logica e l’albero della vita: abbiamo visto come dalla sefirà Keter si sprigioni l’energia divina, un flusso di energia vitale che scorre nei canali dell’albero della vita fino ad arrivare ad ogni sefirà. All’interno di ogni sefirà questa energia si distribuisce e frazione ulteriormente. Alla sefirà Chesed o alla sefirà Ghevurà arriva un grosso quantitativo dell’energia divina, motivo per cui gli angeli possono utilizzarla per mantenersi in vita e creare un campo difensivo che li tiene separati dal mondo circostante.
Perché l’essenza dell’At field è in definitiva questa: mantenere separate le varie entità ed evitare il tantai, che avviene quando l’anti-At Field, rappresentato dalla Rei fantasma dell’End of Evangelion, entra in azione. Ma al livello Malkut, quello degli uomini, l’energia che arriva è gia poca di per sé, e per di più viene divisa fra tutti gli uomini. L’energia individuale che ognuno di noi conserva diviene così appena sufficiente per mantenerci separati uno dall’altro. Sappiamo anche che Shinji si evolve e risale le sefirot, ed anche possibile individuare un momento in cui, dopo uno scatto evolutivo, Shinji ha un picco di At Field.
Quando viene, infatti, assorbito dall’unità 01, si fonde con l’LCL perdendo la sua forma fisica. Se non avesse avuto un picco, il suo At Field non sarebbe più stato capace di farlo tornare dallo stato immateriale in cui era.
feb
12
La Lancia di Longino
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Uno degli elementi più mistici dell’intera serie: la Lancia capace di trapassare gli At field e di impedire la rigenerazione degli Angeli. Abbiamo visto, quindi, come questa Lancia sia l’unica arma in grado di penetrare gli At field degli angeli e degli Eva. Vorrei però far focalizzare l’attenzione su alcuni elementi. Che sia stata trovata nel Polo sud è ormai ben noto, che sia stata Rei a usarla contro Lilith è ancora più chiaro, ma la domanda resta: da dove è venuta? Chi l’ha creata?
Certamente si tratta di un opera non umana. In luce di ciò la Lancea Longinus (in Eva c’è un piccolo errore: questa lancia si deve chiamare Lancea Longini e non Lancia Longinus, ma è una cosa da niente, in fondo) può essere ricondotta solo a due possibili origini: quella aliena e quella (più plausibile) divina. Abbiamo visto come Anno abbia usato elementi dello Zohar, dell’Alphabet, della Bibbia, scegliendoli un po’ a caso e poi solo in un momento successivo pensando a come farli quadrare fra di loro. La LL va chiaramente ricondotta alla Bibbia, anche se nella versione di Eva viene ulteriormente arricchita di mistero, arrivando nel film addirittura a far nascere il sospetto che sia stata lei, la Lancia, a portare la vita sulla Terra e a portarsela via innescando, con le sue copie, il Third Impact. Perché abbia le capacità di bucare gli at field con relativa facilità e abbia il potere di inibire la rigenerazione degli angeli rimane uno dei misteri di Eva a cui è forse possibile rispondere solo basandosi sui testi cabalistici usati a suo tempo da Anno.
Cominciamo ora i nostri collegamenti mistico-logici: la Lancia Longinus è stata usata nel 33dC per aprire il costato dello stesso Cristo. La Lancia si è quindi intrisa del sangue contenente vita e conoscenza. Sono forse proprio i residui di quel sangue che permettono all’arma di bucare gli at field? La domanda ha una sua risposta: no.
No perché altrimenti non si potrebbe spiegare la stessa capacità presente anche nelle copie della LL, sicuramente non asperse di sangue di Cristo. Il mistero sembra permanere, se non si va a guardare la particolare forma avvitata che prende la Lancia in vicinanza o in contatto con un At field. Una rappresentazione di una Lancia simile per dimensioni, forma e struttura l’ho vista in alcuni volumi appartenenti ad un sacerdote, zio di un mio amico. La Lancia era mantenuta da un demone nell’atto di suppliziare un gruppo di dannati. Quale la relazione?
La forma della Lancia è il suo vero segreto. Una forma avvitata a spirale, un serpente che di nuovo vuole danneggiare chi porta dentro di sé uno dei due frutti: l’uomo, col frutto della conoscenza e gli angeli, col frutto della vita. Si spiegano così due cose: la prima sta nel come ha potuto la SEELE creare delle copie, la seconda sta nel perché la LL inibisce la ricrescita degli angeli. E’ possibile credere che la Lancia “mangi” i tessuti rigenerati degli Angeli (nella Bibbia il serpente viene condannato a essere pestato dall’uomo, interpretabile come essere usato da esso, nel caso della LL, e a mordere il tallone di chi lo pesta: la relazione mordere-mangiare mi sembra evidente… forse attraverso questa proprietà la LL conserva tutto il rancore delle serpi da cui prende forma).
feb
11
La SEELE
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Incredibile ma vero, sfogliando i testi della cabala si possono addirittura trovare riferimenti sulla Seele. In particolare si possono trovare dei riferimenti per quanto riguarda il suo simbolo (i 7 occhi): esistono 2 interpretazioni che è possibile dare al simbolo di questa organizzazione e ora le vedremo nel dettaglio.
1. I sette occhi corrispondono ai sette occhi del volto di Dio e ai 7 occhi di Lilith. Questa prima ipotesi è avvalorata dal fatto che Tabris chiama Lilims gli umani, considerandoli di fatto figli non del “vero Dio” e quindi non a sua immagine e somiglianza, somiglianza che hanno Lilith e Adam. Il fatto che poi i cloni di Lilith, le unità Eva, abbiano meno di sette occhi è probabilmente da imputare ad una manipolazione genetica operata dalla Nerv (ipotesi più che possibile, se sono stati capaci di fondere il Dna di Yui con quello di Lilith).
2. I sette occhi rappresentano le mente dei sette saggi depositari della Torah e quindi “osservatori” dei loro tempi. Questa altra ipotesi porta a suo supporto il seguente piccolo passo tratto dallo Zohar: << Allora Rabbi Sim’on si alzò e disse: “Sovrano dell’Universo! Rabbi Ishaq è illustre fra noi, per così dire egli è uno dei sette occhi sul mondo”.>>
Personalmente ritengo che siano valide ambedue le ipotesi e che, come sempre, la verità si trovi nel mezzo (volendo intendere che il simbolo della Seele rappresenta sia una che l’altra ipotesi).
feb
9
Gli Angeli (terza parte)
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IL TREDICESIMO ANGELO: BARDIEL
Bardiel, l’angelo che prende possesso dell’Unità03, uno dei più forti. Prende il nome di “angelo della grandine”, ma viene anche chiamato “condottiero dei fulmini”. Bardiel è uno dei sette grandi arcangeli (allo stesso livello dell’arcangelo Gabriele e dell’arcangelo Michele), uno dei comandanti serafini, principe del secondo cielo. Questo fa di lui il comandante del segno zodiacale dello Scorpione. Nella storia fu responsabile della piaga della grandine di fuoco. Il fatto che Bardiel sia l’angelo del fulmine e il fatto che Bardiel attacchi l’Unità03 mentre si trovava in una nuvola carica di pioggia, che il super jet della NERV attraversa imprudentemente, dimostrano quanto possano essere valide le interpretazioni date dalla Cabala ad Eva.
IL QUATTORDICESIMO ANGELO: ZELIEL chiamato anche ZERUEL
Il “braccio di Dio”, Zeliel. E’ ben conosciuto come angelo guerriero, dotato della pura forza e della proprietà di essere l’unico angelo ad essere al livello di evoluzione “Ghevurà” (forza e rabbia) anziché “Chesed” (amore disinteressato e puro). Usa il fuoco e la forza fisica come arma. Nella cronaca della Bibbia si occupò di annientare Sodoma e Gomorra e portarle alla perdizione. E’ da notare come la Bibbia non citi praticamente mai i nomi degli angeli, che vanno invece ricercati nei testi ebraici e intertestamentali (cioè scritti dopo la stesura del Vecchio Testamento e prima del Nuovo Testamento, ma declassati dalla Chiesa Cristiana). Con la sua venuta si capisce che si è vicini alla fine: stanno, infatti, intervenendo i servi diretti di Dio, presagio dell’intervento diretto di Dio stesso, identificabile con Lilith (che ha sette occhi, tanti quanti la tradizione ebraica vuole che ne abbia YHVH, Geova, Dio).
IL QUINDICESIMO ANGELO: ARAEL
Il primo angelo capace di interferire con la mente umana: Arael, il secondo angelo di luce, dopo Adam, il secondo angelo pieno della luce divina, della fulgore iniziale. Conosciuto sia come angelo che come demone, sia come persona che come città (si identifica con Gerusalemme), questa entità domina i venti ed è anche chiamato “Il gran Signore della Terra”. Forse Arael è un angelo decaduto, ma che comunque ha conservato la sua proprietà di portare le punizioni nel mondo inferiore. Governa il segno zodiacale della Vergine.
IL SEDICESIMO ANGELO: ARMISAEL chiamato anche MELACHEL
Il terzo angelo di luce: Armisael. Scende in Terra con la forma a doppia elica tipica della Lancea Longinus. E’ l’angelo preposto a liberarci dalle sofferenze di questo mondo (il suo compito è molto simile a quello di Ramiel, solo che Armisael provoca la morte degli infermi per liberarli dalle loro sofferenze). Ha nell’acqua il suo elemento, governa il segno zodiacale dei Pesci. E’ nocivo alla vita, provoca tutte le malattie che poi diventano contagiose. E’ curioso vedere come l’angelo che libera delle sofferenze decida di liberare dalle sofferenze di una falsa vita proprio Rei, mettendola a faccia a faccia con la realtà e sacrificandosi per liberarla dalle sofferenze di questo mondo. Anche il modo con cui agisce su Rei tiene fede alle sue caratteristiche,
trasmettendole una sorta di malattia (è vero, si tratta di una contaminazione, ma simbolicamente si tratta della malattia finale, che usa la morte per liberarci dalle sofferenze).
IL DICIASSETTESIMO ANGELO: TABRIS
L’ultimo angelo, l’angelo più simile all’uomo, Tabris. Poco da dire su quest’angelo che è nella serie il più importante fra tutti: secondo la Cabala si tratta dell’Angelo dell’Apocalisse, quindi non classificabile fra gli angeli e/o i demoni. Dopotutto Tabris nella serie si comporta come il Cristo del “Vangelo del nuovo secolo”, sacrificando se stesso per la salvezza dell’umanità dopo aver finalmente compreso che l’umanità voleva solo vivere. Una curiosità: Tabris chiama gli uomini Lilims; nella tradizione questo termine sta ad identificare i figli che Lilith ebbe da Adamo, quindi essendo nella serie anche l’uomo figlio di Lilith, come Misato dirà nell’End of Evangelion, la parola Lilim appare quanto mai adatta.
feb
7
Gli Angeli (prima parte)
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IL PRIMO ANGELO: ADAM
Adamo, il primo uomo. Quante volte ne abbiamo sentito il nome, nella Bibbia o comunque negli argomenti della religione cristiana? Molte, forse troppe, al punto che Adam visto con occhi differenti diventa un qualcosa di difficile da comprendere. Ma Adam, rinchiudeva in sé il furore della nascita del mondo, il modo in cui questa luce (ricordiamo che in Eva è un gigante di luce) possa essere rimasta in lui è spiegato dallo Zohar, quando, nel passo che parla per l’appunto della creazione dell’uomo, si trova che la grande luce di Dio aprì le porte dell’Oriente e attraverso un gioco complicato di richiamo fra i 4 punti cardinali, rinchiuse la luce e la grazia in un area che diventa poi il giardino dell’Eden, dove tutto è intriso della luce divina.
IL SECONDO ANGELO: LILITH
Era stata destinata a divenire la moglie di Adamo ancora prima di Eva, ma in un dialogo restato famoso, che verrà fra poco riportato, si ribellò a Dio e a suo marito e divenne la demone per eccellenza, unendosi con Lucifero, principe degli Inferi. Da lei provengono tutti i demoni e gli “omini non del Vero Dio”, ovvero uomini non originati da Dio, ma da lei (vi siete mai posti la domanda sul con chi si fosse unito Caino per avere la sua stirpe se i suoi genitori erano i primi uomini della terra e quindi la popolazione mondiale era composta solo da Adamo, Eva e lui, essendo Abele morto?). Anche nella Bibbia si parla di questi uomini (Gen. 6/2, 6/4) con la quale gli uomini del Vero Dio si unirono, dando progenie. Riporto ora il dialogo con cui si segnò la rottura fra Lilith e Dio.
Adam e Lilith non trovarono mai pace insieme, per quando lui desiderava mentire con lei: “Perché devo mentire al di sotto di te?” lei chiese. “Io anche fui creata dalla polvere, e sono quindi a te eguale”. Dato che Adam tentò di costringerla all’obbedienza con la forza, Lilith, in collera, pronunciò il magico nome di Dio, si levò in aria e lo lasciò. Adam si lamentò con Dio: “Io sono stato abbandonato dalla mia compagna”. Allora Dio mandò gli angeli Senoy, Sansenoy e Semangelof ad andare a prendere Lilith e farla tornare. “Torna da Adam senza ulteriore indugio”, dissero gli angeli, “o noi dovremo annegarti”. Lilith chiese: “Come posso tornare da Adamo e vivere come una onesta moglie di casa, dopo il mio soggiorno accanto al Mar Rosso?” “Sarà la morte il tuo rifiuto!”, risposero. “Come posso morire?”, Lilith replicò. “Non sapete che io sono stata creata per lo scopo di indebolire e punire i bambini, gli infanti, i neonati. Io ho potere su di loro fino a che essi non hanno otto anni se ragazzi, dodici anni se ragazze.
“E quando i tre angeli ascoltarono le sue parole, essi desiderarono di affogarla con la forza, ma lei li implorò di lasciala alla sua vita, e loro ceddero. Lilith in due visioni della Bibbia Lei giurò loro nel nome del Dio vivente che ogni volta che lei fosse venuta e avesse visto i nomi o le immagini o le facce di questi angeli, Senoy, Sansenoy e Samangelof sopra un amuleto o un cammeo nella stanza in cui c’era un infante, lei non lo avrebbe toccato. Ma dato che lei non fece ritorno da Adam, ogni giorno 100 dei suoi stessi figli o spiriti o demoni muoiono. >>
La leggenda di Lilith può essere trovata nell’Alphabetum Siracidis.
IL TERZO ANGELO: SACHIEL
Il primo angelo ad essere visto nella serie Tv, prende il nome di “rivestimento di Dio”. Sachiel è un angelo cherubino, uno dei due angeli cherubini posti, con le loro lunghe lance di fuoco (Gen. 3/24) alla difesa del Giardino dell’Eden. Molto probabilmente non si tratta di un caso che Sachiel anche nella serie Tv sia armato con una lunga lancia di luce e fuoco. Comunque, Sachiel, secondo gli scritti, vive nel primo cielo e lo presidia da Giove. Qualcun altro, non molto realisticamente, crede che Sachiel sia un angelo decaduto che ora serve quattro sottoprincipi della gerarchia dell’Inferno.Il suo giorno è il Giovedì.
IL QUARTO ANGELO: SHAMSHEL, chiamato anche SHAMUSIEL
Questo angelo, dalla forma molto curiosa che richiama a grandi linee un calamaro, prende il nome di “forza solare di Dio”. E’ padrone e preservatore del quarto cielo, serve Dio come guardiano aggiuntivo dell’Eden ed è detto che sia uno dei principali soccorritori dell’arcangelo Uriel. Nonostante ciò, per una minoranza Shamshel è un angelo decaduto che portò ai mortali il segreto dell’astrologia e del Sole. E’ da notare che Shamshel abbia come arma lunghe fruste che ricordano nell’aspetto le lance di Sachiel, il primo angelo cherubino che compare in Eva. Shamshel è infatti accomunato con Sachiel, con cui divide i compiti di difensore dell’Eden e dell’Albero della vita: infatti i due cherubini (lui è il secondo) furono posti per evitare che l’uomo potesse accedere all’Albero della vita (Gen. 3/24) e divenire, mangiando il frutto della vita, un Dio, avendo già mangiato il frutto della Conoscenza del Bene e del Male.
IL QUINTO ANGELO: URIEL o chiamato anche RAMIEL
Il primo arcangelo a comparire nella serie, l’angelo simile ad un diamante, l’arcangelo Uriel, Comandante del Tuono. Ha autorità e potere assoluto sulle anime che dovranno rialzarsi dalle loro tombe nel Giorno del Giudizio, ed è fortemente sospettato di aver distrutto i padroni di Sennacherib. E’ venuto a sfidare l’umanità dopo che il suo servo e amico, Shamshel, è stato ucciso, morendo a sua volta. Nella Bibbia fu lui a compire la decima piaga ai danni del faraone: la morte di tutti i primogeniti. La sua venuta è molto importante: anche gli arcangeli si muovono in combattimento. Con la sua morte le anime dei defunti saranno libere di uscire dalle loro tombe prima del Giorno del Giudizio, motivo per cui Yui e Kaji vengono ritrovati nel tantai (unione di tutto) da Gendo e Misato nel momento in cui il Third Impact si sta creando.
Il che significa che tutte le anime non da lui sigillate nelle tombe (e cioè le anime delle persone spirate dopo la sua morte, come Rei e Kaji; Yui si “libera” perché rinchiusa nell’Eva01, dove Uriel non poteva arrivare a sigillarla, essendo l’Unità 01 clone di Lilith) potranno tornare a nuova vita nell’oceano di LCL che si verrà a creare nell’End.
IL SESTO ANGELO: GAGHIEL
Questo enorme mostro marino porta il nome di un angelo abbastanza anonimo, che si distingue solo per essere stato il guardiano del sesto cielo. Non viene nominato, come quasi tutti gli angeli, nella Bibbia, ma stavolta ci sono molti elementi che lasciano presupporre che si tratti di un angelo decaduto, un demone. La sua venuta è però importante quanto quella di Uriel, se non più. E’ un demone, e ciò lascia capire che con lui il conflitto fra i due Regni (Il Regno di Dio e Il regno degli Uomini) si allarga anche al terzo regno: Il Regno degli Inferi.
feb
6
L’evoluzione di Shinji
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Quindi l’Albero della vita è necessario in quanto attraverso il seguire le sue impronte è possibile arrivare alla divinità. Ed è quello che Shinji farà. Seguirà, forse senza nemmeno accorgersene, le 11 sefirot (le 10 dell’Albero + Da’at, che è un’anticamera di Keter).
Ecco come e quando lo farà (da notare che Shinji raggiunge le 11 sefirot sia nella serie Tv che nel film, anche se nel film questo raggiungimento diviene più marcato e dilazionato nel tempo, dato che nella serie tv le ultime 3 sefirot e Da’at vengono da lui raggiunte solo nell’ultimo episodio durante il suo perfezionamento), premettendo che il cammino evolutivo, al cui massimo si trova l’orizzonte dell’eternità (in rappresentanza di Dio), segue 10 diversi livelli, ognuno caratterizzato dal completamento di una determinata sephirot.
Cosa significa ciò? Che completare l’apprendimento di una sephirot, significa poter salire al livello di un’altra, evolversi. Keter è l’ultima sephirot e viene, in Eva, raggiunta solo da Shinji e non dal resto dell’umanità, motivo per cui Shinji diviene Dio.
Il Cammino da Malkut (mondo della fisicità) a Keter (modo della metafisica e della divinità) viene completato solo da Shinji in questa maniera specificando prima che gli Angeli sono apostoli, anche loro impiegati nella ricerca dell’evoluzione, e fermi alla sephirot Chesed che li porta ad amare tutto e tutti, compreso l’uomo, che cercano di aiutare nel loro cammino evolutivo. Passo dopo passo, è possibile individuare nei momenti salienti di Eva l’intero cammino compiuto da Shinji nel suo viaggio da Malkut a Keter.
Il viaggio comincia da Malkut: l’origine fisica delle cose, già presente in tutti gli uomini.
Shinji passa alla seconda sephirot Yesod, la verità, quando vede l’apertura di Gendo, suo padre, verso Ayanami e tocca con mente e mano l’essenza della verità. Quella sola scena lo porta a provare tutte le emozioni in un solo momento, e a raggiungere Yesod.
Shinji continua il suo evolversi e tocca la terza sephirot, chaiamata Hod, lo splendore, che ha come aggancio al fisico la semplicità, che il ragazzo sviluppa avendo trovato Yesod. La semplicità e la capacità di non angosciarsi troppo per il futuro.
Sarà Misato a fornire a Shinji la possibilità di affacciarsi alla quarta Sephirot, Netzach, la vittoria, quando per la prima volta gli dirà che è lui il migliore e farà nascere in Shinji la sicurezza, Partzufim (incarnazione/manifestazione/aspetto fisico/aspetto emotivo) di Natzach.
Ma poco dopo Shinji, spinto da Netzach, sarà, per causa della sua sicurezza, inglobato dall’Angelo che lo porterà nel mare di Dirac, il mare dei numeri irreali e dell’irrealtà (da notare che il primo, anche se più basso significato delle sephirot è puramente matematico), da dove, una volta tratto in salvo, imparerà nel suo sogno la quinta sephirot, Teferet (o Tiphares) dello splendore, la cui partzufim è la compassione.
Poteva evolversi ancora, Shinji: il prossimo suo passo verrà incentivato dal fatto che Gendo stava per mano sua uccidendo Toji, ma fermato sul nascere dallo stesso Gendo, che lo fermerà proprio mentre stava per esplodere la nuova sephirot, che in quel momento sarebbe stata mortale per tutti, data la sua difficile controllabilità.
Quando il 14° angelo attaccherà, Shinji, spinto dal timore della morte e da Teferet che gli dà l’amore per tutte le vite che potrebbero finire, impara la sesta sephirot, la più pericolosa. La impara in due fasi: quella cosciente, dove si scatena contro l’Angelo, e quella incosciente, quando l’Eva si risveglierà: Shinji impara G’vurah, la forza, la rabbia.
Il suo prossimo passo evolutivo sarà provocato da Kaworu che, col suo comportamento, farà imparare a Shinji Chesed, l’amore. E’ molto importante vedere come tutto coincida alla perfezione: gli angeli sono al “livello Chesed” e Kaworu, un angelo, l’ultimo angelo, tramanda Chesed a Shinji, dicendo che lui stesso era nato per incontrarlo, quasi come se Shinji fosse il predestinato a divenire Dio.
L’ottava, la nona e la decima sephirot vengono conosciute da Shinji nell’End.
L’ottava, Homa (o Binà), l’intelligenza, viene conosciuta da Shinji dopo essere per pochi istanti stato in contatto con l’undicesima sephirot (una sephirot complementare a cui bisogna arrivare per non essere poi accecati da Keter), Da’at, la conoscenza unificante, che Shinji acquisisce nei momenti in cui fisico e metafisico si uniscono, quando Rei gli spiega le cose della vita. Subito dopo Shinji acquisisce Homa, che ha come Partzufim la felicità per aver avuto le risposte a tutti gli interrogativi. Homa dà anche la capacità di pensare in modo veramente logico, avendo a disposizione tutti i dati, dati da Da’at, per crearlo.
La nona sephirot, Chokhmà, la sapienza, viene presa da Shinji nel momento stesso in cui con una sua scelta, abbatte Lilith, rifiutandosi di divenirne parte.
L’ultima Sephirot, Keter, l’orizzonte divino dell’eternità, viene raggiunta da Shinji da solo: l’ultima Rei gli fa capire con le sue parole il suo nuovo stato, e Shinji prende piena conoscenza di se e dell’umanità, e valica l’ultimo anello, Keter, divenendo Dio.
Tutta la crescita di Shinji è manovrata dagli Angeli o da avvenimenti a loro legati.
Ma chi sono gli Angeli?
Gli angeli non sono discendenti diretti di Dio, ma entità provenienti dal basso, che si stanno evolvendo a loro volta. Ogni essere dotato di anima è portato per una sorta di istinto divino a risalire gli anelli dell’evoluzione spirituale, e viene aiutato in ciò da entità a lui superiori. Nei confronti dell’uomo le entità-guida sono gli angeli, che a loro volta sono venuti dal basso (erano al livello dell’uomo ma si sono evoluti).
Ma angelo può essere definito lo stesso uomo, che dopo aver acquisito conoscenza di se, si accorgerà di esserlo nell’End of Evangelion, qui mettendo il tutto in relazione con Eva. Alcune di queste entità hanno scelto il cammino alla destra dell’albero della vita (quello del bene) e sono divenuti servi di Dio, arcangeli. Ma altri hanno scelto il percorso a sinistra (quello del male) e sono divenuti demoni, acquisendo però la libertà e l’indipendenza da Dio e dalle sue regole. Quindi esistono anche demoni buoni (ex: Tabris alias Kaworu Nagisa) che hanno però scelto il cammino sinistro e la libertà.
Un caro prezzo ha la libertà: essere considerati impersonificazioni del male per quanto può essere lunga l’eternità. Ma non è detto che queste entità siano tutte buone: Tabris è solo una delle poche eccezioni.
Passiamo ora ad analizzare gli angeli uno alla volta con gli occhi della Cabala e della tradizione ebraico/cristiana e secondo il punto focale della Cabala.
feb
5
L’albero della vita
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In primis, cos’è l’Albero della vita, se lo si vuole vedere con gli occhi della Cabala?
Rappresenta una scala (non per niente nel mondo cristiano viene chiamato Scala di Giacobbe) evolutiva sulla quale ogni essere vivente ha una sua posizione.
Da come potete vedere dall’immagine qui a fianco, è, una volta stilizzato, formato da 10 circonferenze e 22 linee. A prima vista può sembrare molto oscuro, eppure segue una logica perfetta: l’Albero della Vita costituisce la sintesi dei più noti e importanti insegnamenti della Cabalà. È un diagramma, astratto e simbolico, costituito da dieci entità, chiamate Sefirot (singolare sephirà), disposte lungo tre pilastri verticali paralleli: tre a sinistra, tre a destra e quattro nel centro. Il pilastro centrale si estende al di sopra e al di sotto degli altri due. Le Sefirot corrispondono ad importanti concetti metafisici, a veri e propri livelli all’Interno della Divinità.
Inoltre, esse sono anche associate alle situazioni pratiche ed emotive attraversate da ognuno di noi, nella vita quotidiana. Le Sefirot sono dieci principi basilari, riconoscibili nella molteplicità disordinata e complessa della vita umana, capaci di unificarla e darle senso e pienezza. Osservando la figura, noterete che le dieci Sefirot sono collegate da ventidue canali, tre orizzontali, sette verticali e dodici diagonali. Ogni canale corrisponde ad una delle ventidue lettere dell’Alef Beit ebraico. L’Albero della Vita è il programma secondo il quale si è svolta la creazione dei mondi; è il cammino di discesa lungo la quale le anime e le creature hanno raggiunto la loro forma attuale. Esso è anche il sentiero di risalita, attraverso cui l’intero creato può ritornare al traguardo cui tutto anela: l’unità del “grembo del Creatore”, secondo una famosa espressione cabalistica. L’Albero della Vita” è la “scala di Giacobbe” (vedi Genesi 28), la cui base è appoggiata sulla terra, e la cui cima tocca il cielo. Lungo di essa gli angeli, cioè le molteplici forme di consapevolezza che animano la creazione, salgono e scendono in continuazione. Lungo di essa sale e scende anche la consapevolezza degli esseri umani.
Tramite l’Albero della Vita ci arriva il nutrimento energetico presente nei campi di Luce divina che circondano la creazione. Tale nutrimento scorre e discende lungo la serie dei canali e delle Sefirot, assottigliandosi e suddividendosi, fino a raggiungere le creature, che ne hanno bisogno per sostenersi in vita. Lungo l’Albero della Vita salgono infine le preghiere e i pensieri di coloro che cercano Dio, e che desiderano esplorare reami sempre più vasti e perfetti dell’Essere.
I tre pilastri dell’Albero della Vita corrispondono alle tre vie che ogni essere umano ha davanti: l’Amore (destra), la Forza (sinistra), e la Compassione (centro). Solo la via mediana, chiamata anche “via regale”, ha in sé la capacità di unificare gli opposti. Senza il pilastro centrale, l’Albero della Vita diventa quello della conoscenza del bene e del male. I pilastri a destra e a sinistra rappresentano inoltre le due polarità basilari di tutta la realtà: il maschile a destra e il femminile a sinistra, dai quali sgorgano tutte le altre coppie d’opposti presenti nella creazione. L’insegnamento principale contenuto nella dottrina cabalistica dell’Albero della Vita è quello dell’integrazione delle componenti maschile e femminile, da effettuarsi sia all’interno della consapevolezza umana che nelle relazioni di coppia. Spiegano i cabalisti che il motivo principale per cui Adamo ed Eva si lasciarono ingannare dal serpente fu il fatto che il loro rapporto non era ancora perfetto.
Il peccato d’Adamo consisté nell’aver voluto conoscere in profondità la dualità senza aver prima fatto esperienza sufficiente dello stato d’unità Divina, e senza aver portato tale unità all’interno della sua relazione con Eva. Il serpente s’insinuò nella frattura tra i due primi compagni della storia umana, e vi pose il suo veleno mortale.Dopo il peccato, l’Albero della Vita fu nascosto, per impedire che Adamo, con il male che aveva ormai assorbito, avesse accesso al segreto della vita eterna e, così facendo, rendesse assoluto il principio del male. Adamo ha dovuto far esperienza della morte e della distruzione, poiché lui stesso aveva così scelto. Tramite tali esperienze negative, il suo essere malato si sarebbe potuto liberare dal veleno del serpente, per ridiventare la creatura eterna che Dio aveva concepito.
Analogamente, tutte le esperienze tragiche e dolorose, che purtroppo possono succedere durante la vita umana (Dio ci preservi da ciò), sono tuttavia occasioni preziose per rendersi conto della distanza frappostasi tra lo stato ideale, del quale conserviamo una memoria nel super-conscio, e lo stato attuale. Esiste però una via più facile, più piacevole, la quale, pur non eliminando completamente l’amaro della medicina, ci permette già da adesso di assaggiare la gioia e perfezione contenuta nell’Albero della Vita, in misura variabile secondo le capacità di ognuno. Essa consiste nello studio della sapienza esoterica: la Cabala.
Dopo aver perso lo stato paradisiaco del Giardino dell’Eden, l’umanità non ha più accesso diretto all’Albero della Vita, che rimane l’unica vera risposta ai bisogni d’infinità, di gioia e d’eternità che ci portiamo dentro. Come dice la Bibbia, la via che conduce all’Albero è guardata da una coppia di Cherubini, due Angeli armati di una spada fiammeggiante. Ciò però non significa che la via sia del tutto inaccessibile. Secondo la tradizione orale, i due Cherubini possiedono l’uno un volto maschile e l’altro un volto femminile. Essi rappresentano le due polarità fondamentali dell’esistenza, così come si esprimono sui piani più elevati della consapevolezza. Con il graduale ravvicinamento e riunificazione di tali principi, questi angeli cessano di essere i “Guardiani della soglia”, il cui compito consiste nell’allontanare tutti coloro che non hanno il diritto di entrare, e diventano invece i pilastri che sostengono la porta che ci riconduce al Giardino dell’Eden.
La loro stessa presenza serve da indicazione e da punto di riferimento per quanti stanno cercando di ritornare a Casa. Non si tratta però di un lavoro facile. I due Cherubini hanno in mano una spada fiammeggiante a doppio taglio. Tra le molte altre cose, essa simboleggia a distruzione dei due Tempi di Gerusalemme.
L’esilio del popolo ebraico è la continuazione dell’esilio d’Adamo. Ognuno di noi, nella vita, deve confrontarsi con questa doppia distruzione, con una doppia caduta (fisica e spirituale, morale e umana), con un doppio nascondersi di Dio.
Dice un verso del Deuteronomio (31,18):
“..poiché in quel giorno nasconderò doppiamente il Mio volto..”
Si tratta di una doppia crisi, sia a livello di vita pratica che di fede interiore, un’iniziazione, attraverso cui dobbiamo passare se vogliamo il merito di ritrovare la strada. Se, dopo l’esperienza ripetuta della sofferenza e dell’esilio, la nostra fede rimane intatta, e il nostro desiderio di Dio e della verità rimane incrollabile, allora ci viene mostrato l’Albero della Vita.
Analogamente, subito dopo la distruzione del secondo Tempio, lo Zohar (Libro dello Splendore) fu rivelato al mondo, e con esso venne data la descrizione dell’Albero della Vita. La strada era ritrovata, la via si era riaperta per tutti i ricercatori di Dio nella verità. Le spade dei Cherubini si trasformano in due coppie di ali incrociate in alto, e insieme definiscono l’arco posto al di sopra del portale d’entrata al giardino dell’Eden: la Cinquantesima Porta della Conoscenza, “la Porta del Signore, attraverso la quale vengono i giusti”. Essi diventano così i Cherubini che sovrastavano l’Arca dell’Alleanza, l’uno con un volto maschile, l’altro col volto femminile.
Come detto, l’Albero della Vita è il progetto seguito da Dio per creare il mondo.
Le Sefirot sono l’origine d’interi settori dell’esistenza, sia nel mondo fisico sia in quello psicologico, come pure in quello spirituale.
Un esempio di ciò, nel mondo fisico, ci viene dalla struttura stessa del sistema solare.
Al suo centro c’è il Sole, che rappresenta la Sefirà chiamata Keter o “Corona”, la più alta dell’Albero, dalla quale proviene la luce che riempie e vitalizza tutte le altre. I nove pianeti che gli girano intorno rappresentano le altre nove Sefirot, secondo una semplice corrispondenza lineare, da Mercurio/Chokhmà a Plutone/Malkhut. Nello studiare le caratteristiche di ciascuna di esse è possibile vedere emergere un’inequivocabile similitudine con i tratti astronomici e astrologici posseduti dal pianeta corrispondente. Si noti come la struttura dell’Albero già contenesse posto per i tre pianeti più lontani dal Sole, scoperti solo di recente.
Nel caso in cui la scienza rivelasse l’esistenza di un altro pianeta, come alcuni calcoli e ricerche fanno ritenere probabile, esso si collocherà al posto dell’undicesima Sefirà, chiamata Da’at o “Conoscenza”, una misteriosa Sefirà che pur avendo un ruolo importantissimo nell’Albero non è tuttavia contata solitamente insieme con le altre.
Nel piano psicologico, le dieci Sefirot sono dieci stati della psiche umana. Il più alto, la Corona, è la condizione, peraltro raramente sperimentata, di totale trasfigurazione nel trascendente. Vi sono poi due tipi diversi di conoscenza intellettuale, corrispondenti alla percezione separata dei due emisferi cerebrali: la prima più artistica e intuitiva, la seconda più logica e razionale. Basterebbe questo dato a confermare l’estrema modernità e scientificità della Cabalà. Altre forme di misticismo prestano più il fianco alle critiche dei razionalisti e degli scettici, che le accusano d’essere vaghe, confuse e arcaiche, frutto d’esperienze e visioni soggettive, in ogni modo contrarie alle verità scientifiche. La Cabalà ha invece anticipato di secoli alcune tra le più importanti scoperte della scienza.
Ad esempio, lo Zohar prima, e la dottrina sviluppata dall’Arizal dopo, contengono un’accurata descrizione dei due modi separati di conoscenza presenti nel cervello umano, identificati esattamente l’uno con il cervello destro e l’altro con quello sinistro. Dopo le prime tre Sefirot vi sono sei stati emotivi della psiche, tre più intimi e tre più rivelati, più vicini all’esperienza fisica. Tutti e sei sono generati dall’opposizione fondamentale tra Chesed (Amore) e Ghevurà (Forza), comprensibili anche come attrazione e repulsione. Infine l’ultima Sefirà, Malkut (Regno), corrisponde ad uno stato psicologico rivolto soprattutto alle contingenze del mondo fisico e alle sue necessità.
Nel piano più spirituale le dieci Sefirot diventano le “Dieci Potenze dell’Anima”, dieci luci o sorgenti d’energia, che aiutano costantemente la crescita di coloro che sanno connettersi con esse, nel loro cammino di ritorno all’Albero della Vita. Vediamo cosa ci dice lo Zohar in proposito: “Ma quando Dio ebbe creato la forma dell’uomo supernoch’ era per lui un carro celeste, il signore vi discese, per essere chiamato nella forma del Tetragramma YHWH, e di conscenza concettualizzato secondo i suoi attributi, misura per misura. Perciò fece sì d’essere chiamato El Elohim Sadday seva’ot e Tetragramma, affinchè fosse possibile individuare in ognuno il rispettivo attributo significato, tramite il quale egli conduce il mondo vuoi col principio della clemenza vuoi con quello dell’equaminità, a seconda delle opere dell’uomo. Del restose la sua luce non si fosse diffusa su tutte le creature come potrebbe persino il saggio riconoscerlo? Sarebbe rimasto Irriconoscibile, e nulla sarebbe valso tutta la terra è piena della sua gloria”.
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Allora, benvenuti in questa nuova sezione dove si affronterà Neon Genesis Evangelion in un’ottica del tutto nuova.
Come qualcuno di voi saprà, Hideaki Anno si ispirò ad alcuni libri sacri della Cabala ebraica per ricevere dati e informazioni che avrebbe poi incorporato in Eva. Si trattava principalmente di due libri: Alphabet e Zohar, quest’ultimo usato massicciamente. Grazie alla base che Anno ha dato è possibile andare ad interpretare Eva anche attraverso i nuovi occhi che la Cabala ci fornisce.
Si parlerà quindi delle “solite cose” (Angeli, AtField, evoluzione, vita…) viste però con gli occhi della Cabala ebraica e con quelli della Rivelazione o Apocalisse cristiana. Ora se noi avessimo voluto cercare solo nella Bibbia, ad un certo punto ci saremmo trovati di fronte a parecchi riferimenti, ma non ben connessi fra loro. La connessione la dà la Cabala, per l’appunto. Infatti all’interno della Cabala è possibile trovare i nomi degli angeli, tanto per fare un esempio, e si può fornire una nuova spiegazione all’AtField e un nuovo senso a tutto Eva, visto ora come la storia dell’evoluzione dell’umanità.
Bisogna però cominciare con ordine, vista la mole di dati che devo esporre.
Qui di seguito trovate l’indice dei capitoli di questa ricerca. Il tutto è realizzato con un preciso filo logico, quindi è consigliabile partire dal primo argomento (EVA & CABALA: L’EVOLUZIONE DELL’ UMANITA’) e da lì avanzare di pagina in pagina.
Cominciamo, quindi, con la trama di Evangelion vista dai due possibili modi dalla Cabala, usando come punto perno per la prima interpetrazione Lucifero, visibile nell’opening, e per la seconda interpretazione L’Albero della Vita, visibile anch’esso nell’opening.
• Capitolo 1: Eva & Cabala: l’evoluzione dell’umanità
• Capitolo 2: L’albero della vita
• Capitolo 3: Eva & Cabala: l’evoluzione di Shinji
• Capitolo 4: Gli angeli visti con gli occhi della cabala
• Capitolo 5: Le gerarchie degli angeli di Eva
• Capitolo 6: La Seele
• Capitolo 7: La lancea Longini
• Capitolo 8: L’absolute terror field
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Cosplay Napoli Comicon ‘08 (2)
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Secondo blocco di video ripresi Domenica 27 Aprile al Napoli Comicon 2008, relativi alla gara di Cosplay. Tutti i video sono stati ripresi con una Aiptek PocketDV T300, risoluzione nativa 640×480 25fps.
Neon Genesis Evangelion
One Piece
Rayearth (Una porta socchiusa ai confini del sole)
Video Girl Ai
Spongebob